Levante torna a Sanremo con “Sei tu”: «Ho smesso di uccidere l’amore»
La cantautrice calcherà il palco dell’Ariston a distanza di tre anni dall’ultima volta con un brano che racconta «di un corpo che non riesce a verbalizzare l’amore». La serata della cover? «Sono ancora alla ricerca, ho sentito una siciliana come me e mi ha dato dei bei consigli»
Levante
«Una canzone quasi nuda, che arriva in punta di piedi, delicata e diversa da quello che ho mostrato sul palco dell’Ariston negli anni passati, con un testo molto più immediato». È così che Levante, a un mese dall’inizio del Festival di Sanremo, presenta Sei tu, il brano con cui calcherà il palco dell’Ariston a distanza di tre anni dall’ultima volta, quando partecipò con Vivo. Una canzone che la cantautrice siciliana definisce “corporea, fisica”, che parla delle sensazioni fisiche di un corpo – appunto – innamorato che non riesce a verbalizzare l’amore. Il finale di questa storia, però, rimane volutamente aperto, seppur negativo. «Ciascuno può dare una libera interpretazione a seconda di ciò che ha esperito ascoltandolo», dice Levante.
Sei tu si presenta quindi come un brano che parte da un’esperienza personale per diventare poi universale. «Noi tutti abbiamo vissuto delle relazioni fallimentari e noi tutti ci siamo aggrovigliati in pattern che ripetiamo: riguarda molti questo tema. Ho dovuto scavare molto a fondo per cercare una risposta ai miei comportamenti», confida. La prima è certamente la paura, la cosa che più frena le persone a dare e a lasciarsi andare. «Siamo molto bravi a prendere; a volte non sappiamo dare perché pensiamo di sottrarre da noi un pezzo, invece quello che resta di noi è quello che abbiamo dato. Sono andata a vedere cos’è successo nella mia infanzia per capire perché decidessi di uccidere l’amore: se io ti uccido, tu non puoi morire. Era facile per me concludere delle storie in questo modo. Sono stata anche tremendamente lasciata, però quasi compiacendomi, perché mi toglievo un altro pensiero».
Se quello descritto in Sei tu è un amore lacerante tra due amanti, quello per la figlia Alma è di tutt’altra natura. «La mia idea dell’amore, da quando c’è Alma, non è cambiata. L’amore che nutro per lei è totalmente diverso da quello che affronto nel disco. È un amopre senza confini, è viscerale, non ha una logica reale. Ti mette alla prova come essere umano, perché ti chiedi quanta pazienza hai, quanto sai metterti in ascolto rispetto all’altro. È sempre un avere rispetto. Mi fa molto riflettere su chi sono come persona. Non ho pensato a lei in questo disco. Mi auguro che non si debba mai chiedere se si merita l’amore, ma questo compito ce l’abbiamo io e suo padre».
Un nuovo album dopo Sanremo
Il brano in gara a Sanremo, inoltre, anticiperà il nuovo album di Levante, Dell’amore il fallimento e altri passi di danza. Un disco già preceduto da quattro singoli (Maimai, Niente da dire, Dell’amore e il fallimento e Sono blu). «Ho deciso di anticipare molti singoli rispetto al passato perché avevo voglia che ci fosse più attenzione rispetto alle canzoni che scrivo», racconta la cantautrice. «Quando fai uscire un disco è un po’ come se si bruciasse: quello che manca è ciò che non abbiamo ancora mostrato. È un disco molto suonato, con tante chitarre. È un disco molto eterogeneo perché non ho paura di mostrare tutti i miei gusti».
Ad accompagnare il disco ci sarà un tour nei club che partirà il 29 aprile da Padova e toccherà Firenze (4 maggio), Roma (6 maggio), Napoli (7 maggio), Torino (11 maggio), Bologna (14 maggio) e infine Milano (19 maggio). «Non ho intenzione di arricchirli di chissà quali scenografie o luci particolari», dice Levante a proposito di come si è immaginata il palco. «In questi ultimi anni ho voluto ricongiungermi con la musica. I palchi dei club, che sono i miei preferiti, non hanno bisogno di grandi studi. Non intendo impressionare: non è il tempo per fare questa cosa, è il tempo per fare musica e raccontare delle storie».
Levante: «Per la serata delle cover ho chiamato Alanis Morrisette: mi ha detto di no»
E sulla serata delle cover di Sanremo, Levante scherza: «Io la abolirei», dice, che confida di non avere ancora un’idea chiara sul nome che la affiancherà durante la quarta serata del Festival. «Non ho ancora una risposta, ho fatto dei tentativi». Un sogno? «Potendo, porterei McCartney sul palco. A un certo punto ho chiesto ad Alanis Morissette, ma mi ha detto di no. Sono ancora alla ricerca». Alla domanda se avesse per caso sentito una siciliana come lei (Carmen Consoli, ndr), Levante risponde in modo affermativo: «purtroppo è in tour in Spagna in quei giorni, ma mi ha dato un sacco di bei consigli da sorella maggiore».
Durante la conferenza stampa, Levante ha espresso parole di dolore e vicinanza per la sua terra, la Calabria e la Sardegna, violentemente colpite dal ciclone Harry. «Mi sento impotente di fronte a quello che sta succedendo in Sicilia», ha detto la cantautrice. «Mi dispiace che ci sia indifferenza, perché quello che è successo è molto grave. Vorrei porre l’attenzione sulla questione meridionale: ho la sensazione che, quando il Sud chiede aiuto, ci sia diffidenza; quando è stato per altri territori, tutta l’Italia si è mobilitata».
