Louis Tomlinson all’Unipol Forum di Milano porta il pubblico a chiedersi come è arrivato fino a qui
Il concerto, di poco meno di due ore, trasporta i presenti su una montagna russa di emozioni attraverso i brani del nuovo progetto discografico dell’artista britannico
Louis Tomlinson (foto di Henry Ruggeri)
Un live che ancora prima di cominciare si pone come un grande punto di domanda, letteralmente. Le luci a led che illuminano il palcoscenico proiettano un gigantesco segno interrogativo e la stessa passerella del palco lo ricorda anche nella sua forma. Il live di Louis Tomlinson all’Unipol Forum di Milano porta ogni persona presente tra il pubblico a chiedersi: How Did I Get Here?. Un quesito che riprende il titolo omonimo dell’ultimo album del cantautore britannico, uscito il 23 gennaio. La domanda, però, non viene rivolta solo nei confronti degli spettatori, ma anche verso se stesso.
Il concerto, di poco meno di due ore, trasporta i presenti su una montagna russa di emozioni principalmente attraverso i brani del nuovo progetto discografico dell’artista. Un live che però, tra le ballad, esprime anche un alto tasso di energia, quindi quale modo migliore di iniziare se non con la hit Lemonade? E proprio così, nella sua semplicità data anche da un pantalone bianco e una canottiera, che il cantautore si districa sul palcoscenico con la sicurezza di chi fa questo mestiere da circa 15 anni e dove non smette mai di scomporsi, nemmeno per un attimo.
Il pubblico del live di Louis Tomlinson all’Unipol Forum di Milano
Il pubblico del concerto di Louis Tomlinson all’Unipol Forum di Milano è forse uno degli spettacoli più belli da vedere live. E non solo per le coreografie minuziosamente organizzate anche grazie a un’apposita applicazione sul cellulare per illuminare il palazzetto di una diversa gamma di colori. Ma anche – e soprattutto – per l’energia (e quasi la devozione) verso il loro beniamino. Dagli spalti della venue è impossibile trovare qualcuno seduto durante il concerto, così come dal parterre è impensabile vedere qualcuno stare fermo e non ballare.
Le sonorità pop, rock, ma anche elettroniche e sperimentali che attraversano il viaggio del cantautore britannico fanno scatenare i presenti in danze anche improvvisate. Se si guarda bene, ci sono persone nel dancefloor che fanno un girotondo, altre fanno partire un trenino. Altre ancora, invece, simulano di essere anche loro sul palco e cantano con un finto microfono davanti alla bocca. Tutti, però, fanno anche da perfetto controcoro alle canzoni proposte in una serratissima setlist.
«Questo è il tipo di fan base che fa davvero la differenza per me, grazie», dice Louis Tomlinson durante il concerto milanese. Proprio vedendo queste immagini e dall’altra parte tenendo a mente la domanda che ripercorre tutto il live, ovvero How Did I Get Here?, è impossibile non pensare agli esordi della carriera di Louis Tomlinson con gli One Direction. La prima visita della storica boy band inglese al completo nel nostro paese è stata nel 2011 proprio all’Unipol Forum di Milano. Anni dopo si vedono ancora i fan gridare fuori dalla venue per potere entrare e attendere lo show sin dalle prime ore del mattino.
Mettiamoci in discussione
L’energia, dunque, è decisamente palpabile. Ma quello che forse più viene richiesto al pubblico è quello di mettersi in discussione. Questo non vuol dire abbandonare o rinnegare il passato, perché – tenendo a mente il titolo del tour e dello stesso album di Louis Tomlinson – è fondamentale perché rende chi siamo oggi la somma delle scelte che abbiamo fatto. Nonostante ciò, forse quello che più è mancato – e che ha lasciato gli spettatori con un pizzico di amaro – è la performance di almeno una delle canzoni degli One Direction. Il pubblico ha chiesto diverse volte a gran voce No control, ma l’ex 1D non ha assecondato la richiesta.
Una reunion a cui, evidentemente, il pubblico non smette di sognare. Ma come lo stesso cantautore inglese aveva detto in una nostra precedente intervista: «Non lo so. Se succede, succede». Questo dettaglio però non spegne l’entusiasmo dello show che è in grado di far commuovere sulle note di Dark To Light (dedicata all’amico ed ex membro della band Liam Payne, scomparso due anni fa), ma anche di far scatenare su hit di successo come Kill My Mind. Uno spaccato live che ci fa riflettere sul presente, più che sul passato.
