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Milano Cortina 2026, il maxi-show di San Siro apre le Olimpiadi Invernali

Dopo le numerose polemiche che li hanno preceduti, i Giochi Olimpici hanno avuto ufficialmente inizio con la Cerimonia d’Apertura firmata da Marco Balich: ecco com’è andata

  • Il7 Febbraio 2026
Milano Cortina 2026, il maxi-show di San Siro apre le Olimpiadi Invernali

Il momento della consegna del tricolore (foto di IOC Media / Flickr)

Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 sono il grande evento che perpetua quel rinnovato slancio internazionale del capoluogo lombardo che ha avuto inizio più di dieci anni fa con Expo 2015. Sono altresì un’opportunità strategica per il nostro paese in un contesto geopolitico in cui le relazioni internazionali mutano in modo repentino e si giocano anche a livello di manifestazioni dal carattere simbolico come sono quelle sportive, nonché nella capacità di gestione delle stesse da parte del paese ospitante.

Ecco perché ieri sera (venerdì 6 febbraio), tutti gli occhi erano puntati sulla Cerimonia d’Apertura di Milano Cortina 2026, articolata in modo diffuso presso le varie località di questa edizione dei Giochi – Cortina d’Ampezzo, Predazzo, Livigno – ma con epicentro a San Siro, con un maxi-show di tre ore e mezza firmato dal Balich Wonder Studio di Marco Balich, specializzato nella direzione creativa di grandi eventi e con una lunga expertise proprio sulle cerimonie olimpiche.

Lo show di San Siro ruotava intorno al concetto di armonia, oltre che di italianità. «La Cerimonia d’Apertura non è solo un esercizio di tecnologia o spettacolarità», ha dichiarato Balich prima dell’evento. «È soprattutto un racconto fatto di persone ed emozioni. In un mondo complesso, vogliamo proporre un messaggio di armonia, bellezza e pace che possa parlare a tutti».

Fra gli ospiti musicali particolarmente attesi, Mariah Carey, Laura Pausini, Andrea Bocelli e Ghali. Oltre a loro, la componente musicale della serata ha visto il coinvolgimento di oltre cinquecento musicisti per la composizione delle colonne sonore originali.

Il Red Carpet di Milano Cortina 2026 alla Scala

La nostra apertura comincia nel pomeriggio al Teatro Alla Scala, dove si tiene il Red Carpet. Lì passano tanti grandi protagonisti delle Olimpiadi del passato, dallo snowboarder americano Shaun White (tre volte oro) alla campionessa di pattinaggio olandese Irene Schouten, fino alla nostra Carolina Kostner, campionessa del mondo di pattinaggio artistico nel 2012.

Passano anche icone provenienti da tanti ambiti diversi, dal cinema alla moda e oltre: Jeff Goldblum, Donatella Versace, Jean Todt, Stanley Tucci, Marisa Tomei, Zlatan Ibrahimović, fra gli altri.

Ad attirare la nostra attenzione sono gli artisti musicali. Sunghoon degli ENHYPEN già si era distinto in quanto tedoforo. Lo ritroviamo qui elegantissimo, in abito scuro. «Atleti e artisti K-Pop hanno in comune l’obiettivo di rendere felici i fan», ci dice lui, che ha praticato pattinaggio artistico a livello agonistico per dieci anni. «Quando facevo lo sportivo il mio sogno era partecipare alle Olimpiadi. Adesso essere qui da artista è una sensazione diversa ma è comunque un grande onore».

Arrivano poi, uno dopo l’altro, anche Bresh e Tedua, che alla domanda sul suo atleta del cuore risponde: «Sarò banale ma direi Usain Bolt, mi ha fatto tanto emozionare. Veramente forte. San Siro? Ci vediamo a giugno: quelle saranno le mie Olimpiadi». Su una sua eventuale apparizione al Festival di Sanremo non si sbilancia: «Chi lo sa… Per ora faccio il tifo per Sayf».

Infine si presenta quasi a sorpresa anche Usher, che sul rapporto fra musica e sport dice: «Vanno a braccetto. La musica per esempio è una componente fondamentale del pattinaggio artistico. Ma in generale offre la colonna sonora che spinge gli atleti a superare se stessi».

L’arrivo a San Siro

Il dispositivo di sicurezza è imponente. Le strade intorno allo stadio sono completamente chiuse al traffico, non possono transitare nemmeno le biciclette. Una volta superato il controllo dei biglietti, l’accesso alle tribune è complicato, forse anche per la presenza di molti stranieri ignari della già complicata “topografia” di San Siro.

La Cerimonia d’Apertura di Milano Cortina 2026 comincia alle 20 in punto con spettacoli coreografici: una settantina di ballerini dell’Accademia del Teatro alla Scala reinterpretano il mito di Amore e Psiche. Le tonalità di bianco e il chiaroscuro degli abiti, che richiamano l’arte scultorea di Antonio Canova, si trasformano poi in un’esplosione di colore accompagnata dalle musiche di Verdi, Puccini e Rossini.

Dopo un omaggio alla creatività italiana, è il momento di una delle star della serata, Mariah Carey. La diva, al centro del palco e circondata dai ballerini, canta una sua reinterpretazione del classico dei classici della canzone italiana: Nel Blu, Dipinto di Blu, completamente riarrangiata e arricchita dai suoi celebri acuti impossibili. Segue un pezzo forte del suo repertorio (no, non quello che pensate): Nothing Is Impossible.

Laura Pausini e la parata degli atleti di Milano Cortina 2026

Nella tribuna d’onore di San Siro prendono posto il Presidente Sergio Mattarella e la Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry. Segue un sentito omaggio a Giorgio Armani, il re della moda italiana scomparso lo scorso settembre. Modelle sfilano indossando i suoi abiti, opportunamente verdi, bianchi e rossi.

Dopo la consegna della bandiera italiana al corpo dei Corazzieri, è la volta di un’altra star particolarmente attesa, Laura Pausini. Sotto il vessillo la popstar intona l’Inno di Mameli. Segue la recitazione dei versi de L’infinito di Giacomo Leopardi da parte di Pierfrancesco Favino, sulle note del violinista Giovanni Andrea Zanon.

Poi è il momento della lunga parata degli atleti (oltre un’ora), dalla Grecia (ritualmente la prima) all’Italia, paese ospitante. Impossibile non notare i fischi al passaggio della bandiera israeliana e – al contrario – gli applausi al team ucraino.

Dopodiché, Sabrina Impacciatore è protagonista di un viaggio visivo che ripercorre cent’anni di Olimpiadi Invernali, mentre Brenda Lodigiani fa una sorta di lezione sulla gestualità italiana ispirata al celebre lavoro di Bruno Munari. Un eccesso di italianità che forse si poteva evitare.

I discorsi

A prendere la parola per primo è Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina. «Amo il mio paese, amo lo sport. Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano come stasera», dice. «Agli atleti dico: questo è il vostro momento. Gli anni di dedizione, il coraggio di sognare, la determinazione nel superare i limiti… Questi Giochi vi appartengono. In un tempo in cui il mondo è così diviso da conflitti, la vostra presenza dimostra che un mondo diverso è possibile. Unità, rispetto, armonia».

Dopo di lui, parla Kirsty Coventry, che si rivolge ancora agli atleti: «Attraverso voi vediamo il meglio di noi stessi. Voi ci ricordate che possiamo essere coraggiosi e rispettosi. Quando vediamo un atleta inciampare e trovare la forza per rialzarsi, ci ricordiamo che tutti noi possiamo fare lo stesso. Quando vediamo atleti abbracciarsi alla linea di arrivo, ci ricordiamo che tutti possiamo scegliere il rispetto. A prescindere dalla nostra provenienza, conosciamo tutti questo spirito».

Presente a San Siro anche Charlize Theron, celebre attrice nonché Messenger of Peace delle Nazioni Unite, che ha recitato un monologo ispirato an un intervento pubblico di Nelson Mandela. «La pace non è solo assenza di conflitti. La pace è la creazione di un ambiente in cui tutti possano prosperare, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dal credo, dalla religione, dal sesso, dalla classe sociale, dall’etnia o dalla storia, dalla lingua o dall’influenza di ciascuno».

Andrea Bocelli e Ghali

L’arrivo della fiamma olimpica a San Siro è accompagnato dalle note di un altro sinonimo di italianità, il Nessun dorma, celebre romanza della Turandot di Puccini. La interpreta Andrea Bocelli: la fiamma giunge sul palco proprio nel momento del “vincerò”.

Subito dopo è il momento di Ghali, forse l’ospite più discusso della Cerimonia d’Apertura di Milano Cortina 2026. Lui sostiene che gli sia stato impedito di cantare l’inno nazionale e di esprimersi anche in lingua araba. E la diretta Rai non lo menziona mai per nome e non lo inquadra in primo piano. Sta di fatto che, nella sua semplicità, la sua è stata una delle esibizioni più toccanti.

Accompagnato da un corpo di ballo di nuovo biancovestito, Ghali non canta ma recita in tre lingue (italiano, francese, inglese) la poesia Promemoria di Gianni Rodari, col suo messaggio semplice e potente contro i conflitti: “Ci sono cose da non fare mai / Né di giorno né di notte / Né per mare né per terra / Per esempio, la guerra”.

Dopo i giuramenti ufficiali degli atleti, vengono accesi i Bracieri dei Giochi contemporaneamente a Milano e Cortina. Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 hanno ufficialmente inizio.

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