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Niall Horan a Milano, la forza di un pubblico che resta

Il 28 ottobre all’Unipol Forum, il cantautore irlandese ha portato i quattro capitoli della sua carriera solista e un pezzo di storia degli One Direction

  • Il29 Ottobre 2026
Niall Horan a Milano, la forza di un pubblico che resta

@niallhoran via Instagram

Ci sono serate in cui il pubblico sembra avere quasi la stessa voglia di farsi sentire di chi è sul palco. Quella del Dinner Party Live On Tour di Niall Horan, il 28 ottobre, è stata una di queste. Gli spalti pieni, l’entusiasmo, la partecipazione: a guardarsi intorno, diventa evidente come cambi la percezione dell’artista dentro e fuori dal suo fandom. Horan non è una presenza costante nel dibattito pop. Non è uno degli artisti più seguiti dal pubblico generalista e le sue canzoni non sono in cima alle classifiche, eppure il Forum era pieno di fan appassionati. Non a caso, una parte del suo pubblico è composto da coloro che originariamente erano fan degli One Direction, tra i più dediti e fedeli di sempre.

La sensazione è che Niall Horan sia riuscito in quello che tutti gli ex membri di gruppi così famosi cercano di fare. È stato in grado di coltivare quel rapporto nato più di 16 anni fa, il 23 luglio 2010, e di continuare a dialogare con lo stesso pubblico. Nel frattempo sono passati anni, sono usciti quattro dischi e si sono aggiunte canzoni che appartengono soltanto a lui. Ma Horan riesce a tenere insieme queste due storie: l’affetto che lo precede e quello che ha continuato a costruire.

“Dinner Party”, il presente di Niall Horan

Il tour prende il nome da Dinner Party, pubblicato il 5 giugno, dopo Flicker, Heartbreak Weather e The Show. Il disco guarda alle relazioni, alla stabilità e al tempo che passa, con un pop di chitarre e armonie che conferma la sua cifra stilistica.

Tastes So Good, scelta per aprire, e Pretty danno al materiale nuovo un’energia che aiuta a inserirlo accanto ai brani più familiari. Il concerto attraversa tutti e quattro gli album senza far sembrare ogni passaggio una presentazione separata: a tenere insieme il repertorio sono il gusto melodico di Horan e il lavoro della band.

È nei pezzi più ritmici che il concerto diventa ancora più godibile. Nice to Meet Ya e Small Talk permettono a Horan di allargare il proprio personaggio oltre quello del ragazzo con la chitarra e la ballad sentimentale. C’è un gusto per il groove che rende queste canzoni particolarmente adatte al palco e dà ai musicisti lo spazio per contribuire alla personalità dello spettacolo. Lui, nel frattempo, corre, balla e si diverte moltissimo.

Durante la serata, la sua spontaneità e autenticità vengono fuori più volte nelle interazioni con il pubblico. Anche quando guarda la fan action – piccoli cartoncini gialli a forma di stella con delle dediche per l’artista – si ritaglia il tempo per leggerle una ad una e per ringraziare tutti.  

Al coro «Sei bellissimo», risponde: «So che lo dite a tutti, ma ditelo di nuovo». Accetta il gioco e lo rilancia, con la disinvoltura di chi conosce bene il pubblico che ha davanti. Poi autografa un body portato da una fan all’ottavo mese di gravidanza, la ringrazia per essere nel parterre e chiede alla security di farle arrivare una sedia per il resto del concerto.

E poi, quasi come fosse un modo per ringraziare dell’affetto ricevuto, Niall Horan trova un posto in scaletta anche per Put a Little Love on Me, una delle fan favorite che non era ancora stata cantata in questo tour e che ha sorpreso ed emozionato tutti.

Gli One Direction e tutto quello che è venuto dopo

Nel corso della serata, Niall Horan torna più volte sull’affetto ricevuto in Italia, dai concerti con gli One Direction fino a oggi. Ricorda in particolare l’entusiasmo di San Siro nel 2014, ma invita Milano a costruire altri ricordi insieme. In quelle serate c’era anche la celebre fan action del 28 giugno: durante Right Now, migliaia di cartelli alzati sugli spalti componevano l’enorme scritta «We Are 1D Family». Immagini che hanno fatto il giro del mondo e che hanno inevitabilmente consolidato per sempre il rapporto dell’artista con il nostro paese.

Steal My Girl ha un posto preciso in questa storia. È l’unico brano degli One Direction in scaletta, abbastanza per riportare dentro la serata un passato che una parte del pubblico condivide con Horan. Il resto del concerto, però, dimostra quanto materiale si sia accumulato da allora. Black and White, This Town e Heaven hanno avuto il tempo di diventare altri riferimenti, legati a una fase diversa della vita di chi ascolta.

Quel passato torna anche in End of an Era, dedicata a Liam Payne. Qui il legame con la band passa attraverso la perdita di un amico, dentro un album che prova a guardare avanti portandosi dietro ciò che è stato.

Con Slow Hands e Heaven, il finale restituisce alla serata la sua energia più immediata. E lascia una considerazione: l’affetto dei fan è stato una premessa importante, ma da solo non avrebbe potuto scrivere quattro album al posto suo. Horan ha continuato a dare a quel pubblico ragioni per esserci. Al Forum, fra chi lo segue dagli One Direction e chi è arrivato dopo, quelle ragioni erano piuttosto rumorose.

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