Top Story

Cosa sappiamo del nuovo album di Olivia Rodrigo, tra babydoll, Sofia Coppola e amore

“you seem pretty sad for a girl so in love” uscirà il 12 giugno. La cantautrice, dopo aver pubblicato i primi due singoli, si difende da chi la accusa di pedocore: «Inquietante. Non posso essere responsabile del fatto che un uomo mi sessualizza»

  • Il28 Maggio 2026
Cosa sappiamo del nuovo album di Olivia Rodrigo, tra babydoll, Sofia Coppola e amore

Quello di Olivia Rodrigo è uno dei ritorni e degli album più attesi del 2026. La cantautrice californiana torna con il suo terzo disco, you seem pretty sad for a girl so in love, a tre anni di distanza da GUTS e cinque dall’esordio folgorante di SOUR. Il titolo, già di per sé, dice molto: più lungo, più poetico, più carico rispetto ai predecessori monosillabici. L’uscita è fissata per il 12 giugno, ma dopo i due singoli che l’hanno anticipato, drop dead e the cure, e lo svelamento della tracklist, si può iniziare a fare qualche previsione.

L’artista (che tornerà dal vivo in Italia) ha anche dovuto affrontare una polemica esplosa sui social nelle ultime settimane, legata ai vestiti indossati nelle cover promozionali del disco e nel videoclip del primo singolo. Qualcuno sui social l’ha infatti accusata di promuovere addirittura il pedocore e di sessualizzare la propria immagine. Dopo diversi giorni, nel podcast del New York Times Popcast, la cantante ha affrontato la questione definendola inquietante: «Ho fatto concerti con un reggiseno scintillante e shorts minuscoli e quello non era considerato sbagliato. Ora che indossoun vestito che mi copre completamente e che la gente giudica infantile è inappropriato e gli uomini mi sessualizzano. È la dimostrazione di quanto sia normalizzata la pedofilia nella nostra cultura». Ha poi aggiunto: «Non pensavo di sembrare sexy con quel vestito. L’ho indossato perché è figo e mi fa somigliare a Kathleen Hanna o a Courtney Love».

Ma andiamo nel dettaglio. Cosa sappiamo del suo nuovo disco e soprattutto che album dobbiamo aspettarci?

L’artwork e Sofia Coppola

Per la prima volta in un disco di Olivia Rodrigo non c’è traccia del viola. Le pose e l’abito della copertina — e delle varianti dei vinili — sembrano ispirati a Il giardino delle vergini suicide. Non è una coincidenza: la stessa cantautrice ha ammesso nelle ultime interviste di aver rivisto i film di Sofia Coppola durante la scrittura dell’album. Un riferimento visivo e concettuale che va ben oltre la semplice estetica.

La struttura a due facce

La tracklist include tredici brani divisi in due sezioni, come i lati di un vecchio LP: la prima si chiama Girl So in Love, la seconda You Seem Pretty Sad. Olivia ha scritto il disco nel corso di una relazione importante, e la doppia anima del progetto riflette proprio quella contraddizione. «Scrivere una canzone sulla felicità è molto più difficile che scriverne una su un cuore spezzato. È stata una sfida personale: comporre una canzone d’amore e allo stesso tempo parlare dei sentimenti negativi che accompagnano le relazioni», ha spiegato.

I due singoli

I brani pubblicati finora introducono i due lati del disco come fossero le porte di due stanze contrapposte. Drop Dead racconta di un primo appuntamento dei sogni: il videoclip è stato girato alla Reggia di Versailles ed è diretto da Petra Collins, con cui Olivia aveva già collaborato in passato. The Cure, al contrario, non ha nulla a che fare con la band di Robert Smith — citata però nel primo singolo attraverso Just Like Heaven — ma parla della realizzazione che le storie d’amore non sono tutte rose e fiori. È il brano preferito di Olivia, nonché quello che, a suo dire, le ha permesso di mettere a fuoco l’intero progetto.

Dan Nigro

Tra Olivia Rodrigo e Dan Nigro c’è ormai un sodalizio artistico consolidato. Anche in questo terzo disco, produzione, arrangiamenti e composizioni portano la firma del musicista e autore newyorchese, al fianco di Rodrigo sin dai tempi di SOUR. D’altronde, squadra che vince non si cambia.

Un disco senza pensieri

La genesi di You Seem Pretty Sad for a Girl So in Love è stata, a detta sua, la più serena e rilassante. «Mi sono detta: “Ho chiuso il secondo album. Ora posso divertirmi di nuovo”. Sono tornata a scrivere canzoni come quando avevo 16 anni», ha raccontato alla sua migliore amica Madison Hu in un’intervista per Cosmopolitan. Un punto di partenza insolito per un disco che, a giudicare dai titoli in tracklist, di spensierato ha ben poco — e forse è proprio questo il punto.

Share: