Le migliori esibizioni della seconda serata di Sanremo 2026
Da Achille Lauro e Laura Pausini fino alla commozione di Tommaso Paradiso.: nella noia, ecco le cinque (+1) esibizioni che ci hanno convinto di più
26/02/2026 Sanremo. 76 Festival della Canzone Italiana. Nella foto Laura Pausini, Achille Lauro
In questo Festival di Sanremo 2026 è complicato trovare dei momenti davvero top, così come è difficile scovare qualcosa di veramente negativo. Vuol dire solo una cosa: siamo nel territorio della noia. L’abbiamo già scritto riguardo alla prima puntata. La seconda serata bisogna ammettere che è stata meno soporifera e, come promesso in conferenza da Carlo Conti, c’è stato un po’ più di varietà. Laura Pausini è sempre più sciolta e a suo agio. Sia nella sua veste semiseria, con la mortadella e le doppie zeta mancate. Sia quando canta, per la prima volta, in una bella prova con Achille Lauro nella già annunciata 16 marzo. Lauro in veste di conduttore è sicuro e si vede l’esperienza dietro al tavolo di X Factor come giudice. Lillo alterna gag dopo gag, rianimando un po’ la situazione, mentre Pilar Fogliati si vede troppo poco ed è un peccato.
Difficile anche giudicare il momento dedicato al coro dell’Anfass di La Spezia. L’emozione dei cantanti si è percepita fortissimo oltre lo schermo, soprattutto la loro gioia nell’aver condiviso un momento unico con Laura Pausini. Allo stesso tempo ci viene il sospetto che gli autori ogni anno marcino su un pietismo a tutti i costi e ingiustificato. Ce lo fa pensare la frase che Conti ha detto presentandoli, ricordando quanto fatto lo scorso anno con il Teatro Patologico. Come se ci fosse una quota da occupare.
Questa sera la cinquina votata da radio e televoto (50% l’uno) è quattro quinti diversa da ieri sera con Tommaso Paradiso, LDA e AKA 7even, nayt e Ermal Meta.
Abbiamo comunque apprezzato alcune esibizioni, con il vantaggio di un ulteriore ascolto. Ecco le nostre cinque esibizioni (+1) della seconda serata di Sanremo.
Tommaso Paradiso
Se ieri sera l’emozione l’aveva tradito sull’intonazione, durante la sua seconda volta sul palco dell’Ariston il sentimento è andato nella direzione giusta. Tommaso Paradiso in fondo è un romantico e I romantici è uno dei brani che meglio rappresentano chi è abituato a guardare il cielo come lui. Stavolta l’esibizione funziona e trasmette tutto quanto lui vorrebbe. E vederlo visibilmente commosso al termine del brano, appoggiato all’asta del microfono, ci ha fatto un certo effetto.

Chiello
Chiello arriva sul palco dell’Ariston un po’ personaggio di un manga giapponese e un po’ uscito dal set di Meet Me In The Bathroom e ci conquista dal primo ascolto. Ti penso sempre è un brano grezzo e raffinato allo stesso tempo, nostalgico e attuale, e la delicatezza struggente di Rocco – il suo marchio di fabbrica – è una delle cose migliori di questo Festival. Un alieno troppo umano.

nayt
La sua Prima che ci aveva convinto da subito per il testo per nulla sanremese (aka non banale) e soprattutto per la capacità di William di non snaturalizzarsi e non scendere a compromessi nemmeno in un contesto così lontano da lui, e la resa con l’orchestra durante la seconda serata non fa che aumentare l’intensità di uno dei brani più interessanti di questa edizione del Festival tra ballate, ballate e ancora ballate.

Fulminacci
La Stupida sfortuna che accompagna Filippo nel testo della sua canzone, sembra abbandonarlo completamente quando sale sul palco. Vestito in modo elegantissimo, forse troppo per i suoi standard, con un interessante tocco retro, è sempre impeccabile quando canta. Intenzione, emozione e intonazione, torna tutto. Non è un caso che sia uno dei favoriti e che sia finito nella cinquina dei più votati.

Ditonellapiaga
Il suo urlo su quel “Ma sono matta io?” ci ricorda quello di Addison Rae nel remix di Von Dutch di Charli xcx e già per questo ci ha conquistati subito. Sera dopo sera e performance dopo performance, Ditonellapiaga si conferma una delle grandi sorprese del Festival, brattizzando una kermesse all’insegna della sobrietà e delle canzoni d’amore. Con la sua Che fastidio! Margherita ha l’arduo compito di risvegliarci da una serata che ci ha fatto dire, più che altro, Che noia! E ci riesce.

Achille Lauro
La versione di 16 marzo con Laura Pausini è stata una dedica alla signora Gianna e un regalo ai fan di entrambi. Ma la sorpresa commovente è arrivata dopo con Perdutamente, reso in una nuova versione con un’introduzione lirica e ovviamente con un arrangiamento più orchestrale. Il brano, tristemente diventato simbolo della tagedia di Crans Montana, è stato il picco della serata. Impossibile non essere anche solo un po’ mossi.
