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Festival di Sanremo 2026: i top e i flop della prima puntata

Un Carlo Conti e una regia distratta, una Laura Pausini spavalda e divertente per un’apertura dominata dalla noia, fatta eccezione per qualche momento di respiro

  • Il25 Febbraio 2026
Festival di Sanremo 2026: i top e i flop della prima puntata

24/02/2026 Sanremo. 76 Festival della Canzone Italiana. Nella foto Carlo Conti, Laura Pausini, foto di Maria Laura Antonelli x AGF

Le cose che ci hanno convinto di questa prima puntata del Festival di Sanremo 2026 sono figlie di momenti particolari e di ospiti. Se parliamo di struttura del programma beh, diventa tutto molto più complicato. La performance di Carlo Conti, per esempio. Da imperterrito controllore del cronometro, mantiene il ritmo alto ma non basta a impedire alla noia di invadere il palco dell’Ariston. A poco hanno contribuito le canzoni in gara, per la maggior parte fin troppo sanremesi e classiche. Gli ospiti, su tutti Olly e Tiziano Ferro risollevano l’animo, così come l’accennata spavalderia di Laura Pausini.

Forse è proprio lei l’unica novità che ha funzionato davvero. Dalla gag della dizione fino al merito di aver lasciato saggiamente spazio alla gara senza volersi mettere troppo in mostra. Il rischio che potesse cantare a ogni pausa era dietro l’angolo. Bello il suo modo di non prendersi troppo sul serio e il suo pensiero rivolto a Pippo Baudo. Altro piccolo miglioramento, il momento della Costa, ma solo perché Max Pezzali e la sua musica si sposano a meraviglia con il contesto.

I momenti top della prima puntata di Sanremo 2026

Il ritorno di Olly

Tutto ricomincia da un giro di accordi, lo stesso che abbiamo sentito nel corso del 2025 e cha ha segnato la vittoria alla 75esimo Festival di Sanremo. Inevitabilmente, sale una Balorda Nostalgia. Olly apre l’edizione del 2026 della kermesse con una buona padronanza del palco come se ormai, per ovvie ragioni, fosse anche un po’ casa sua. Accompagnato non solo dall’orchestra, ma anche dalla band fidata con cui registra sold out in giro per l’Italia da tempo. Un’esibizione che riporta gli spettatori con la mente alle immagini dello scorso anno. Il cantautore genovese si prende (ancora una volta) il pubblico dell’Ariston, scendendo anche in mezzo alla platea dell’Ariston.

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Olly, foto di Maria Laura Antonelli x AGF

Il ricordo di Beppe Vessicchio

La 76esima edizione di Sanremo non poteva non cominciare con il ricordo di due colonne portanti del Festival che ci hanno lasciato quest’anno. La voce di Pippo Baudo apre la kermesse dando il benvenuto agli spettatori e, soprattutto – in un bell’amarcord -, annuncia l’ingresso di Laura Pausini, che ricorda commossa come il grande conduttore sia stato la prima persona che ha chiamato quando è arrivata la chiamata di Carlo Conti. Commovente è poi il tributo a Beppe Vessicchio, con un video che ripercorre i momenti più belli di un monumento della canzone italiana. Uno dei momenti migliori della serata, nonché quello che ci ha ricordato quanto non sentire più quel “Dirige l’orchestra il Maestro Beppe Vessicchio” oggi farà un po’ più male.

La signora Gianna contro il fascismo nella tv del governo

Tra gli ospiti della prima serata di Sanremo si vociferava ci sarebbe stata Giorgia Meloni, e invece non solo la presenza della premier è stata smentita, ma sul palco è salita la signora Gianna Pratesi, tra le prime elettrici della Repubblica quando il voto fu esteso anche alle donne nel 1946, che – senza freni inibitori come solo i bambini e gli anziani sanno fare – dice candidamente che la sua famiglia è sempre stata di sinistra e manda a quel paese i fascisti, per poi ricordare l’importanza di leggere e informarsi. Un faro nel buio di certi tempi.

Tiziano Ferro dimostra di essere ancora un grande

Da Ti scatterò una foto a Xdono, il ritorno di Tiziano Ferro sul palco dell’Ariston è un viaggio nel tempo e nella sua lunga carriera. Venticinque anni di grandi successi celebrati con i dieci minuti con cui apre la sua ospitata sanremese. Poi visibilmente emozionato, e cantando in maniera sentita ogni singola parola del testo, conclude con il nuovo singolo Sono un grande. Ogni volta che torna è una certezza: si canta e si rivivono ricordi.

24/02/2026 Sanremo. 76 Festival della Canzone Italiana. Nella foto Tiziano Ferro

I momenti flop della prima puntata di Sanremo 2026

I due Sandokan (e Carlokan)

Non è un momento esattamente flop come quelli visti anni fa in altre edizioni del festival, dato che almeno ha un po’ di ritmo. Resta il fatto che Can Yaman è sempre l’attore bellone che viene invitato a Sanremo e non si capisce bene perché. L’unica spiegazione è la promo della nuova stagione di Sandokan, ma neppure l’intervento di Kabir Bedi riesce a risollevare la situazione. Colpo al cuore finale è la gag (telefonatissima) di Carlokan che riprende il post con AI di Conti sui suoi social nel giorno dell’annuncio degli ospiti. Menzione speciale però per la battuta su Ottomano, in quel momento tutti sono rimasti stupiti e hanno abbozzato un sorriso.

La “Repupplica” e un Carlo Conti distratto

Se l’anno scorso il presentatore toscano aveva assunto le sembianze di un vigile urbano, suscitando in alcuni casi anche un pizzico di simpatia, quasi come effetto inverso, in questa prima puntata di Sanremo 2026 le sue imprecisioni raramente hanno divertito. Al massimo hanno messo in evidenza un senso di stanca. Come quando Yaman è diventato il fenomento del Barcellona Yamal oppure quando Chiamo io chiami tu si è trasformata in un inedito Chiamo io chiami lui. Vale lo stesso discorso per la regia della puntata che, tra trovate rivedibili, come le immagini in 9:16 che facevano capolino ogni tanto, e scritte importanti sbagliate, deve decisamente fare meglio.

La noia

Stavolta a salvarci dalla noia non ci sono venute in aiuto nè la velocità nè la precisione al metronomo di Carlo Conti. Se non fosse per le zeta lasciate in giro da Laura Pausini, per la standing ovation e l’eccitazione del pubblico durante e dopo l’esibizione di Sal Da Vinci con Per sempre sì, sarebbe stata davvero dura rimanere concentrati.

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