X Factor 2026: cinque sì
Con Irama al debutto e Giorgia chiamata per la prima volta a scegliere i suoi due X Pass, il cast dello show Sky Original prodotto da Fremantle ci racconta il mestiere di giudice. Domani sera inizia la gara con il primo live in diretta su Sky Uno e in streaming su Now
Graphic Design & Post Production: Rebecca Casati Post Production: Giulia Tascione
«Ogni primo live è sempre un debutto, anche se è il tuo terzo anno al tavolo di X Factor e hai vinto l’ultima edizione». Esordisce così Paola Iezzi quando iniziamo la nostra chiacchierata. L’exploit di rob dello scorso anno nasce dall’esperienza maturata dopo l’esordio nel 2024 e da un mestiere di giudice che si impara solo sperimentando sulla propria pelle scelte sbagliate e azzeccate. Al suo fianco torna Jake La Furia, altro veterano della giuria, insieme a Francesco Gabbani, al suo secondo anno. E poi la new entry Irama che di talent se ne intende e che per la prima volta si troverà dall’altro lato della barricata. «Ricordo cosa significa essere dall’altra parte, motivo per cui voglio essere sincero» rivela Filippo.
Non si definirebbe mai in questo modo, ma la padrona di casa sarà ancora lei: Giorgia. «Anche per me vale il discorso di Paola. La considero sempre una prima volta, soprattutto in un campo dove sono totalmente principiante, pure se certi meccanismi e la liturgia dovrei averli interiorizzati. Forse è diminuita quella sensazione di “senso di colpa” per ricoprire un ruolo che non è proprio il mio punto di partenza. Dopo tre anni questa sensazione si è abbastanza affievolita e quindi sono un pochino più centrata rispetto al mio ruolo» racconta la conduttrice.

Post Production: Giulia Tascione
Quel pizzico di pressione, nei trenta secondi che precedono l’inizio della puntata, non manca mai. Stavolta però Giorgia avrà un compito in più: ai Bootcamp aveva espresso il desiderio di avere un X Pass e l’ha ottenuto. Domani sera, al primo live, scopriremo i due cantanti a cui l’ha dato e che si sfideranno per rientrare in gara: «Mi sono già pentita perché mi sono ritrovata proprio a fare quella cosa che da giudice io non saprei fare: scegliere tra un sì e un no. Mi rincuora che la decisione finale spetterà al pubblico».
Irama: un nuovo sì
L’ingresso di Irama al tavolo è apparso naturale e più spontaneo di quanto si potesse prevedere. Una sensazione confermata dai suoi colleghi. L’armonia è stata preservata, come spiega Jake: «Gli equilibri sono rimasti ottimi. È cambiato poco il tavolo e lo dico con la massima accezione positiva. Filippo si è inserito senza imporsi. Dopo dieci minuti, eravamo già una squadra».
Gabbani ricorda ancora la prima volta in cui ha incontrato Irama: erano entrambi in gara nelle Nuove Proposte di Sanremo nel 2016 e il cantautore toscano trionfò con Amen. «Mi ha sempre colpito per la sua gentilezza e per il modo in cui si pone con l’interlocutore, anche quando il suo punto di vista è diverso. È un giudice gentile». «Non avevo dubbi su di lui» aggiunge Giorgia. «La cosa che mi ha stupito è che già dal primo giorno era come se avesse già un’esperienza da giudice. Si è subito dimostrato preparato, pronto e attento alla sensibilità di chi si trova davanti, pur restando molto rigoroso nelle sue decisioni».
Nel suo percorso Irama ha già dovuto prendere una decisione non semplice come rinunciare al suo X Pass: «Non è stata una scelta leggera. Quando riconosci qualcosa in un artista, vorresti poterlo accompagnare il più possibile. Però un X Pass è anche una responsabilità: non puoi portarlo avanti solo perché sei coinvolto emotivamente o per paura di risultare incoerente».
La squadra di Irama sembra però avere tutte le carte in regola per essere protagonista durante la competizione. C’è la potenza della voce di Patrizia Napolano: «La sua versatilità può diventare una grande forza. Mi piacerebbe farle esplorare sfumature più intime e magari portarla fuori dalle scelte più prevedibili» svela il giudice. Poi l’eleganza esplosiva de Le Distanze: «Hanno già un’identità. Sarà importante valorizzare le personalità di ciascuno, senza perdere l’equilibrio della band, e trovare brani e arrangiamenti che facciano sentire davvero chi sono. Non voglio cambiarli. Voglio aiutarli a mettere a fuoco quello che li rende diversi». Il team si completa con l’emotività della scrittura e dell’interpretazione di Lenanie (Danny Anania). Filippo racconta di aver empatizzato con lui fin da subito: «Ci ho visto una fragilità che, se incanalata nel modo giusto, può diventare una grande forza e un tratto distintivo della sua musica».
Jake La Furia: il sì scomodo
In queste edizioni abbiamo imparato che a Jake La Furia piacciono i talenti scomodi. Lo affascinano i concorrenti in grado di metterlo in discussione, anche con le scelte. Dopo Francamente nel 2024 e DELIA nel 2025, quest’anno è Alex Fontana il suo classico underdog. «Sembra pazzo, ma non lo è minimamente. Ha di sicuro una componente imprevedibile forte perché quando è sul palco e canta si trasforma». Jake promette che non lo farà sperimentare troppo perché l’ambiente di Alex è il rock e quella è la cosa che sa fare meglio.
Nel corso di questi tre anni il componente dei Club Dogo ammette di aver imparato a sfruttare al meglio l’X Pass: ponderare la scelta senza lasciarsi condizionare troppo dal personaggio televisivo, questo è il segreto. «Quel lato deve esserci perché può aiutare il percorso nell’industria, può coinvolgere le persone, ma non deve travalicare la musicalità. Non intendo il bel canto, ma proprio la componente musica. Uno deve venire a X Factor per fare musica. Se alla base non c’è questo presupposto, il personaggio passa in un attimo» spiega il giudice.
Quest’anno ha scelto ALÌA (Martina Cerutti), soffiandola per un pelo a Irama che pure l’avrebbe voluta in squadra. «Mi ha colpito subito la sua presenza scenica, l’attitudine e soprattutto la sua voce. È una delle poche giovani artiste credibili a fare la musica che fa, di forte ispirazione R&B» spiega il rapper. «E le buone sensazioni sono state confermate. Conoscendola mi sono trovato di fronte ad una ragazza intelligente, spiritosa e con tanta voglia di fare». La sua squadra si completa con Veronica che, nonostante una Last Call sottotono per via di un brano non proprio azzeccato, ha convinto Jake dalle audizioni: «Ha un respiro internazionale. Ha vissuto e fatto esperienze in America e si sente. I suoi riferimenti non sono banali. Dovrò fare delle scelte molto attente con lei, ma sono sicuro che, una volta azzeccate, il risultato sarà incredibile».
Francesco Gabbani: sì all’istinto
«Sto affrontando questa edizione in modo più rilassato rispetto allo scorso anno dove un po’ sentivo la tensione del principiante. Rimane sempre un senso di responsabilità molto forte nei confronti dei ragazzi e del loro sogno». Il cantautore toscano si porta dietro un’idea diversa del programma dalla passata edizione: «All’inizio ero convinto che ci fosse bisogno di una strategia, invece, ho capito che non si tratta di quello. Dato che si parla di emozioni che passano attraverso la musica, è importante essere liberi nell’esprimerle e nel seguire il proprio flusso emotivo. Quest’anno ho deciso di essere più naturale e di lasciare più spazio all’istinto. Farò meno calcoli».
E quest’atteggiamento è stato confermato dalla scelta di Giacomo Calò. Quando l’ha scelto giocandosi l’X Pass, l’ha abbracciato dicendogli una frase emblematica: «Sappi che questa decisione viene da stasera». Un’affermazione che potrebbe sembrare ambigua ma che racchiude la centralità dell’emozione: «Non avevo adocchiato nessuno prima dei Bootcamp. Non avevo in testa un concorrente specifico da scegliere. Mi sono lasciato guidare dall’impatto emotivo del momento. Con Giacomo mi concentrerò su questo aspetto» racconta Gabbani.
Come giudice, Francesco lavorerà per la prima volta con un gruppo. Da artista, invece, viene dall’esperienza a inizio carriera con i Trikobalto: «Con il batterista eravamo il fulcro del gruppo ma, nella realtà dei fatti, ero io a voler fare a tutti i costi una band rock, quando poi non lo eravamo. Quell’esperienza mi ha fatto comprendere cosa vuol dire essere una band: si può definire tale solo nel momento in cui ogni componente è imprescindibile. Tutti devono essere insostituibili, altrimenti diventa un progetto camuffato da band». Con gli Scraffs, gruppo toscano punk-rock, Gabbani farà leva su quelle caratteristiche individuali che, combinate, creano l’energia che abbiamo visto nelle fasi di selezione.
Alice Fregoso è la più giovane della sua squadra. La sua prima esibizione sulle note di Disfruto è andata virale e persino Carla Morrison l’aveva ricondivisa. «Vorrei proteggerla da tutti quei cliché che inevitabilmente emergono nei programmi televisivi. Non la riempirò di sovrastrutture ed eviterò in tutti i modi di “plastificarla”. La forza di Alice è nella sua potenza delicata, che sia al pianoforte o con la chitarra. Lavorerò sul suo modo di gestire il palco, rendendolo più professionale, ma senza farle perdere l’autenticità». Ed è proprio questa la regola che Francesco Gabbani si autoimpone per questa edizione: «L’unicità sta nel decostruirsi da troppi fronzoli».
Paola Iezzi: un sì sul quale contare
Il lato umano è sempre stata la prerogativa di Paola Iezzi, giudice capace di dosare al meglio bastone e carota con i suoi talenti. «Essere presenti umanamente con i ragazzi è fondamentale. X Factor è soprattutto una gara con se stessi perché sei lontano dai tuoi affetti e dai tuoi amici finché resti nella bolla del programma. Quindi è importante che un giudice sia vicino ai concorrenti, oltre che professionalmente, anche come una persona sulla quale fare affidamento». Giorgia, da questo punto di vista, è molto più libera: «Gioisco e soffro con loro, non posso farne a meno».
La realizzazione del bisogno di umanità è forse ciò che ha sbloccato del tutto Paola Iezzi che, in controtendenza con le passate edizioni, quest’anno ha addirittura i concorrenti più giovani di X Factor 2026: i Mad-Dog. «Non dimostrano l’età che hanno. Sono dei giovani maturi. Mi ha colpito il loro senso della disciplina e la devozione al genere che fanno».
Se c’è una cosa in cui Paola Iezzi non è mai cambiata è l’avere le idee chiare fin dall’inizio. Per esempio, con l’X Pass: «Con Camilla Guerini mi ero fissata. Dopo la cover di Tom Odell alle Auditions che mi ha lasciato a bocca aperta, ho deciso che l’avrei voluta nella mia squadra. Ha un timbro che, se chiudessi gli occhi, riuscirei a riconoscerlo in mezzo a tanti altri». Tuttavia, per Paola, non è solo questione di tecnica, nonostante punti molto sulla preparazione: «L’artista non è sempre per forza il più bravo dei cantanti. Molti arrivano alle persone grazie alla loro capacità comunicativa e alla scrittura».
Nel caso di Manu le componenti ci sono entrambe: «Non avevo mai lavorato con un cantautore qui a X Factor. La sua sincerità è disarmante, ma soprattutto mi stuzzica l’idea di supportare un concorrente che vuole cantare e scrivere in italiano. Una cosa che oggi non è più così scontata».
Il sì più importante: il futuro
Dal 2023 X Factor è donna. Le ultime tre vincitrici sono state SARAFINE, Mimì e rob: tre voci femminili e tre modi di fare musica completamente differenti. E chissà che quest’anno non si confermi quello che ormai sembra essere un trend consolidato. «Mi fa molto piacere che a X Factor vincano più spesso le ragazze: penso sia una rivincita per quelle che cantano e fanno musica. Me lo sono chiesta tante volte il motivo. Forse il pubblico dei talent è affezionato alle voci, e quella femminile, più acuta e più travolgente, attira di più chi guarda questo tipo di show. Non so se sia questa la spiegazione: può essere solo una fase e magari tornerà a vincere qualche maschietto» spiega Paola.
Per Irama il punto resta sempre e comunque l’onestà: «Devi capire cosa ti appartiene davvero e avere il coraggio di mostrarlo. Il successo non può essere l’unica benzina: deve arrivare come conseguenza del percorso». Jake La Furia ci dà forse la parola e la missione di questa edizione: prospettiva. «Quest’anno dobbiamo ragionare in un orizzonte temporale più ampio, per trovare degli artisti che rimangano rilevanti anche oltre la trasmissione».
Il consiglio che Giorgia rivolge ai concorrenti riguarda infatti il futuro: «Devono rimanere sempre centrati sulla propria ispirazione. Quando arriveranno opportunità dovranno accoglierle con grande entusiasmo, ascoltando i consigli, ma senza mai trascurare quella voce dentro che sta all’origine della spinta che ti fa salire su un palco e che non va mai tradita». Ma più di ogni altra cosa c’è un consiglio che Giorgia avrebbe voluto ricevere molto prima di arrivarci da sola. Un mantra con cui, a ogni puntata, cerca di infondere positività ai concorrenti dietro le quinte: «Rilassati!».

