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La super squadra di Irama, l’abilità di Paola Iezzi e le certezze di Jake La Furia e Gabbani: le Last Call di X Factor 2026

La sorpresa più grande? I due X pass di Giorgia che potrà ripescare due eliminati che si giocheranno tutto al primo live. Sarà il pubblico da casa a scegliere chi entrerà in gara

  • Il16 Ottobre 2026
La super squadra di Irama, l’abilità di Paola Iezzi e le certezze di Jake La Furia e Gabbani: le Last Call di X Factor 2026

Danny Anania, foto di Virginia Bettoja

X Factor 2026 ha le sue squadre: le Last Call hanno regalato diverse sorprese. Tra chi non ha confermato le aspettative e la voglia di strafare di qualche concorrente. Tuttavia, la cosa più inaspettata è arrivata sul finale, quando Giorgia ha annunciato che avrà a disposizione ben due x pass per ripescare altrettanti concorrenti tra gli esclusi delle selezioni. I prescelti se la giocheranno al primo live e sarà il pubblico da casa a scegliere chi rientrerà in gara (probabilmente nelle file del giudice che avrà perso il suo primo talento). Difficile predire chi ripescherà la conduttrice, forse Timothee, Theo Bock oppure Benedetta Cornalba? 

Prima di avventurarsi in pronostici azzardati, concentriamoci però sulle squadre attuali. A occhio quelle di Irama e Paola Iezzi sembrano le più attrezzate, anche se Jake La Furia e Francesco Gabbani possono contare sui rispettivi X pass, Martina Cerutti e Giacomo Calò, per motivi diversi papabili finalisti. Mai come quest’anno, con così tanti concorrenti che puntano sul bel canto e la voce, sarà importante il ruolo dei giudici nel saper indirizzare artisticamente il percorso dei loro talenti. 

La squadra di Francesco Gabbani 

Nella divisione iniziale dei concorrenti Francesco Gabbani si era giustamente basato sulle esibizioni di audition e bootcamp, ma è stato tradito. Christian Cordone (Alteo) sulla carta, così come Vito Damiano (tra i nostri preferiti della prima fase), erano due colpi da novanta. Il primo sbaglia del tutto la scelta del pezzo: Home lo manda in difficoltà nei passaggi in falsetto. Il secondo si fa mangiare dall’ansia e nella strofa iniziale di A Thousand Years la voce sembra non voler uscire.  

Il cantautore ha però, come già detto, la certezza Giacomo Calò. Portare una cover di Lewis Capaldi può farti salire in paradiso o farti scendere nelle profondità dell’inferno. Con il cantante pugliese il rischio di cadere è davvero minimo. Ribadiamo ancora una volta che il compito più difficile ce l’avrà proprio Francesco Gabbani. Stesso discorso, per motivi diversi, vale per Alice Fregoso. Si presenta con la chitarra e Space Oddity di David Bowie. Ha un tocco delicato e non strafà ed è questa la cosa che la rende unica. L’unico rischio è se rimarrà troppo chiusa nel proprio guscio. 

Teo Bock è una macchina da guerra, ma con Uptown Funk forse il detto less is more gli avrebbe giovato. Ed è così che la squadra si completa con una band. Tra i NEYJA e gli Scraffs c’è davvero poco in comune se non il fatto di essere un gruppo. Conquistano la sedia i toscani con una versione sporca e punk di Lonely Boy. Bravi a riadattare un pezzo talmente iconico che è difficile da immaginare in un’altra veste. La voce del frontman non è al massimo, ma il suono è convincente. Con i Rage Against the Machine non hanno fatto male nemmeno i NEYJA ma, a quanto pare, sembra che nessun giudice abbia il coraggio di puntare su due band. Spiegateci questa fissazione, please.  

Giacomo Calò, foto di Virginia Bettoja

La squadra di Jake La Furia 

Se Gabbani è stato un po’ sfortunato, Jake La Furia ha puntato troppo sui personaggi nella fase di selezione dei concorrenti. Niccolò Riolfo e la sua Pestifero sono già un disastro annunciato. Si trasforma, ma tecnicamente non c’è. Se fai il growl, lo devi fare bene. Rakatooum invece sceglie di portare Tracy Chapman con Talkin About a Revolution.  Era una delle voci femminili più distinguibili di questa edizione. Il sussurrato e quel crescendo accennato funzionavano. Non abbastanza per Jake. Peccato perché come scommessa avrebbe stuzzicato di più rispetto al solo rock di Alessandro Fontana. Per carità, nulla da dire sulla sua naturalezza e intonazione precisa e affilata come una spada. La sua Last Nite è sicuramente più sicura della One eseguita da Nicola Trois che comunque non sfigura e ha anche delle intuizioni interessanti. 

Il punto è che le altre due sedie sono per due voci davvero potenti. Su Martina Cerutti c’è poco da aggiungere. È la voce R&B di quest’edizione, oltre che la concorrente che soffre meno il palco. Veronica Bruganelli, invece, è definizione di potenza. Sbaglia nello scegliere L’amore esiste, ma il giudice serve a questo, no? Peccato per Giorgia Cappelletti e il suo grattato, se fosse stata in un’altra squadra forse avrebbe tenuto la sedia. Magari verrà premiata da una certa presentatrice che ha il suo stesso nome.  

Martina Cerutti, foto di Vriginia Bettoja

La squadra di Paola Iezzi 

Da giudice campione in carica sa benissimo come comportarsi alle Last Call di X Factor e cosa funziona e cosa no in un programma musicale e televisivo. Ecco perché la scelta di portare ai live Manuel Gargano, anziché Timothee, è comprensibile. Il primo è il perfetto concorrente da talent: voce potente e giusto sentimento. Il secondo speriamo rientri in gara con Giorgia perché la sua versione di Alexandre Platz è stata da brividi. E il suo italiano ciancicato l’ha resa ancora più speciale.  

Giusta la scelta su Lorena Luca che si diverte un casino ma non è ancora prontissima. Così come quelle su Angelo – bravo a rappare ma non ideale per X Factor – e i D!PS che pagano l’essere in una squadra stracolma di voci incredibili e con i Mad-Dog. I giovanissimi talenti di Sassari portano i Killers in versione rock britannico di inizio ‘00. Il batterista ha uno stile molto simile al giovane Matt Helders. 

Peccato davvero per Clode: con Questo corpo de La Rappresentante di Lista dimostra di saper interpretare in un modo tutto suo. Aveva un inedito davvero interessante ma Paola si è fatta talmente valere nella fase delle carte che aveva almeno cinque concorrenti da live. Tra questi non poteva non passare le Last Call di X Factor il suo X pass. Camilla Guerini stupisce tutti con WHERE IS MY HUSBAND! di Raye, un brano molto diverso da quelli che aveva eseguito finora. Anche in vesti più ritmate, dimostra di avere stoffa e un talento vocale innato. Prova anche a muoversi di più sul palco e, se la sua giudice le insegnerà i trucchi per farlo al meglio, non ce ne sarà per nessuno. 

Camilla Guerini, foto di Virginia Bettoja

La squadra di Irama 

La azzardiamo. È la sua la squadra più forte e il paradosso è che il suo x pass, Benedetta Cornalba, lo ha pure tradito sul più bello lasciandosi sopraffare dall’agitazione. Le distanze, pur non facendo la loro esibizione migliore, non potevano non andare ai live. Ci faranno divertire ed emozionare. Tra le cartucce l’ex concorrente di Amici ha però anche una certa Patrizia Napolano: l’unica, insieme a Martina Cerutti, a non sbagliare nulla in tre puntate. Una voce potentissima e precisissima, zero soggezione e un carattere tale che la spinge a scegliere un classico di Aretha Franklin. Suo padre, affettuosamente, spera non si allontani troppo da casa ma, con una voce così è davvero difficile che possa tornare in Campania molto presto. Il suo posto è ai live di X Factor. 
 
Commovente, e davvero dispiace, per Sofia Sole Cammarota che non regge la pressione. I Rawstring, invece, non dimostrano nulla di più né di meno di quello che avevano fatto vedere nelle prime due fasi di selezione. Elia è bravo, ma forse fin troppo simile a Rino Gaetano, con A mano a mano. Ecco che allora, dulcis in fundo, Danny Anania è quello che serviva a Irama. Finalmente ritroviamo il talento che ci aveva fatto emozionare alla prima puntata di auditions. Cambierò di Marco Mengoni è il pezzo ideale per mettere in mostra le sue qualità. Quando la voce sale d’intensità fin quasi a spezzarsi, sono brividi. Il timbro non assomiglia a nessun altro di questa edizione. Il migliore delle Last Call di X Factor 2026.

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