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All the Beautiful Things: com’è andata la prima puntata di audition di X Factor 2026?

Un Irama già a suo agio che ci regala la cit della serata, concorrenti interessanti e nessun fenomeno da baraccone. Il debutto della nuova stagione lascia più spazio alla musica, un po’ meno intrattenimento. Ma siamo solo all’inizio

  • Il11 Settembre 2026
All the Beautiful Things: com’è andata la prima puntata di audition di X Factor 2026?

Alanis Fiscarelli, foto di Virginia Bettoja

La prima puntata di X Factor 2026 ci ha mostrato molte più Beautiful Things rispetto alla media di una prima audizione. Il riferimento, per chi avesse visto lo show su Sky Uno e Now, è ovviamente alla hit di Benson Boone portata sul palco da Giacomo Calò. Un ragazzo solo in apparenza impacciato (a parte quando prende alla lettera il significato di ballad strappa mutande) che – classico effetto sorpresa da talent- ha stupito tutti con una voce pazzesca. La sua è molto poco italiana, con le dovute distanze ha anche qualcosa di Sam Smith. Il compito più difficile in questi casi spetta al giudice che lo avrà con sè in squadra e dovrà fare in modo che trovi una strada tutta sua che lo faccia spiccare non solo per la qualità vocale. Per evitare un esito alla Licitra, ecco. 

Giacomo Calò, foto di Virginia Bettoja

A proposito di giudici, tutti gli occhi erano puntati su Irama, al debutto in un tavolo ormai collaudato. Equilibrato, sicuro di sè ma anche tagliente quanto basta per non risultare troppo cattivo: la prima impressione è piuttosto buona. Da un lato sfrutta al meglio la sua esperienza e il fatto di essere stato lui stesso un concorrente in passato, dall’altro riesce a scrollarsi di dosso quel pizzico di timidezza che fa capolino quando gli altri giudici lo provocano scherzosamente. Vedi i due uccell…pappagalli tirati fuori da Paola Iezzi. Il suo momento migliore è stato quando si è trovato difronte a Lorena. La sua versione di I Follow Rivers non è perfetta e viene giudicata con quella che per ora è la frase di questa edizione: «Non voglio spegnere sogni, ma nemmeno accenderli». Touché. 

Il resto della ciurma al tavolo conferma quanto di buono ha già fatto vedere nelle scorse due edizioni, anche se si inizia ad avvertire un filo di prevedibilità nelle dinamiche. Gabbani sembra ancora in fase di riscaldamento, una sola freddura e pochi giudizi severi, ma sappiamo che lui si scalda con la gara. Jake La Furia e Paola Iezzi hanno un’intesa che garantisce i momenti divertenti tra un’esibizione e l’altra. Giorgia, invece, ci dà l’ennesima conferma che nel ruolo di conduttrice e spalla dei concorrenti nel backstage ci sguazza a meraviglia.  

Solo cose belle, o quasi 

Non è vero in assoluto che abbiamo visto solo cose belle durante la prima audizione di X Factor 2026, ma di certo sono state molte meno del solito quelle davvero brutte. Forse per la prima volta dopo anni, non si è giocato sulla volontà di creare il meme. Sì, ci sono i Sad Twins, ribattezzati Paolo e Chiaro, ma la loro esibizione non è montata con l’intento di dare vita al fenomeno da baraccone. Anzi, ci ha dato l’opportunità di scorgere un pizzico di ironia nelle pieghe sempre distese di Irama che ha preferito non dire proprio tutto. C’è stato poi Harrison Tomei, con il suo prof di filosofia che gli scrive i testi. Il suo inedito Sopra le nuvole dallo stile retrò non è bello, ma nemmeno tragicomico.  

Tra i personaggi più divertenti c’è Matteo Markus Bok. I più attenti l’hanno ricollegato alla hit della pandemia NON CI AVRAI (COVID 19). Ieri ha eseguito una versione fin troppo perfetta de La mia storia tra le dita. Si sente che fa questo di mestiere da tempo. Pensare che è stato anche candidato ai Grammy Awards con la sua band. Riesce anche un minimo a trasmettere qualcosa al pubblico, tranne quando cerca di trascinarlo come se fosse al suo tredicesimo stadio in carriera. La cosa che però è rimasta più impressa è la sua voce al di fuori dell’esibizione canora: super impostata e quasi AI come suggerito scherzosamente da Jake.

Matteo Markus Bok, foto di Virginia Bettoja

Un po’ più interessante e ugualmente simpatica, Giorgia Cappelletti, in arte Clarice, che canta Use Somebody su una sua produzione pianistica molto più eterea ed elettronica dell’originale. Lei non ha avuto di certo paura di dimostrare la sua passione per Irama. Ecco, in questa prima puntata non ci sono stati personaggi troppo “negativi” al punto risultare macchiette. Forse ne ha perso un po’ l’intrattenimento? Può darsi, ma siamo all’inizio e non è detto che il divertimento debba per forza passare da vecchie formule trite e ritrite. 

I migliori della serata  

Ma passiamo all’altro grande tema che riguarda X Factor, dopo l’intrattenimento: la musica. Oltre al già citato Giacomo, ci sono almeno altri tre o quattro concorrenti interessanti. Alanis Fiscarelli è stata l’ultima della puntata, ma forse la migliore. Ha rischiato più di tutti, non solo portando una pietra miliare come Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli, ma addirittura riscrivendo una parte del testo. Un disastro quasi annunciato che si è invece rivelato l’esatto contrario. Immaginate un classico italiano rivisitato in chiave Billie Eilish con un tocco dark pop: i puristi stanno rabbrividendo. Eppure, funziona tutto a meraviglia. Anche il testo rappato in modo quasi teatrale. 

X factor 2026
Camilla Tradardi, foto di Virginia Bettoja

Un personaggio incredibilmente positivo è stata Camilla Tradardi, in arte Rakatun (si scrive così?) che in campagna, senz’acqua ma con la connessione, ha visto le x e ha capito che doveva partecipare a X Factor. Meno male perché la sua versione di Reckoning Song mette in luce un timbro unico e soprattutto la sua abilità nel gestire le numerose dinamiche del pezzo. Allo stesso modo, da segnare sul taccuino dei possibili accessi ai live, c’è Danny Anania da Prato che ha portato il suo inedito Quelli sbagliati. Una ballad sanremese ma senza versi banali, cantata in un modo tutto personale con la voce sempre più graffiata e graffiante. 

X Factor 2026
Danny Anania, foto di Virginia Bettoja

Rimanendo in tema di inediti, da riascoltare la piano e voce Filippo di Benedetta e poi va citato quello dei D!PS. Un po’ caparezziani, forse troppo, ma molto solidi e compatti a livello di sound. Dovranno sporcarsi un po’ di più, ma scrivono e suonano da tempo ed è meglio non farseli scappare. A differenza dei giovanissimi Mad-Dog. Loro sono altrettanto bravi nella complicatissima Brianstrom degli Arctic Monkeys, ma è da capire se Sassari sia la nuova Sheffield e soprattutto quanto pronti e spavaldi siano loro per il programma. C’è da sottolineare che per ora sono le uniche due band.  Speriamo aumenti la percentuale nelle prossime due puntate. 

Da riascoltare per comprendere meglio la loro possibile direzione artistica definitiva Elisa da Roma, che ha sfoggiato la sua esperienza nel busking con Rosalía in acustico (¡Ay, Paquita!). E anche la marchigiana Veronica che si è dimostrata linguisticamente e tecnicamente impeccabile con Voilà.  

X Factor 2026 inizia da dove aveva concluso: armonia al tavolo, forse un po’ meno divertimento, ma per uno spazio maggiore lasciato alla musica. In attesa di scoprire cosa ci riserveranno le prossime due audizioni.

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