Rock, band e concorrenti da live: X Factor 2026 alza il livello con l’ultima audizione
Nel corso della terza audition si sono visti diversi talenti che, siamo pronti a scommettere, rivedremo alle fasi finali. Il programma Sky Original ora ha tutti i suoi papabili concorrenti
Le distanze, foto di Virginia Bettoja
Sul finire della puntata Giorgia ha salutato il tavolo e il pubblico dicendo: «In queste audizioni abbiamo visto passare il vincitore di X Factor 2026». Una cosa ovvia ma che fa sempre effetto sentire se si pensa al viaggio che i concorrenti dovranno affrontare da qui a dicembre. Quella frase si riferiva a tutta la fase di selezione, tuttavia, alla luce di ciò che abbiamo visto e ascoltato ieri sera, non è da escludere che chi si porterà a casa il premio con la X sia tra i talenti della terza audizione. Voci e timbri che rimangono impressi, band pronte per il live e personalità che colpiscono dal primo secondo. Tutti elementi che nei primi due appuntamenti avevamo visto solo a sprazzi.
Pronti, via e c’è subito uno dei papabili pezzi da novanta di questa edizione: Angela Cotterle. La giovane cantante ci ha regalato una versione chitarra e voce di Generale di Francesco De Gregori. La canzone e i tempi che corrono hanno reso più facile l’immedesimazione, ma il modo leggero, quasi impercettibile, con cui si accompagna con lo strumento è intrigante al pari della sua voce. E se di voce si deve parlare, in termini tecnici, Chiara Giannella ne dà una prova senza macchie con No Roots di Alice Merton che ha commentato sui social l’esibizione. Dopo l’endorsement di Carla Morrison ad Alice per la cover di Disfruto, sembra che anche gli artisti tengano d’occhio il programma.

Il livello si alza
Nelle recensioni delle due scorse audition di X Factor 2026 si era sottolineato il buon livello e allo stesso tempo la mancanza nella maggior parte dei casi di una vera e propria scintilla. Questa volta c’è quasi l’imbarazzo della scelta. Persino Clode, il cui inedito Larghi viene maledettamente moncato dal montaggio e inframezzato dai giudizi del tavolo, sembra davvero interessante per l’unicità del suo stile di canto e scrittura. È spigolosa, ma in realtà ha un che di pop. Ah, ed è stata anche la prima volta che non mi sono trovato d’accordo con Irama, poco convinto dall’esibizione.
Se su Angelo Caianello che ha cantato Stupida avventura di Nino D’Angelo con una quantità industriale di autotune, nutriamo ancora profondi dubbi nonostante la parte rap non male, riguardo a Vito Damiano solo certezze. Sia ringraziato il “Cecchetto” del chioschetto calabrese che ha notato le sue capacità al karaoke. Say Something è il pezzo da talent show: ti può ammazzare o far esplodere. Qua c’è poco da dire: due note e già brividi. Gestisce il palco come un veterano, nonostante l’impaccio iniziale. A oggi, è il timbro più memorabile di questa edizione.
Sul finire un’altra voce che rivedremo ai live, pronti a giocarci le nostre fiches, è quella di Camilla Guerini. Mentre canta Black Friday di Tom Odell ha, nella voce che aumenta d’intensità, un che della sofferenza di Lola Young. Il fatto che sia la prima vera esibizione dal vivo l’ha fatta un po’ tremare all’inizio, ma tutto ha contribuito a rendere la performance ancora più emozionante.

Tempo del rock
Le band sono state protagoniste e finalmente, c’è l’imbarazzo della scelta. I Raw String, bravi a gestire Maniac senza spie nè clic, vanno riascoltati. Le Hey Darling! invece hanno un percorso ben chiaro in testa. Il power trio femminile si è presentato davanti a Giorgia vantando l’ignoranza e la scelta di portare Jerkin’ degli Amyl and The Sniffers è l’ideale per confermare la cosa. Canta la batterista, ma non è detto. Si scambiano, suonano e spaccano. Voce del verbo spaccare che va assegnata anche ai NEYJA che con il loro inedito Freak puntano a far arrivare il crossover a X Factor 2026. Un brano nu metal che, al di là dei riferimenti palesi, ha permesso loro di mettere in mostra una tecnica sopraffina. Grinta, cambi di ritmo…e la melodia? Non c’è fretta.

A quella per il momento ci pensa Niccolò Riolfo, in arte Rio, che è un fan del rock e ci tiene a farlo capire. La sua versione di Rossetto e cioccolato di Ornella Vanoni è strana, sbagliata, ma convincente: acoustic punk che trasuda incertezza e che si trasforma in una follia acustica pop-punk sul finire. Jake ha ragione quando dice che è il suo personaggio la vera forza e la convinzione aumenta quando Niccolò, senza rendersene conto, ascolta i giudizi appoggiando il viso sul microfono e lasciandosi deformare la bocca. Non lo fa con strafottenza anzi, fa continuamente autocritica, quasi auto sabotandosi. Sul corsivo sì, meglio lavorare.
Il capitolo rock lo chiudiamo con Le distanze. Basso, batteria e un frontman che si trasforma non appena parte la musica. Space Monkey dei Placebo non era un pezzo facile, ma il trio l’ha portato a casa con una disinvoltura e un trasporto da band navigata. Persino la teatralità è misurata e inserita nella performance nella giusta proporzione. A meno di clamorose sorprese li rivedremo ai live.

Tutti come Giorgia
Il momento iconico di questa terza audizione di X Factor 2026 è stato durante il pre ritornello di Di sole e d’azzurro cantato da Edoardo, quando Giorgia, dietro le quinte, ha chiuso gli occhi prevedendo il disastro. Una scena in cui è stato facile rispecchiarsi in vari momenti della puntata. Per esempio, con il diciassettenne Lorenzo Cutuli, estroso nell’outfit fuori dal tempo, simpatico nell’animo, ma sul canto meglio soprassedere. Il momento corrida ce lo saremmo risparmiati volentieri, soprattutto sulle spalle di un ragazzo così giovane.
L’emotività da intrattenimento c’è stata anche con l’ultimo treno di Sara Bronzini. Speriamo davvero che non lo sia stato, anche perché la sua esibizione avrebbe meritato almeno i bootcamp. Un sorriso dentro al pianto di Gabbani non l’ha aiutata anzi, ha contribuito a farle alzare quella barriera tra sè e il resto del mondo che non ha lasciato passare molte emozioni. Però sa cantare. Per dire, il livello era lo stesso di Alessandro Davide Fontana che, giustamente, si guadagna la fase successiva con Dirty White Boots di Lenny Kravitz. La voce c’è, ma l’impostazione è talmente tanta che sotterra qualsiasi forma di coinvolgimento.
Su Benedetta Cornalba (Kora) sospendiamo il giudizio perché, per il genere che vuole portare, Prima che di nayt, non ha molto senso. Al di là dello standing sul palco che c’è, non ha modo di mostrare qualcosa di davvero speciale con un brano del genere. Ecco, uno di quei quattro sì i giudici potevano lasciarlo per Sara. Le audizioni si sono chiuse con la siberiana Provocatia che ha cantato Bella ciao. Non sappiamo se creerà polemica, forse no, dato che non è passata alla fase successiva. Meglio così perché di inutili e sterili discussioni ne abbiamo abbastanza.

