La jukebox night è l’ennesima mission impossible: il terzo live di X Factor
Come accaduto nella prima puntata, le assegnazioni di pezzi intramontabili mandano in crisi gran parte dei concorrenti. L’esito è prevedibile e ne fa le spese LENANIE
Mad-Dog, foto di Virginia Bettoja
La Jukebox Night, se non fosse per il limite imposto di scegliere cover pubblicate tragli anni Sessanta e Settanta, ha avuto lo stesso effetto del primo live. Ve lo ricordate? Tutti i concorrenti alle prese con hit troppo grandi per il loro talento ancora acerbo. Po’ esse’ ferro e po’ esse’ piuma direbbe la Sora Lella. Dopo appena due settimane, X Factor ha scelto di mettere di nuovo a dura prova i concorrenti con il terzo live. Il tema della puntata poteva affossare definitivamente chi già in difficoltà e così è stato.
Prendete LENANIE. Irama, che sembra ancora più convincente da giudice nel dietro le quinte, lo mette davanti a uno scoglio molto appuntito. Scopri che deve cantare Ma è il cielo sempre più blu e sai già che molto probabilmente andrà al ballottaggio. Non lo riscrive, ma si fa un po’ male comunque. Dal punto di vista tecnico non ce l’ha, l’interpretazione invece lo rende più libero rispetto alle altre esibizioni. Ma non basta. Un po’ meno peggio la versione di Mi ritorni in mente di Lucio Battisti portata da Manu. L’inizio col pianoforte manca di tutta la componente emozionale. Migliora col passare dei minuti, ma nel ritornello voce e intensità non reggono la grandezza del pezzo. Però l’intonazione, a differenza di altri concorrenti è sempre on point. Si salva al ballottaggio solo perché è la sua prima volta.

I grandi favoriti per la vittoria finale rimangono i soliti. camilla dà il via alle danze con Be My Baby delle Ronettes. La voce non mostra cedimenti e lei inizia a fare passi avanti sul modo di prendersi il palco. Si mette in gioco, sa i suoi limiti e non vede l’ora di superarli. Non è la sua migliore esibizione. La scelta dei brani iconici premia ovviamente anche Giacomo Calò che può sfoggiare tutta l’estensione e l’intensità della propria voce con All By Myself. Francesco Gabbani conosce bene il gioco e, dopo il mini-rischio della scorsa puntata, si assicura un passaggio del turno facile.
C’è Alex Fontana che rischia e si impone. Avrebbe dovuto cantare Paint It Black dei Rolling Stones, ma cambia pezzo all’ultimo. Nights in White Satin dei Moody Blues è meno conosciuta, si fa per dire, al grandissimo pubblico. È una scelta non azzeccata, di più. Bravo, sia a livello tecnico che interpretativo. Sta scalando la classifica dei pronostici puntata dopo puntata. I discorsi sul (im)possibile cambio di genere sono uno dei pochi momenti divertenti al tavolo. In questo terzo live di X Factor, dopo le scintille della puntata della scorsa settimana, al tavolo è calma piatta. Pochissime critiche, anche quando sarebbero state dovute. Ma almeno i discorsi sul punk e sulle sue rivolte convenzionali ce li siamo risparmiati.
Ma torniamo a quella che è stata la migliore esibizione della serata. Patrizia Napolano viene ricondotta nel suo territorio e si riprende tutti i favori del pronostico. La drammaticità, unita alla potenza della sua voce, rendono giustizia a un pezzo immortale di Domenico Modugno. Tra le sorprese, o forse sarebbe meglio scrivere conferme, ci sono i Mad-Fog con Rebel Rebel. Riescono a rendere nel loro stile un pezzone come quello di David Bowie e ravvivano una serata che sembrava sempre più scarica. La differenza tra loro e gli SCRAFFS sta nelle assegnazioni. Finalmente i toscani ne hanno una giusta: poca melodia e punk rock allo stato puro. La voce è perfetta per il pezzo, gli abbellimenti di chitarra elettrica mettono in mostra la tecnica del gruppo, anche se non aggiungono niente alla cover anzi, la rendono troppo vicina al classic rock. Comunque, molto meglio rispetto alle loro esibizioni precedenti.

I rimandati del terzo live di X Factor 2026
ALÌA è contentissima di cantare Mamma Mia. Così felice che si dimentica gli in ear. La cantante della squadra di Jake La Furia è come quei calciatori promettenti che sai che esploderanno, ma che nel momento decisivo ancora peccano nei dettagli. È pienamente a suo agio con il corpo di ballo e ha tutta l’aura da popstar. Peccato sia per tutto il pezzo leggermente fuori tempo. I meno pignoli non l’avranno notato e questo sì, è tutto merito suo che non si ferma.
La versione di Teo Bok di Have You Ever Seen the Rain è troppo pop. Lui è sempre un professionista. La canta senza sbavature con la chitarra acustica, ma togliendole tutta la sofferenza e l’anima. Sembra sempre di assistere a un’esibizione di America’s Got Talent e quando è partita la pioggia l’effetto è stato ancora maggiore. Perché tra i rimandati allora, pur essendo uno dei pochissimi che non ha mai stonato in gara? Manca sempre il twist emozionale e da uno come lui, che parte tre passi avanti agli altri data l’esperienza, ci si aspetta qualcosa di più dell’esibizione da talent.

Per una coreografia eccessiva, ce n’è una notevole, sebbene non così imprevedibile. Stiamo parlando di quella che ha accompagnato Le distanze durante Another Brick in the Wall. Sembra assurdo, ma con la canzone più pesante e conosciuta, il trio fa la sua esibizione migliore dei live. Interessante il modo di cantare del frontman che, per la prima volta, usa la voce in modo più cupo e graffiato. Anche se la chitarra in sequenza fa male al cuore.
È stata una jukebox night più prevedibile che canterina. Al ballottaggio sono andati i due concorrenti che meno avevano convinto finora e anche i due peggiori nelle rispettive manches. E, spiace scriverlo, a meno di grandi capovolgimenti la prossima settimana Manu rischia tantissimo. Un po’ meno scontato forse sarà il secondo ballottaggio dato che nessun talento in gara finora è stato esente del tutto da passi falsi. Appuntamento alle 21:15 di giovedì prossimo sempre in diretta su Sky.

