Foot Locker e ANNA svelano le Nike TN Tartan: perché continuano a parlare alle nuove generazioni
Dopo la Pink Satin lanciata a maggio, arriva la nuova scarpa che mantiene la silhouette ridefinita del primo drop ma sostituisce il rosa con un giallo acceso e il motivo scozzese
ANNA
Foot Locker e ANNA tornano insieme per il secondo capitolo della collezione Nike TN Women. Dopo la Pink Satin lanciata a maggio, arriva la nuova TN Tartan, che mantiene la silhouette ridefinita del primo drop ma sostituisce il rosa con un giallo acceso e il motivo scozzese. Se la prima release strizzava l’occhio a tutto il mondo “Baddie”, questa volta al centro ci sono il giallo acceso e il tartan, pur continuando a lavorare sugli stessi codici.
ANNA rimane al centro del racconto. L’artista più ascoltata su Spotify in Italia negli ultimi anni torna a essere il volto di una scarpa che, nonostante sia nata quasi trent’anni fa, continua a parlare anche a chi nel 1998 forse non c’era ancora. La campagna, con la regia di Attilio Cusani, le fotografie di Remi Ferrante e lo styling di Ramona Tabita, prosegue il lavoro iniziato con il primo drop, costruendo intorno alla TN un immaginario esplicitamente femminile.

Per capire perché una sneaker del 1998 possa essere affidata a una delle artiste italiane più ascoltate dalle nuove generazioni senza sembrare un’operazione nostalgia, bisogna però tornare proprio alla sua nascita.
La nascita delle Nike TN
La Nike Air Max Plus viene disegnata da Sean McDowell nel 1998. L’idea gli arriva osservando i tramonti e le palme della Florida: da lì vengono il dégradé delle prime colorazioni e quella struttura ondulata che ancora oggi basta a riconoscere una TN. Il nome con cui tutti abbiamo imparato a chiamarla, TN appunto, viene invece dalla tecnologia Tuned Air, identificata dalle due lettere che compaiono sul logo.
Foot Locker fa parte della storia fin dall’inizio. La Air Max Plus viene progettata appositamente per il retailer. Prima ancora del lancio, un dirigente decide di esporne un paio in negozio nell’orario di uscita da scuola. Secondo il racconto dello stesso McDowell, nel giro di pochi minuti una decina di ragazzi si era già avvicinata per chiedere cosa fossero e come poterle comprare. Quasi trent’anni dopo, si continua a parlare della capacità della TN di intercettare persone più o meno della stessa età.
Una scarpa, innumerevoli vite
Da quel momento, però, la TN ha vissuto parecchie vite. In Francia è diventata La Requin, legandosi alle banlieue e alla cultura hip hop. In Australia è stata adottata da altre sottoculture giovanili, mentre in Italia sono diventate semplicemente le “Squalo”. Ogni posto, e in parte ogni generazione, sembra averle fatte proprie a modo suo. Quando andavo al liceo io, le TN avevano letteralmente invaso i corridoi. Le portavano ragazzi e ragazze, chi seguiva quel tipo di estetica e chi apparentemente non c’entrava niente. E neanche io, ai tempi, riuscii a esimermi da quell’ondata. È forse anche questo uno dei motivi per cui è difficile relegarle a una sottocultura precisa o, ancora di più, a un momento preciso.
Parlare oggi di un ritorno delle TN, infatti, non è del tutto corretto. Molte sneaker degli anni Novanta e Duemila sono ricomparse negli ultimi anni insieme alla nostalgia Y2K, recuperate dagli archivi e rimesse in circolo per una generazione che non le aveva vissute. Le TN, invece, non sono mai davvero sparite. Per chi le indossa oggi non sono necessariamente scarpe del 1998. Sono scarpe che ha già incontrato nel proprio vissuto, magari anche più di una volta.

La collaborazione di Foot Locker con ANNA
La collaborazione di Foot Locker con ANNA aggiunge un altro passaggio a questa storia. La capsule Nike TN Women prende una silhouette a lungo legata anche a codici molto maschili e la porta prima sul satin rosa e ora sul tartan, senza renderla per questo meno riconoscibile. Anzi, il secondo drop insiste proprio sugli elementi più evidenti: il giallo acceso, il pattern scozzese, la struttura della TN. Il nuovo modello, che sarà disponibile in esclusiva nei negozi Foot Locker selezionati e online, entra nello stesso percorso che la scarpa segue da quasi trent’anni. Cambia chi la indossa e cambia il contesto intorno, ma basta guardarla per sapere che è una TN.
Forse è anche per questo che continuano a funzionare. In quasi trent’anni non hanno chiesto alle nuove generazioni di conoscere la loro storia per poterle indossare. Ogni volta sono state loro a scriverne un pezzo nuovo.
Articolo di Giorgia Calia

