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“Insieme per cambiare musica”, a Firenze oggi si canta per i diritti delle donne

Un concerto gratuito con Irene Grandi, Bandabardò, Giulia Mazzoni, Paolo Vallesi e i Dirotta su Cuba nella Giornata internazionale dei diritti della donna, alle 16 in piazza
del Duomo a Firenze davanti alla sede della Regione

Autore Billboard IT
  • Il8 Marzo 2024
“Insieme per cambiare musica”, a Firenze oggi si canta per i diritti delle donne

Giulia Mazzoni

Rendere merito al contributo prezioso delle donne nella storia e ricordare le tante sfide vinte. Sensibilizzare e aumentare la consapevolezza sulle questioni di genere, compresi i problemi del quotidiano, come la discriminazione sul lavoro, la violenza domestica, la progressione troppo lenta verso un ambiente equo e inclusivo. Se la musica è da sempre colonna sonora delle battaglie per i diritti civili, l’auspicio è che sia catalizzatore d’attenzione anche questa volta. Oggi alle ore 16, in piazza del Duomo a Firenze – nello spazio antistante Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana – si canterà per le donne, per la parità di genere e contro ogni forma di discriminazione e violenza.

“Insieme per cambiare musica”, evento pensato da Cristina Manetti, capo di Gabinetto della Regione Toscana, sarà l’occasione per sensibilizzare e mobilitare l’impegno di un viaggio che è da fare con coraggio, libertà e speranza, tenendo fede a una giornata che, prima ancora di essere festa, è una data di lotta.

Musica e parole a Firenze per i diritti delle donne

Alle note si alterneranno le letture di Giulia Weber e Sara Bosi e i testi carichi d’emozione di Paolo Ciampi. Sul palco saliranno i grandi nomi della musica leggera toscana: Irene Grandi, Paolo Vallesi, Bandabardò, Simona Bencini (Dirotta su Cuba), Giulia Mazzoni e Giuseppe Scarpato. A condurre l’evento Carlo “Carletto” Nicoletti, che dice: «Quando mi chiedono su cosa vorrei si alzasse il volume, rispondo che prima di ogni altra cosa dovrebbero abbassarsi i toni: sulla guerra, la violenza, le discriminazioni. Noi ci crederemo, con energia e speranza. Siamo una squadra, un coro di voci che vogliono facilitare tanti racconti personali fatti di parole spesso difficili da pronunciare, che insieme si fanno forza in un messaggio potente. Parlare e denunciare, anche nei modi leggeri di un concerto: spero col cuore serva da tutela per il futuro».

La parola agli artisti presenti al concerto di Firenze

Paolo Vallesi

In passato la musica è stata colonna sonora di tante battaglie, diventando anche fonte d’ispirazione. Per chi, come me, è cresciuto ascoltando i cantautori degli anni ’70, è difficile trovare nelle produzioni odierne elementi che possano veicolare minimamente parvenze di lotta. Durante il concerto farò un omaggio a un amico, che ha scritto la canzone più adatta a descrivere il mondo femminile, “Quello che le donne non dicono”. Poi porterò la mia Bentornato che racconta appunto il ‘parlare dopo tanto silenzio’ e infine “La forza della vita” le cui tematiche sono sempre valide. Mi accompagnerà al pianoforte una giovane e brava violoncellista. Stare insieme è importante, per cambiare qualsiasi cosa, in un tempo dove l’aggregazione intelligente sembra sia bandita e perseguita.

Paolo Vallesi

Giulia Mazzoni

In un mondo di guerra e violenza, ricordiamoci che siamo esseri umani dotati di un’anima. La musica e l’arte sono strumento d’emozione, ma anche di riflessione collettiva e condivisione. Tra le mie note tante ispirazioni, messaggi per raccontare, denunciare, aprire porte e aiutare gli altri. Nell’ultimo album, con musiche composte e eseguite da me – YAS, Your Anima System, in un progetto internazionale con la produzione di Thom Russo – ho voluto creare una costellazione che potesse accogliere tutti, dove sentirsi bene, accettare paure e insicurezze, comprendere che questi sono punti di forza. Ritrovarsi per ascoltare gli altri. Noi artisti dovremmo aprire porte “ispiratrici”, ma siamo ancora molto indietro, anche nel mondo musicale. E non ha senso parlare di genere, quando dovrebbe contare solo la “persona”. Come accade in musica: insieme si crea una melodia, qualcosa di talmente forte da cambiare le cose.

Porterò sul palco brani tratti dal mio ultimo disco: da Never Give Up un invito a non arrendersi mai, a Baires che invece è un inno ad amarsi senza pregiudizi. Poi Hao che in cinese significa “bene” ma anche “eccellente”, e riguarda proprio il cercare di far emergere la nostra parte migliore, coltivare l’eccellenza che è in noi. Per concludere con Piccola Luce brano che ho composto contro la violenza sulle donne, anche in questo caso un messaggio di sostegno e forza.

Simona Bencini dei Dirotta su Cuba

La musica, tra i mezzi di comunicazione, è forse quello più incisivo e potente. Ha il grande potere di alleggerire i cuori, di far sognare. E di unire le persone quando tocca temi importanti, in un momento in cui i diritti civili sono costantemente sotto assedio in ogni parte del mondo. Sono tanti ad aver denunciato dittature e privazioni di diritti umani, nei loro paesi. Ma oggi, per assurdo, con tutti i mezzi a disposizione per comunicare, in certi contesti è ancora difficile farlo. Mi auguro libertà di pensiero, d’espressione, di scelta. Sapere da che parte stare e come: sono queste le nostre urgenze.

Simona Bencini

Durante il mio set canterò Gelosia – che quest’anno compie trent’anni e celebreremo insieme ai Dirotta su Cuba con vari live – e un brano meno conosciuto del mio repertorio, Questa Voce scritto per me da Pacifico. Parla della voce, intesa come suono e canto, ma anche della voce della coscienza. Testimoniare, fare squadra, confrontarsi con gli altri, essere parte di una comunità è fondamentale nel sentirsi meno soli. Rispetto ai diritti delle donne e alla loro difesa, ai femminicidi che sono tristemente all’ordine del giorno, confido si continui a parlarne ad alta voce, sempre. Dobbiamo creare una coscienza emotiva e una cultura, soprattutto al maschile, che renda gli uomini al passo col percorso che abbiamo fatto negli ultimi anni. Non possiamo permetterci il silenzio, gridiamo!

Articolo di Ginevra Barbetti

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