Irama fa festa e diventa grande a San Siro
Il cantautore di Carrara si è esibito per la prima volta allo stadio Meazza di Milano per celebrare i primi dieci anni di carriera
Non è né un punto di arrivo, ma nemmeno un nuovo inizio: il concerto a San Siro è semplicemente una festa. O meglio «un live molto grande», come afferma Irama pochi giorni prima del suo esordio nel tempio della musica e del calcio. Ed effettivamente la sensazione che si ha nel vedere lo show che ha progettato il cantante di Carrara è proprio questa: una vera e propria celebrazione dei suoi primi dieci anni di carriera. «San Siro è iconico e questo sicuramente ha un valore, ma sono le persone che rendono speciale un posto».
Mesi fa – in una nostra intervista in occasione dell’uscita dell’album Antologia della Vita e della Morte – l’artista ci aveva detto che stava già progettando lo show al Meazza e che avrebbe voluto fare le cose in grande. Ieri sera tutto era al posto giusto e ogni ingrediente è stato studiato per rendere il live degno della maestosità di uno stadio.
Non è mancata un’entrata a effetto, una band composta da diversi elementi, giochi pirotecnici, macchine del fumo, ma anche un corpo di ballo e gli immancabili coriandoli da sfoderare nel gran finale. «Ogni volta corriamo dietro alle cose. Dobbiamo fare sempre meglio, ma così rischi di non apprezzare il viaggio. Io questo San Siro voglio godermelo a pieno» aveva aggiunto Irama 48 ore prima del suo primo stadio.
Un gioco di prospettiva
L’artista, neo giudice di X Factor, l’ha fatto mettendo in scena un interessante gioco di prospettiva. Del dualismo che è presente nella quotidianità di ogni essere umano tra vita e morte ne avevamo già parlato. Ma mai come nello stadio milanese si riesce a percepire – quasi a pelle – questa dicotomia anche nei giochi di prospettiva e nella setlist proposta. Lo show comincia con il pubblico che cerca il suo beniamino tra la struttura del palcoscenico, ma l’artista sorprende i presenti dando il via al suo show dalla nuova terrazza aperta incastonata poco più su del terzo anello.
Lì, tra un pavimento di vetro e le travi rosse del Meazza, Irama canta Tu no in una versione acustica (e romantica) con il tramonto alle spalle e una folla in delirio ai suoi piedi. Una volta tornato con i piedi sul palco – quello vero – , il live prosegue con una setlist che ribalta i canoni standard di uno show. Invece che un inizio energico e dance (se non si considerano Galassie e Bazooka), il cantante classe 1995 propone un primo blocco di canzoni ballad e acustiche. Da Lentamente e Ali passando anche per Bella e Rovinata e La ragazza con il cuore di latta, Irama ha preparato il terreno per connettersi con il suo pubblico. La festa di cui parlava l’artista a pochi giorni dal suo debutto a San Siro prende finalmente forma con Mediterranea, Cabana e Nera.
Gli ospiti di Irama a San Siro
Sempre per restare in tema di festeggiamenti, non sono mancati nemmeno ospiti a sorpresa che segnano il percorso di Irama tra passato presente e (imminente) futuro. Ad aprire le danze è Rkomi che da dietro le quinte ha iniziato a intonare Luna piena, brano tratto dall’album del rapper milanese Taxi Driver. Subito dopo arriva Annalisa sulle note di Tu no. Una sorta di passaggio di testimone da un ex concorrente di Amici ad un altro verso il Meazza. Dall’altra parte è stata commovente la versione di Arisa in Senz’anima. Il pubblico incantato si è soffermato in un applauso prolungato per il duetto dei due cantanti. Chiude gli ospiti di San Siro Giorgia con cui Irama ha cantato in Buio (tratta da ADVDM).
Durante il live, a più riprese, il cantautore ha definito lo stadio Meazza come “nostro”. Proprio per sottolineare il rapporto con il suo pubblico che cresce e si alimenta da ormai dieci anni a questa parte. E forse sono proprio gli spettatori a rendere ancora più speciale la venue, proprio come ci racconta lo stesso artista. Vedere lo stadio illuminato con le torce dei telefoni, la gente ballare sotto palco, persone che si commuovono sulle note di canzoni come Lentamente, Mi mancherai moltissimo e Ovunque Sarai mi fa inevitabilmente soffermare sulla bellezza che si può creare da semplici connessioni umane. Se lo scorso autunno Irama ci ha fatto entrare nella sua casa “scenica” all’Arena di Verona, adesso ha fatto dello stadio di San Siro la sua nuova abitazione.

