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Cosa aspettarsi dall’edizione 2026 del Robot Festival di Bologna

La diciassettesima edizione, in programma dall’8 al 10 ottobre, propone una lineup sofisticata e di respiro internazionale

  • Il25 Settembre 2026
Cosa aspettarsi dall’edizione 2026 del Robot Festival di Bologna

Autechre

Il Robot Festival, una delle manifestazioni dedicate alla musica elettronica più longeve del Nord Italia, torna a Bologna dall’8 al 10 ottobre 2026, dopo tre anteprime a settembre. Gli eventi si svolgeranno tra i grandi spazi industriali del DumBO, le sale dell’Ex Ospedale dei Bastardini e di Palazzo Re Enzo, il club Estragon e lo spazio espositivo Mast, con un programma che, in continuità con le passate edizioni, esplora i diversi linguaggi della musica elettronica, dalla ricerca alle sonorità più legate al clubbing.

Tra i nomi presenti nella lineup di Robot Festival 2026, che avrà come tema “?Syntax Error” – cioè l’errore inteso “non come fallimento ma come linguaggio” – ci sono, tra i tanti, Autechre, Moodymann, Boys Noize, Blawan, Actress, MACE, Marina Herlop, Mykki Blanco, DJ Stingray 313 e Lawrence English. Con diverse anteprime, la lineup tiene insieme artisti molto affermati e personalità in ascesa della musica elettronica contemporanea, affiancando a tutto questo una particolare attenzione alla dimensione audiovisiva e una presenza significativa di musicisti italiani.

Robot Festival 2026 - lineup

Il live degli Autechre

Tra gli appuntamenti più attesi del festival c’è sicuramente il live degli Autechre, duo britannico tra i nomi più influenti della musica elettronica. Robot Festival è l’unica manifestazione musicale italiana a ospitarli nel 2026, prima della seconda data prevista l’11 ottobre all’Alcatraz di Milano. Le loro esibizioni sono note per svolgersi completamente al buio, mentre il duo costruisce un flusso di sonorità elettroniche e digitali generate in tempo reale: in questo modo, la performance mette da parte ogni elemento scenografico o visivo, permettendo al pubblico di concentrarsi esclusivamente sull’ascolto.

L’appuntamento con gli Autechre è sabato 10 ottobre all’Estragon, uno dei poli storici della musica live a Bologna, attivo da oltre trent’anni e riconosciuto a livello nazionale per la sua programmazione trasversale.

Gli appuntamenti al DumBO

Il DumBO, spazio di oltre 40mila metri quadrati che unisce aree all’aperto e capannoni industriali recuperati grazie a un intervento di rigenerazione urbana, sarà ancora una volta la location principale del festival. Qui, venerdì 9 ottobre, il DJ britannico Blawan presenterà dal vivo SickElixir, il suo ultimo album, tra techno, industrial e bass music.

A Robot Festival 2026 suonerà anche Boys Noize, che torna in console dopo la collaborazione con il compositore statunitense Trent Reznor, mentre Mykki Blanco porterà in anteprima italiana il suo nuovo disco Cafe Paradiso. Alla lineup della prima serata del DumBO si aggiungono, tra gli altri, il duo britannico Space Afrika, mai ospitato dal Robot, dove presenteranno in anteprima la loro ultima produzione discografica, e Batu, DJ di Bristol che torna al festival dopo sei anni dall’ultima volta.

Sabato 10 ottobre tra le mura del DumBO si esibiranno alcuni grandi nomi della scena di Detroit,città che negli anni ’90 ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo della techno. Moodymann torna a Robot con un set che mescola al suo genere di appartenenza sonorità house, funk e jazz, mentre DJ Stingray si esibirà in un back to back con la DJ tedesca Mell G.

La sera stessa ci sarà poi il producer britannico Actress, che presenterà il disco Radical Frame in un live A/V, nell’unica data italiana del progetto. La musicista catalana Marina Herlop arriverà al DumBO il giorno dopo l’uscita del suo nuovo album Dja Dja, mentre la compositrice svizzero-francese Noémi Büchi eseguirà qui il suo ultimo disco Exuvie. A chiudere la serata di sabato 10 ottobre ci sarà Mace, sempre più apprezzato anche come DJ, oltre che come produttore.

Robot Festival 2026 - lineup -Marina Herlop - foto di Silvio Deiaco, Danilo Gambara, Christian Kondić
Marina Herlop (foto di Silvio Deiaco, Danilo Gambara, Christian Kondić)

Alcuni artisti di nicchia da scoprire a Robot Festival 2026

Oltre ai nomi già citati, tra i tanti artisti da seguire a Robot17 vanno segnalati Carla dal Forno, Ana Roxanne, Lawrence English e Aho Ssan. A Carla dal Forno è affidata una delle tre anteprime del festival, in programma venerdì 25 settembre a Palazzo Re Enzo, nel centro storico di Bologna, dove la musicista australiana presenterà in anteprima italiana il nuovo album Confession. Nella stessa location si esibirà anche Ana Roxanne, artista statunitense di origini filippine, che porterà a Robot Poem 1, il suo secondo album, tra influenze jazz, atmosfere ambient e un uso della voce come fosse uno strumento musicale.

Il programma di Robot Festival 2026, prima delle due serate al DumBO, prosegue giovedì 8 ottobre all’Ex Ospedale dei Bastardini con Lawrence English, compositore australiano che presenterà in anteprima italiana The Rest Is My Ghost, la sua ultima produzione discografica dalle sonorità ambient. Il giorno successivo, nella stessa location, sarà il turno di Aho Ssan, musicista franco-ghanese alla sua prima partecipazione a Robot, dove porterà dal vivo The Sun Turned Black, album caratterizzato da sonorità elettroniche e atmosfere quasi cinematografiche.

Come si è evoluto il Robot Festival

Nel corso degli anni, Robot è diventato uno degli appuntamenti più riconoscibili della scena italiana legata alla musica elettronica, anche grazie alla capacità della direzione artistica di mantenere un forte legame con Bologna, valorizzando alcune delle location più rappresentative della città, senza rinunciare a una programmazione sofisticata e dal respiro internazionale. La forte identità del festival, costruita nel corso di diciassette edizioni, gli permette oggi di inserirsi a pieno titolo nel circuito europeo degli appuntamenti dedicati alla musica elettronica, grazie a una proposta che – mettendo insieme nomi affermati, ricerca e nuove produzioni – è realmente in grado di distinguersi e di non passare inosservata.

Va inoltre segnalata una tendenza, più o meno consolidata, che vede alcune realtà attive da anni nel campo della musica elettronica orientare parte della propria programmazione verso l’house, considerata più accessibile rispetto alla techno e meno “oscura”. Robot sceglie invece di seguire una direzione diversa, mantenendo intatto uno spazio dedicato alle sonorità più “oscure”, per l’appunto – che a farci caso sono quelle che hanno reso grande il genere, tanto da arrivare a parlare di “club culture”. Una scelta che si riflette innanzitutto nella selezione degli artisti, ma anche nei luoghi e nei formati delle performance, e che mostra da che parte sta il festival.

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