Blanco è più vivo che mai
Dopo l’uscita dell’album “Mà”, il cantautore classe 2003 torna alla dimensione live con più energia, più grinta, ma anche più semplicità
Blanco (foto di Roberto Graziano Moro)
Le aspettative erano già alte e con il suo concerto all’Unipol Forum di Milano, Blanco, le ha decisamente superate. Un ritorno esplosivo, quanto atteso, che ha permesso al pubblico del palazzetto milanese di vedere (e apprezzare) un’ulteriore sfumatura del cantautore classe 2003. Dopo circa tre anni di silenzio dal disco Innamorato, l’artista si riprende il palcoscenico e lo fa con più grinta, più energia, ma anche con più semplicità. E forse è proprio questa la carta vincente che ha reso il suo live così potente, tanto da non far smettere ai presenti di ballare o di scatenarsi, nemmeno per un secondo.
Una nuova era
Il commento spontaneo che viene da dire una volta terminato il concerto di Blanco all’Unipol Forum di Milano è che “non è lo stesso di qualche anno fa”. Ed effettivamente è così, ma non vuol dire che questo abbia una accezione negativa, anzi. Il cambiamento è necessario sia dal punto di vista umano che artistico. L’affermazione però trova una sua quadra se si pensa ai precedenti concerti del cantautore che – almeno per quanto riguarda la città di Milano – ha attraversato tutte le dimensioni dal punto di vista di venue.
Dal Fabrique, passando per l’Ippodromo per arrivare allo Stadio di San Siro e, infine, all’Unipol Forum. Ogni concerto appartiene a un universo a sé e mostra diverse sfumature di un artista che è riuscito a imporsi nella scena musicale molto in fretta per la sua giovane età. Ogni volta l’asticella si alza sempre di più, ma puntualmente si continua a uscire dai live di Blanco senza un filo di voce.
A differenza delle volte precedenti, il cantautore si è spogliato di ogni tipo di orpello e di sovrastruttura e ha scelto di presentarsi sul palcoscenico del Forum così com’è. Lo si evince bene anche dalla stessa composizione del palco sul quale abita una band di appena cinque elementi, tra cui l’immancabile chitarrista e produttore di fiducia, Michelangelo. I visual, i giochi pirotecnici e l’utilizzo delle macchine del fumo arricchiscono la scena, ma non distolgono l’attenzione dall’artista.
Passato e presente si uniscono al concerto di Blanco all’Unipol Forum di Milano
Passato e presente si sono uniti in una scaletta minuziosamente studiata tra canzoni degli esordi come Belladonna (Adieu) e hit tratte dall’ultimo album – Mà – come Ricordi in una combinazione di sfumature e di colori che hanno fatto scatenare il pubblico sold out del palazzetto milanese. Blu Celeste, dall’altra parte, ogni volta che Blanco la propone live, emoziona i presenti e fa venire la pelle d’oca. Non sono mancati nemmeno i brani più romantici come Innamorato o Un briciolo di allegria.
Tra mani che si stringono e voci che cantano all’unisono, si ristabilisce l’equilibrio tra ballad e pezzi più urban quando l’artista performa sulle note di Woo, Notti in Bianco e Pornografia. Dal parterre agli spalti è impossibile non saltare e perdere la voce. “Crescere fa paura”, dice il cantautore in Anche a vent’anni si muore, e – effettivamente – è così. Senza ospiti, senza orpelli, ma andando dritto al punto, Blanco è più vivo che mai e ci dimostra ancora una volta che a lui sta bene “viversela così (ah)”.
