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Perché Rino Gaetano è ancora attualissimo (a 45 anni dalla sua morte)

In occasione dell’anniversario della scomparsa del geniale cantautore crotonese, verrà pubblicato un 45 giri in edizione limitata di “A mano a mano” e si terrà un evento celebrativo a Roma

  • Il1 Giugno 2026
Perché Rino Gaetano è ancora attualissimo (a 45 anni dalla sua morte)

Sono passati 45 anni da quel tragico 2 giugno 1981, quando Rino Gaetano, uno dei nostri cantautori più geniali e innovativi, perse la vita in un incidente stradale a Roma. L’artista perse il controllo della sua auto, una Volvo 342, finendo contromano a via Nomentana, all’altezza del civico 355, poco distante da casa sua, nel quartiere di Montesacro. Ci fu un impatto violentissimo con un camion che procedeva in senso contrario, ma il cantante non morì sul colpo. Dopo che tre ospedali rifiutarono il suo ricovero, Gaetano morì per le gravi ferite riportate alla testa.

L’incidente mortale

Nel brano La Ballata di Renzo, composto undici anni prima, Rino cantava: “Quando Renzo morì io ero al bar, la strada era buia, si andò al San Camillo e lì non l’accettarono forse per l’orario. Si pregò tutti i santi ma s’andò al San Giovanni e lì non lo vollero per lo sciopero. Quando Renzo morì io ero al bar, era ormai l’alba e andarono al Policlinico ma lo si mandò via perché mancava il vicecapo. C’era in alto il sole, si disse che Renzo era morto ma neanche al Verano c’era posto”.

Una somiglianza inquietante con quello che sarebbe accaduto allo stesso Gaetano, arrivato al Policlinico Umberto I già in coma e in condizioni disperate. L’ospedale non disponeva allora di un reparto di neurochirurgia attrezzato per il gravissimo trauma cranico subìto. I medici della struttura cercarono quindi disperatamente un posto letto con i macchinari idonei, contattando altri ospedali romani (tra cui il San Giovanni, il San Camillo, il Santo Spirito e il Gemelli). Tutte queste strutture risposero negativamente poiché i reparti specializzati erano al completo o privi dei mezzi necessari in quel momento.

Dopo alcune ore di agonia, a causa della gravità delle ferite e dell’impossibilità di essere operato in tempo, Rino Gaetano muore verso le sei del mattino: non aveva ancora compiuto 31 anni. Il cantante è stato sepolto al Cimitero del Verano, dove riposano vari personaggi del mondo della cultura. La sua lapide, divenuta negli anni meta di un costante pellegrinaggio da parte dei fan, riporta come epitaffio il celebre titolo del suo brano più iconico: “Ma il cielo è sempre più blu”. Alcuni anni fa il Comune di Roma ha dedicato al cantante una targa commemorativa sul palazzo di Via Nomentana Nuova 53, dove Rino ha abitato dal 1970 fino alla sua scomparsa.

Il 45 giri di A mano a mano

In occasione del quarantacinquesimo anniversario della scomparsa di Rino Gaetano, il 2 giugno esce il 45 giri in edizione limitata di A mano a mano, uno dei brani più emozionanti nella storia della musica italiana. La canzone è stata scritta originariamente da Riccardo Cocciante e Marco Luberti nel 1978 e poi reinterpretata da Rino Gaetano.

Racconta Riccardo Cocciante: «Rino è riuscito a fare suo questo brano, a dargli una nuova dimensione e farne un suo simbolo. Una canzone non deve essere soltanto dell’interprete o dell’autore, deve viaggiare attraverso le vite di chi la canta per diventare altro. Molti non sanno che questo è un mio brano e per me è un piacere immenso che sia diventato, grazie a Rino, un’altra canzone e un’altra proposta di così grande successo».

Il 45 giri sarà composto da A mano a mano nella versione di Rino Gaetano, che compie anch’essa 45 anni, e dal brano nella versione tratta da Istantanea Tour 98 di Riccardo Cocciante. Il vinile, che celebra una canzone che ha assunto nel tempo forme, sensibilità e risonanze differenti, sarà disponibile solo per pochi giorni sullo store ufficiale di Sony Music Italy, dalla mezzanotte del 2 giugno fino alle 23.59 del 4 giugno. Lo sviluppo grafico del progetto è curato da Ciao, Discoteca Italiana.

Alessandro Gaetano, nipote del cantautore, ha spiegato: «Quando due artisti veri si incontrano non esistono confini di appartenenza. Cocciante ha scritto un capolavoro, Rino gli ha dato un’altra vita. A mano a mano è una canzone che parla della paura di perdersi e del desiderio di rinascita. Un incontro artistico potente».

Il Rino Gaetano Day 2026

La speciale edizione esce in concomitanza con il consueto Rino Gaetano Day, l’evento annuale dedicato alla memoria del celebre cantautore, organizzato da Anna e Alessandro Gaetano – rispettivamente sorella e nipote.

Il Rino Gaetano Day 2026 si terrà il 2 giugno a Roma al Parco Arena Rino Gaetano (all’interno del Parco delle Valli), nel quartiere Monte Sacro dove abitava il cantautore. La sedicesima edizione della manifestazione, a ingresso libero, prenderà il via alle 17.30 con le esibizioni di Maria Faiola, Lara Dei, Marta La Noce e Alessandra Rugger, per valorizzare la nuova scena cantautorale femminile. Alle ore 20 si terrà un talk, condotto da Metis Di Meo, che affronterà il contrasto alla violenza sulle donne e il cambiamento culturale, con un focus sull’emancipazione femminile nei testi dell’artista. L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila.

Alle 21 circa prenderà il via il concerto della Rino Gaetano Band, la formazione ufficiale guidata dal nipote Alessandro Gaetano insieme a Michele Amadori, Alberto Lombardi, Ivan Almadori, Fabio Fraschini e Marco Rovinelli. Insieme a loro, numerosi ospiti interpreteranno i successi del cantautore in versioni inedite: Giulia Mei, Danielle, Davide De Luca, Diana Tejera, Vanessa Cremaschi, Artù, Fasma e Primogenito.

Rino Gaetano - 2

Un genio oscuro e accessibile al contempo

Ma come mai, a 45 anni dalla sua scomparsa, le canzoni di Gaetano sono ancora così amate e ascoltate? Il cantautore calabrese era accessibile e oscuro al tempo stesso, le sue canzoni venivano ballate in discoteca e facevano da colonna sonora alle manifestazioni politiche.

Rino ha raccontato, con verità e poesia, un Paese in profonda evoluzione. I suoi brani hanno dipinto in modo impressionista una società alla deriva, incapace di difendere e confortare i più deboli e gli emarginati. Il fantasioso universo di Rino era affollato di santi vestiti d’amianto che salgono sul rogo, di donne immaginarie che filano la lana e fiutano tartufi, di cieli blu e di notti stellate, di amabili prostitute e di detestabili politici di ogni schieramento.

Il produttore Vincenzo Micocci fu il primo a notare il talento di Rino Gaetano, pubblicando i suoi primi due singoli I Love You Maryanna e Jaqueline, incisi con lo pseudonimo di Kammamuri’s, e il primo album Ingresso Libero del 1974.

Una canzone esemplare della sua attitudine allo sberleffo intelligente è Nuntereggae Più nella quale, a ritmo di reggae, si faceva beffe di Gianni Agnelli, Enrico Berlinguer, le logge massoniche, il decano del giornalismo sportivo Gianni Brera e lo scandalo della spiaggia di Capocotta. Come non ricordare, poi, la sua fortunata partecipazione al Festival di Sanremo, dove nel 1978 si classificò terzo con la scanzonata Gianna, esibendosi in frac, camicia a righe rosse e scarpe da ginnastica?

Gaetano era anche un artista di grande sensibilità, come dimostrano le gemme Mio Fratello è Figlio Unico, una struggente ballad in bilico tra affetti familiari e denuncia sociale, l’inno generazionale Il Cielo è Sempre Più Blu e l’emozionante canzone d’amore Sfiorivano le Viole.

Un artista politicamente non catalogabile

Il segreto della longevità di Rino Gaetano è da rinvenire nella capacità di mescolare un’impareggiabile attitudine all’ironia e allo sberleffo con una graffiante satira politica e sociale. In un paese come il nostro, da sempre diviso tra guelfi e ghibellini, la sua musica ha messo d’accordo sia destra che sinistra proprio perché non ha risparmiato nessuna delle due parti, tanto meno il centro. Per questo non è mai stato catalogabile, a differenza di altri suoi colleghi degli anni ‘70, in uno schieramento politico.

Rino è anche considerato uno dei padri putativi del cosiddetto itpop, tanto che Calcutta ha intitolato un suo celebre brano, Gaetano, proprio in suo onore. Il cantautore di Crotone ha sdoganato termini quotidiani, filastrocche, slogan pubblicitari e giochi di parole, elementi che oggi sono alla base della scrittura di molti artisti pop e indie italiani.

Gli arrangiamenti delle sue canzoni erano spesso allegri, ballabili e apparentemente spensierati, in netto contrasto con l’impegno serioso dei cantautori folk e politici degli anni ’70. Questo connubio tra musica pop e testi socialmente consapevoli è un caposaldo del nuovo cantautorato italiano. Il suo personaggio eccentrico e ribelle, con la voce roca, la bombetta e un look abbastanza dimesso, ha anticipato l’estetica e l’attitudine espressiva di artisti come Brunori Sas, Calcutta, Daniele Silvestri, Mannarino e Fulminacci.

In conclusione

Le canzoni di Rino Gaetano sono ancora oggi istantanee di grande bellezza, catturate come delle Polaroid, frutto di un talento non abbastanza considerato in vita. Lo stesso Rino, nel celebre concerto sulla spiaggia di Capocotta del 1979, fece una profezia che si è rivelata esatta, a giudicare da come i suoi brani siano entrati profondamente nell’immaginario collettivo: «C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio: io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera. Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale».

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