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Tiziano Ferro, al via il tour negli stadi: «Li vivo ancora come se fosse la prima volta»

Parte domani dallo Stadio Teghil di Lignano la nuova tournée del cantautore: tra gli ospiti di San Siro anche Shiva e Lazza

  • Il29 Maggio 2026
Tiziano Ferro, al via il tour negli stadi: «Li vivo ancora come se fosse la prima volta»

Tiziano Ferro, foto di Andrea Bianchera

«Vivo sempre tutto come fosse la prima volta. Io non provo tutto questo clamore nei confronti di me stesso, non credo di essere chissà chi. Mi considero piuttosto un buon veicolo di emozioni e di cose da raccontare, e so che il mio vero dono è l’empatia. Però non do mai per scontato che tutto questo possa durare per sempre. Ogni volta che guardo San Siro davanti a me lo vivo come se fosse l’ultima, perché non so se un’opportunità così mi verrà data ancora». Parola di Tiziano Ferro, che domani allo Stadio Teghil di Lignano darà il via al suo nuovo tour negli stadi.

Un tour speciale, che arriva dopo il buio e la rinascita culminata col suo ultimo album, Sono un grande, di cui recentemente ha pubblicato la deluxe che vede le collaborazioni di Shiva, Lazza in XXDOno, Ditonellapiaga, Giorgia e Ariete, che saranno presenti rispettivamente a Milano Roma. «Questa deluxe è talmente vera che senza gli ospiti queste canzoni non le canterò. Sono nate proprio con loro», racconta il cantautore. «Non potrei fare Superstar senza Giorgia, perché in quella canzone c’è un uomo che canta a un’amica che ha deciso di annullarsi scegliendo una strada tossica. Se eliminassi quel dialogo — e soprattutto una voce come quella di Giorgia —, perderei l’ispirazione».

«La verità», continua Tiziano Ferro, «è che non ho fatto queste cose dicendo: “Chiamiamo Lazza, Anna, Geolier e vediamo chi ci casca”. Con Lazza, per esempio, siamo stati tutto il giorno in studio a Los Angeles. Mi ha diretto lui: ha costruito la base davanti a me e mi ha detto come cantare. E io mi sono fatto dirigere senza problemi, perché se chiamo Lazza voglio che faccia davvero quello che fa lui, altrimenti chiamo qualcun altro. Ci tenevo che si percepisse che questo progetto ha un DNA fortissimo e autentico, anche perché ultimamente dei repack si è abusato molto, spesso solo per dinamiche di classifica».

A chi gli chiede della collaborazione con Shiva dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il rapper, Tiziano Ferro risponde con sicurezza: «Mi diverte che da vent’anni mi facciano domande sulle mie collaborazioni “strane”, perché l’ho sempre fatto. Non sapevo nulla di fatti di Shiva, a Belve ho sentito tutta la ricostruzione e mi ha colpito molto. Io non avrei saputo fare quello che ha fatto lui, non è semplice essere sotto un’aggressione mediatica e un accanimento del genere. Quello che ha fatto è sbagliato e non si deve fare. Detto questo, ha pagato. E quando una persona paga, in un mondo in cui spesso gli errori non si scontano davvero, in un mondo di vigliacchi che scappano o si nascondono, allora forse è il momento di lasciarla in pace».

Tra i brani presenti nella deluxe c’è anche A Napoli, che Tiziano definisce il suo inedito preferito. «L’ho scritto tre anni fa mentre ero in città», racconta. «Non è un brano allegro: parla di separazione. È il momento in cui ho capito che stavo iniziando ad accettare con me stesso il fatto che sarebbe partito un processo di divorzio: tra il sapere che una cosa succederà e accettare davvero che stia succedendo, decidendo anche di prenderne parte, c’è una grande differenza. Nella canzone dico “lascio il cuore a Napoli”. Lascio lì quel Tiziano che sapeva già tutto, ma che ancora non voleva pensarci. Napoli quella sera si è presa una parte di me».

Una canzone in cui il cantautore parla anche di manipolazione. «Quando si parla di lesionismo e autolesionismo si pensa subito — giustamente — a chi si fa del male fisicamente. Però esiste anche l’abuso mentale, ed è orrendo perché è invisibile. Il narcisismo può diventare una condizione devastante, per questo lo considero una forma di lesionismo mentale. Ed è stata una delle cose che mi hanno portato a decidere di andare via».

E sul “Vaffanculo ai fasci” in XXVERSO con Ditonellapiaga commenta che «Amo l’Italia, ma se penso che tornando i miei figli potrebbero avere meno diritti degli altri bambini, mi arrabbio moltissimo. Il mio non è un ‘vaffanculo’ politico o ideologico, ma è rivolto a qualunque persona, sistema o mentalità che tratta i miei figli come cittadini con meno diritti e che rende il nostro Paese meno civile. L’ho sempre pensata così, solo che oggi, a quasi cinquant’anni, lo esprimo in modo meno diplomatico e non ho paura di farlo. Parliamo di figli che hanno due genitori presenti, sani, responsabili, che li crescono e li amano. Eppure in certi casi quei genitori non possono nemmeno accompagnarli in ospedale o prendere decisioni per loro».

Le date del tour negli stadi di Tiziano Ferro

Dopo Lignano, il tour negli stadi di Tiziano Ferro toccherà Milano (San Siro, 6 e 7 giugno), Torino (Allianz Stadium, 10 giugno), Bologna (Stadio Dall’Ara, 14 giugno), Padova (Stadio Euganeo, 18 giugno), Napoli (Stadio Maradona, 23 giugno), Roma (Stadio Olimpico, 27 giugno), Ancona (Stadio del Conero, 3 luglio), Bari (Stadio San Nicola, 8 luglio) e infine Messina (Stadio San Filippo, 12 luglio).

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