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Il CEO della Recording Academy ha risposto alla scelta dei BTS di non candidarsi ai Grammy 2027

L’annuncio arrivato ieri dai componenti della band K-pop, è giunto a poco più di un mese dall’introduzione della categoria Best Asian Pop Music Performance

  • Il30 Luglio 2026
Il CEO della Recording Academy ha risposto alla scelta dei BTS di non candidarsi ai Grammy 2027

Foto di Brian Friedman/PMC

Il CEO della Recording Academy, Harvey Mason jr., ha diffuso mercoledì 29 luglio una dichiarazione in risposta alla decisione dei BTS di non sottoporre la propria musica ai Grammy Awards 2027. Mason si è detto “rattristato” dalla notizia, pur dicendo di comprendere e rispettare la scelta del gruppo in quanto artista lui stesso: «Vorrei chiarire un aspetto che sembra andare perso nel dibattito. La categoria Asian Pop è stata creata per celebrare la ricchezza, la diversità e la straordinaria crescita dell’arte pop proveniente dall’Asia. Lo spirito di questa nuova categoria è quello di puntare i riflettori in modo specifico su questi importanti artisti. Un maggior numero di categorie significa che il lavoro di un maggior numero di artisti viene riconosciuto. Non si tratta mai di dividere, ma di ampliare la cerchia di coloro che vengono riconosciuti dai nostri 15.000 votanti dei Grammy».

Harvey Mason Jr. ha anche specificato un aspetto che spesso è stato travisato (e di cui avevamo parlato anche nella nostra newsletter K-pop Radar). «Voglio anche essere molto chiaro. Presentare un brano in una categoria di genere come ‘Asian Pop’, ‘Jazz’ o ‘Country’ non esclude che un artista possa presentare e essere preso in considerazione anche nelle categorie del ‘General Field’, tra cui ‘Record of the Year’, ‘Album of the Year’ e ‘Song of the Year’. Queste categorie rimangono aperte a qualsiasi registrazione idonea, indipendentemente dal genere. Il riconoscimento in una categoria di genere e quello nel ‘General Field’ non si escludono a vicenda. Un artista può assolutamente puntare a entrambi» ha spiegato.

Curiosamente, Mason e i BTS condividono qualcosa. Entrambi hanno ricevuto esattamente cinque nomination ai Grammy senza mai vincere. Mason come produttore di colonne sonore per Timberlake, Dreamgirls, Pitch Perfect 2 e Jesus Christ Superstar Live in Concert. Inoltre ha ottenuto una candidatura anche come autore di un brano di Toni Braxton.

Cosa avevano annunciato i BTS

Tutti e sette i membri del gruppo (RM, Jin, SUGA, j-hope, Jimin, V e Jung Kook) avevano pubblicato lo stesso giorno un messaggio identico sui rispettivi profili Instagram. Gli artisti hanno annunciato la rinuncia a candidare l’album del ritorno, ARIRANG, ai Grammy 2027. Nel messaggio, tradotto dal coreano, il gruppo esprime la speranza che la musica possa essere apprezzata per ciò che è, senza distinzioni di regione o lingua, ringraziando gli ARMY per il sostegno.

Il gesto arriva in un anno di grande rilancio per il gruppo. Dopo il congedo dal servizio militare obbligatorio, i BTS hanno pubblicato a marzo 2026 il loro quinto album in studio, debuttando al numero 1 della Billboard 200 con 641.000 unità — il miglior esordio per un album di gruppo in oltre un decennio. Il singolo apripista, SWIM, ha debuttato al numero 1 della Hot 100 — ironicamente, essendo in inglese, non sarebbe comunque stato idoneo per la nuova categoria Asian Pop.

Il gruppo vanta cinque nomination Grammy in totale, tra cui tre consecutive nella categoria Best Pop Duo/Group Performance (Dynamite, Butter, My Universe con i Coldplay), più due ulteriori nel 2023 (Album of the Year come featuring nell’album dei Coldplay, e Best Music Video per Yet to Come). La rinuncia rappresenta un colpo al prestigio della cerimonia. Soprattutto alla trasmissione televisiva, che perde un nome capace di attrarre grande pubblico. I BTS si sono esibiti due volte ai Grammy, nel 2021 da remoto da un grattacielo di Seoul e nel 2022 live a Las Vegas.

La controversia sulla nuova categoria

Alcuni hanno criticato la neonata categoria Best Asian Pop Music Performance, temendo che confini gli artisti asiatici in una sottocategoria, escludendoli dalle categorie generali o dalle categorie pop di maggior prestigio. Il primo timore è infondato: tutte le categorie generali (Album, Record e Song of the Year, Best New Artist) restano aperte a qualunque genere. È vero invece che una singola incisione può competere in una sola categoria di performance: se candidata come miglior Asian Pop, non può esserlo anche come miglior Pop Duo/Group Performance — lo stesso artista, però, può competere in più categorie con incisioni diverse.

Il K-pop ha ottenuto il suo primo Grammy in assoluto quest’anno, con Golden (dal film Netflix KPop Demon Hunters), vincitore di Best Song Written for Visual Media — il brano era candidato anche a Song of the Year, senza vincere.

Secondo la descrizione ufficiale della Recording Academy, la categoria riconosce l’eccellenza artistica nelle performance pop asiatiche (K-pop, J-pop, C-pop e generi affini). La candidabilità si basa su un uso “significativo” di una o più lingue asiatiche. Non basta una parola isolata o un breve inciso, ma i brani interamente in inglese restano idonei per le altre categorie appropriate. Lo stile musicale, non l’etnia o la nazionalità dell’artista, determina l’idoneità. Resta il fatto che l’Asia non è solo Cina, Corea e Giappone: tutto il resto del continente verrebbe preso in considerazione?

Le vittorie di Bruno Mars e Bad Bunny e le altre rinunce

Esistono precedenti recenti di brani vincitori sia nelle categorie generali sia in quelle di genere. This Is America di Childish Gambino (2019) e Leave the Door Open dei Silk Sonic (2022) hanno vinto in entrambe. Quest’anno Bad Bunny ha fatto la storia con Debí Tirar Más Fotos. Si è trattato del primo album interamente in spagnolo a vincere Album of the Year, oltre a Best Música Urbana Album. Delle sue sei nomination, quattro erano in categorie neutre rispetto al genere e due specifiche di genere.

In passato altri artisti hanno rifiutato di candidare la propria musica. Spesso in reazione a snub subit. Tra questi spiccano Drake, The Weeknd e Morgan Wallen.

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