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Spring Attitude è un gioiello di festival che dà grande spazio alle artiste italiane

La location, la line-up, l’ottimo mix tra esibizioni live e DJ: ecco perché, anche grazie ai cambi degli ultimi anni, è un appuntamento fondamentale

  • Il1 Giugno 2026
Spring Attitude è un gioiello di festival che dà grande spazio alle artiste italiane

Nathy Peluso, foto di Kimberley Ross

Spring Attitude, che si è tenuto il 29 e 30 maggio alla Nuvola dell’Eur a Roma, ha compiuto 15 anni e si è dimostrato un gioiello di festival con sue caratteristiche ben precise. Ha cambiato pelle, senza mutare troppo, location e periodo dell’anno, eppure (o forse proprio per questo) ha un’identità ben precisa all’interno della mappa dei festival musicali italiani.

Era la prima volta che venivamo ma subito ci siamo resi conto di quanto, nel corso della sua storia, sia diventato imprescindibile per i romani che amano seguire la scena musicale italiana e internazionale. Quest’anno il festival, realizzato in coproduzione con EUR spa, ha registrato 20mila presenze, con 7/8% di presenze straniere.

La Line-Up: non infinita e super selezionata

Già a un primo sguardo, si capisce come i nomi scelti abbiano tutti un loro perché e siano davvero quelli più ricercati dal pubblico in questo momento. Certo, qualsiasi direzione artistica che si rispetti dovrebbe avere questo obiettivo minimo ma non è detto che al giorno d’oggi si riesca a rispettare per tutta una serie di motivi, primi tra tutti per i calendari degli artisti e i loro cachet sempre più elevati. Le esibizioni sul palco centrale, Ploom Stage, di venerdì 29 maggio sono state 7 e 3 al Block Party, sulla terrazza esterna. Il sabato invece erano 6 al centrale e sempre 3 fuori.

Andrea Esu, l’organizzatore e fondatore del festival, ci confessa che gli piacerebbe avere più palchi, se non in contemporanea, almeno alternati e «con più spazio possibile agli emergenti». Come al Primavera Sound, che insieme al Sonar di Barcellona, è sempre stato il suo festival di riferimento fin dal 2010. A noi sembra una scelta perfetta così, senza dover per forza dover fare testa o croce tra due artisti preferiti che immancabilmente suonano nello stesso momento.

Spazio ai nostri talenti femminili

Il primo giorno di Spring Attitude si esibivano Birthh e Lamante. Due delle artiste più promettenti della nostra scena italiana e, infatti, guardando anche la line-up del sabato con Gaia Banfi, Altea e Emma Nolde un dato appare subito evidente: è stato dato grande spazio ad alcune delle migliori.

La cosa non è casuale, Esu ci rivela che era un suo pallino e, per noi di Billboard Italia, ci è riuscito in pieno. A tutte loro abbiano dedicato un approfondimento: Birthh è stata protagonista della nostra rubrica Women in Music, Lamante della cover story per raccontare il suo nuovo album. Gaia Banfi di una cover Gen B, Altea la seguiamo con attenzione dai tempi di Thru Collective e Emma Nolde l’abbiamo premiata come nostra performer of the year sempre a Billboard Women in Music. E possiamo dire che tutte siano addirittura cresciute rispetto a quando ne avevamo parlato.

I live-act italiani più richiesti

Inutile girarci attorno, alcuni live act erano davvero i più attesi in questo momento. L’entusiasmo per Tony Pitoni, accompagnato dalla sua ottima full band, è difficile spiegarlo. Si sa che ormai dall’autunno scorso l’interesse per l’artista dai testi controversi cresce sempre di più in tutta Italia e il pubblico di Roma non è stato certo da meno.

Molto più longevo, e non certo minore, quello per i Nu Genea e la loro formazione completa dal vivo, con il loro concerto che sembra un lungo flusso musicale che mischia tradizione funky napoletana con l’elettronica più raffinata.

Anche il trio francese (ma ormai possiamo considerarli un po’ italiani) Dov’è Liana suscita un’esaltazione generale condivisa, con la loro elettronica e i loro testi nella nostra lingua un po’ surreali e disincantati.

E c’era attesa anche per Motta che riproponeva La fine dei vent’anni, il suo amato album d’esordio di 10 anni fa, con Roberta Sammarelli, ex Verdena, sul palco. Motta ha detto una cosa molto sincera e assolutamente inusuale per un artista: «Scusate se negli ultimi 4 anni non ho pubblicato sempre brani dove non ero perfettamente a fuoco. Vi chiedo davvero scusa». Chapeau.

I set elettronici a Spring Attitude

Il festival era nato con un’anima sicuramente più elettronica. «Perché banalmente all’inizio non potevamo permettere di organizzare i live delle band», prosegue Esu. «Ma avrei sempre voluto unire live e DJ set. Pian piano il budget è aumentato e quindi abbiamo potuto farlo. L’occasione, in particolare, è nata quando eravamo a Cinecittà e avevamo due palchi a disposizione. Uno in un capannone dove dovevano suonare i DJ. L’altro in esterna con un set ricostruito in cartapesta dell’Antica Roma per le band. Ci siamo ritrovati a non poter più utilizzare il primo per motivi di produzioni internazionali, così tutti dovevano esibirsi sullo stesso palco e alternarsi. Abbiamo visto che le cose potevano convivere bene e così abbiamo portato avanti questa formula».

Al block party venerdì si sono alternati Bluemarina, Manusol e soprattutto Marco Passarani, DJ techno romano conosciuto in tutto il mondo. Sabato sullo stesso palco esterno: Jason K, Palms Trax e l’inglese Ben Sterling.

Al Ploom stage i live set dei Parisi, Yousuke Yukimatsu, Mind Enterprises e soprattutto di okgiorgio. È da tempo ormai che il produttore ed ex chitarrista degli Iside sta giocando un ruolo sempre più importante nella scena elettronica di casa nostra. Venerdì notte, insieme a Nicola Regonesi e a Leonardo De Franceschi, ha portato il suo consueto live set dove unisce parti strumentali suonate. okgiorgio ha una rara capacità di costruire ottimamente la tensione emotiva dei suoi brani. Parte spesso da paesaggi sonori essenziali, quasi sospesi, per poi stratificare elementi ritmici e melodici fino a raggiungere un climax liberatorio. E così è stato anche venerdì notte.

L’esibizione di Nathy Peluso

La performance davvero sorprendente è poi quella di Nathy Peluso che presentava il suo Club Grasa insieme alla DJ Mel V, il progetto collaterale (che abbiamo già presentato qui) dove Nathy canta su pezzi che variano dall’hip hop alla house, dal pop al latin. Ma questo progetto è molto di più di così. Sul palco ci sono almeno una decina di ballerini e performer, e Nathy riproduce il concetto di una ballroom itinerante, un luogo in cui il ritmo crea appartenenza e la danza diventa linguaggio condiviso. Tutto nell’esibizione di Nathy, eccezionale perfomer, fa pensare a due concetti oggi fondamentali come l’aria che viene sparata in faccia alla rapper: libertà e rispetto.

La location di Spring Attitude: piuttosto imbattibile

Sulla Nuvola di Fuksas come location per un festival c’è poco da dire. Il suono a Spring Attitude si sente davvero bene, a volumi finalmente alti e quando si esce dal sotterraneo le scale che portano all’aria aperta sono a dir poco maestose, quasi quanto i soffitti altissimi. La tecnologia dei led ricorda molto il Sónar De Dia. Ma se c’è un festival in Italia che ha ambienti che lo ricordano è il Club To Club. Solo che il Lingotto di Torino è molto più oscuro, adatto al periodo dell’anno in cui si tiene, ovvero novembre. Certo, forse il nome primavera dovrebbe suggerire una location all’aperto. Ma quella in fondo è a Milano, con il Miami (con cui condividono tanti artisti). È più interessante che rimanga in Centro Italia un festival dall’anima così berlinese e spagnola.

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