Nathy Peluso, dancing drama queen
Per la sua data allo Spring Attitude, il 30 maggio a Roma, promette di unire tutto il suo spirito latin e il suo amore per il drama a un ritmo unico con la DJ MEL V. La nostra intervista
Nathy Peluso, foto: ufficio stampa
Ha dato una svolta alla musica latin, contribuendo a ridare forza e valore a un genere più tradizionale come quello della salsa. Ma Nathy Peluso non si è fermata a questo. Rapper, producer, cantante, vincitrice di 1 Grammy e di 5 Latin Grammy, ha deciso di remixare il suo album Grasa e di portarlo in tour per appuntamenti sempre diversi l’uno dall’altro. Per questo Club Grasa arriverà per un’unica data italiana a Spring Attitude, il 30 maggio a Roma, negli spazi della Nuvola all’Eur, con la DJ e producer parigina MEL V.
Una data dove la parola d’ordine sarà sicuramente libertà e stupore, che si inserisce come una ciliegina sulla torta di un programma davvero gustoso. «Voglio che diventi un classico e che tutti possano ricordarselo in futuro», ci racconta l’artista argentina che vive in Spagna, protagonista della nostra cover story. «Chi non mancherà? Raffaella Carrà! E poi vi stupirò di sicuro, ballerò e vi farò ballare tantissimo». Ci sarà anche un tocco di drama, però. «Quello rimane sempre e comunque fondamentale nella mia musica».
Nathy Peluso, l’intervista
Nathy quando hai deciso che Grasa poteva diventare Club Grasa?
È stato del tutto naturale pensare di realizzare questo remix quando eravamo in giro per il Grasa Tour. Ed è stato naturale per me anche perché è molto diverso dai concerti di Grasa: posso dare spazio a nuovi DJ, nuovi producer e nuovi suoni. Non è incentrato solo sulla mia proposta artistica. Tutto si basa sulla condivisione e adoro dare spazio a nuovi artisti.
Quale è stato il primo remix che hai ascoltato?
Non ricordo esattamente quale sia stato il primo ma quello che mi è rimasto di più impresso è stato il processo: dalla scoperta dei producer da coinvolgere, che non volevo venissero solo da Spagna e Argentina ma un po’ da tutto il mondo, al tipo di suono che si veniva a creare. È stato davvero affascinante, era come perdere davvero il controllo affidando il proprio figlio (il mio brano!) a qualcun altro. Forse il primo è stato il remix di Corleone di Tristàn!

Una serata del Grasa Club cambia molto a seconda del DJ scelto immagino.
Certo, anche a seconda del party, del mood, della cultura in cui andiamo a immergerci, e soprattutto in base al pubblico che ci troviamo di fronte. Poi cerco di portare sempre nuovi remix, nuovi ballerini e nuova musica. Insomma, tutta la libertà possibile che non può esserci in una data ufficiale del tour perché banalmente lì devo seguire una scaletta. A Roma sarà con me la producer parigina MEL V!
Pensi che in futuro potresti sempre pensare a un remix per i tuoi album?
Io direi di sì. Con il remix puoi donare a un pezzo davvero un’altra vita e renderlo perfetto per il club perché magari non è così up-tempo. Ci sono delle canzoni che hanno iniziato a piacermi solo dopo che ne avevo sentito il remix, come una di Luis Miguel. È un processo arricchente che dona più strati ai propri brani.
Il successo di oggi, secondo me, deriva soprattutto dal saper unire generi diversi, no?
Ciò che rende felice me è creare dei mix e vedere come vanno, senza preconcetti. Vedere e capire, davvero, che cosa succede nella club culture perché non frequento i club ogni sera.
Quali sono le caratteristiche che devono avere i DJ che partecipano al Club Grasa?
La prima cosa è il carisma. Devo percepirlo, vedere il sorriso e l’energia. Poi deve essere creativo in termini di produzione e remix: devo ballare con la sua musica. Perché sono una selezionatrice ma anche una Mc che balla. Io posso capirlo da un video se una persona è adatta, anche se a volte ho ricevuto delle sorprese condividendo il palco. Quando decido, lo devo proprio sentire.
Se dovessi scegliere una tappa di Club Grasa che ti è piaciuta tanto?
È difficile perché sono molto diverse l’una dall’altra. Potrei dire una allo Zsongo Club di Madrid dove suonano molto amapiano, che mi piace parecchio. Ma pure una data con Kebra che produce musica brasiliana che adoro. Credo che ogni data sia stata iconica alla fine.
Nathy Peluso e il suo rapporto con l’Italia
Che vibe ti aspetti dallo show in Roma?
Non vedo davvero l’ora, anche perché mi considero in parte italiana dato che gli argentini e italiani sono così vicini. Non ci sono mai stata però sai? Voglio portare la mia energia e far sì che diventi “un classico”. Classico dalla mia prospettiva ovviamente. Con classici dell’hip hop e dell’elettronica ma la cosa più importante sarà portare vibes positive e stupire.
Classici italiani anche?
È proprio quello che voglio fare: dare luce ai grandi pezzi del posto dove mi trovo. Non mancherà Raffaella Carrà, per esempio, di cui sono una super fan.
C’è qualche altro artista italiano che ti piace?
Mahmood: trovo che riesca a fare sempre tutto splendidamente ed è un mio caro amico, poi.
Hai detto che l’album Grasa ti ha aiutato in alcuni momenti della vita, per esempio quando?
In El día que perdí mi juventud: era un momento molto delicato e io dico sempre che uso la musica, come forma di terapia, sia quando la compongo che quando la ascolto. È un modo per tirarmi su, comunque per non sentirmi persa. La musica si comporta come una mamma che sussurra all’orecchio di svegliarsi e darsi una mossa.

L’importanza dello studio per Nathy Peluso
Tu credi molto nel fatto che sia importante migliorarsi ogni giorno: come fai?
Allenandomi e studiando. In qualsiasi cosa io faccia. Bisogna lavorarci davvero molto, non è soltanto questione di fiducia e di crederci.
Stai studiando qualcosa di particolare in questo momento?
La produzione. Mi sto focalizzando molto su quello perché è importante per me condividere con gli altri ma allo stesso tempo voglio diventare indipendente. E poi mi sto allenando parecchio perché durante il tour devo anche ballare tanto.
Come mai non ci sono troppe donne producer?
Per me ci sono ma non sono abbastanza sotto i riflettori. Prendi per esempio, Tayana: ha creato un meraviglioso remix di Aprender a amar e ha partecipato a una data del Club Grasa. Ma dobbiamo sempre lavorare il doppio o il triplo rispetto ai maschi.
La musica Latin sempre più importante, da Rosalìa a Nathy Peluso
Invece secondo te come mai la musica latin che riscopre le origini come la tua, quella di Bad Bunny o di Rosalìa, sta ottenendo questi riconoscimenti proprio ora nel mondo?
Credo che gli artisti abbiano proprio la responsabilità di mantenere vive le loro radici, con rispetto e ammirazione. Il folklore nella musica è ciò che mi fa stare meglio perché mi fa sentire a casa. È bello, profondo, puro, è da lì che parte tutto.
Se dovessi scegliere per forza un genere?
Salsa, merengue e cumbia, che noto che nel Club Grasa porta sempre una vibe positiva. Mi fanno davvero pensare che la vita sia bella. Però anche il tango è così poetico, armonioso, ti rende ricco di di ispirazione.
Nathy tu alla fine ti senti più una drama queen o una party girl?
Senza alcuna dubbio una drama queen! Il drama è tutto per me!
