Nene Royal, dopo America’s Got Talent, è pronta a prendersi il mondo: l’intervista
Abbiamo incontrato a Bangkok la vincitrice dell’ultima edizione dello show statunitense: appena sedici anni, ma un talento pronto a spiccare il volo definitivo
Foto di Fabiola Avecedo
A sedici anni l’impresa più eroica della maggior parte di noi era sopravvivere a un’interrogazione di matematica senza aver aperto il libro, o arrivare a mille follower su TikTok, a seconda della generazione. Nene Royal, all’anagrafe Rattikarn Amloy, rocker thailandese di Phuket che di anni ne ha proprio sedici, il 23 settembre è diventata la prima thailandese a vincere America’s Got Talent. Ci è arrivata partendo da Zombie dei Cranberries, con cui all’audizione si è presa quattro sì dai giudici, e poi sono arrivati Hysteria dei Muse, Black Hole Sun dei Soundgarden, con cui ai quarti di finale si è guadagnata il Golden Buzzer di Mel B e il pass diretto per la finale, Seven Nation Army dei White Stripes e, nella serata dei risultati, The Emptiness Machine suonata insieme ai Linkin Park.
In Thailandia è già diventata «la figlia della nazione», e domenica scorsa Bangkok l’ha accolta come un’eroina nazionale, con una festa intitolata Welcome NENE ROYAL: Win The World for Thailand e una parata per le strade del centro. Nene ha fatto il giro della città su un bus scoperto insieme alla sua famiglia, partendo dal centro commerciale Siam Paragon.
Ai lati della strada c’erano migliaia di persone che, nonostante il caldo, sventolavano cartelli con scritto «Nene nai nae mak», più o meno «Nene, sei una grande». Poi la festa si è spostata alla Paragon Hall, aperta a tutti i fan iscritti e gratis. La giornata è servita anche a raccogliere donazioni per la Croce Rossa thailandese a favore delle persone colpite dalle alluvioni che in queste settimane hanno messo in difficoltà mezza Thailandia. Le aziende sponsor, tra cui l’italianissima Generali, le hanno consegnato delle borse di studio. «Non pensavo che sarebbe stato così» racconta Nene. «Vedo tutti che continuano a chiamare il mio nome e mi si riempie il cuore. È una cosa enorme» ammette a proposito del suo nuovo soprannome.

Alla Paragon Hall l’abbiamo incontrata insieme alla sua famiglia, mamma, papà e il fratellino di quattro anni, che per l’occasione era in giacca e cravatta. La prima cosa che si capisce è che la vittoria l’ha presa del tutto alla sprovvista. «Ero sicura soltanto che l’esibizione dovesse venire il meglio possibile, a vincere non ci pensavo proprio» racconta. «Quando hanno chiamato il mio nome stavo per svenire. Avevo pure in mente come esultare, una cosa semplice, ma quando è arrivato il momento vero non sapevo più cosa fare e sono crollata a terra». E non da sola, perché accanto a lei c’erano i genitori. «Eravamo in piedi tutti e tre» ricorda il padre. «Lei è caduta e noi le siamo andati dietro in automatico».
Che sarebbe diventata così famosa non se lo aspettava proprio. A farglielo capire sono stati i suoi amici, che dopo la vittoria hanno cominciato a tempestarla di messaggi per dirle che ormai la conoscevano in tutto il mondo. Lei continuava a non crederci. Un po’ è ancora così. «Non ci sono abituata» ammette. «Continuo a dirmi: “Ehi, non sono ancora famosa”». Come persona, assicura, non è cambiata. Intorno a lei, invece, qualcosa si è mosso eccome.

All’inizio il padre diceva no a tutte le proposte pubblicitarie, perché voleva che pensasse solo a suonare e a gareggiare, ma alla fine ha ceduto. Oggi Nene è già il volto di una decina di brand asiatici e europei. «Vedo star e artisti stranieri fare pubblicità a tante cose e non pensavo che sarebbe toccato anche a me». Alla scuola, però, non rinuncia. «Mi organizzo con un calendario e i momenti in cui non ho impegni di lavoro li dedico un po’ allo studio e un po’ alle prove» spiega. «Il lavoro deve andare di pari passo con la scuola». E nonostante tutto, dice, riesce ancora a dormire otto ore piene. Che, con il mese che ha passato, è quasi un’impresa più grande di America’s Got Talent.
E adesso? «Continuerò a fare musica» racconta. «Il mio sogno è fare concerti e far sentire a tutti le mie canzoni». Ci sta già lavorando, e per il suo primo brano originale bisognerà aspettare poco. «Arriverà prestissimo» assicura. Nel frattempo, per i ragazzi che sognano di fare come lei, un consiglio ce l’ha. «Se volete che il vostro sogno diventi realtà basta esercitarsi tanto e trovare il proprio stile, senza copiare nessuno». E se c’è qualcuno da ringraziare per tutto questo, secondo lei è la Nene di quando aveva sette o otto anni, quella che la chitarra ha cominciato a impararla praticamente da sola, guardando i video su YouTube. «Sono orgogliosa di quella bambina perché mi ha portata fino a qui». Il prossimo palco, intanto, è già fissato. Il 13 ottobre aprirà il concerto degli Avenged Sevenfold al Singapore Indoor Stadium.
Articolo di Ambra Schillirò

