Interviste

Ascoltare Sano (Thru Collected) è la boccata d’aria fresca di cui abbiamo bisogno

Tra i membri fondatori della crew napoletana, l’artista ha pubblicato “Calore”, il primo singolo da solista. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato le sue idee mai banali sulla città, il concetto di pop, il suo desiderio di armonia

  • Il4 Aprile 2025
Ascoltare Sano (Thru Collected) è la boccata d’aria fresca di cui abbiamo bisogno

Foto di Filippo Moscati

Ascoltare un singolo di Sano è come essere catapultati all’improvviso in un’altra dimensione lontana dal 2025. Come essere a un rave negli anni ‘90. Essere investiti da una corrente di acqua di fiume in una giornata di caldo estivo. Ascoltare un pezzo di Tyler, The Creator all’interno della New Music Friday Italia (scusate, l’esempio specifico ma è il senso di piacevole straniamento provato in prima persona).

Chiacchierare con Sano, uno dei fondatori di Thru Collected è anche una boccata d’aria fresca. Anche perché spesso è lui stesso a fare le domande. Una settimana fa Bomba Dischi ha pubblicato il suo primo pezzo ufficiale da solista, Calore, un’anticipazione dell’album. «Nato all’incirca un anno e mezzo fa, nell’ultimo periodo in cui i Thru Collected avevano ancora uno studio in piazza Vanvitelli prima che una voragine al Vomero facesse inondare tutti i sottoscala. Era tutto scomodo e umidissimo ed ero con Rainer e con Drast degli PSICOLOGI che hanno prodotto il pezzo», racconta lui e già fa capire l’anima molto wild del collettivo.

«Il mio obiettivo principale era trasformare questa esperienza negativa a un rave sul fiume Calore in una traccia dal ritmo piacevole, per questo abbiamo inserito il pianoforte. E mi sono reso subito conto che in fondo era diversa da tutto quello che avevo fatto fino ad allora. Mi è sembrata subito un passo in avanti verso un qualcosa di più intelleggibile. Credo che la collaborazione con Drast sia stata fondamentale (anche io ho lavorato al loro album) perché lui ha un’attitudine più professionale rispetto a me e a Rainer».

L’intervista a Sano

Perché ti sembra più intellegibile?
Mi sembra che abbia una scrittura più chiara rispetto a tutto quello che ho fatto in passato. È sempre  un pezzo personale, certo, ma spero riguardi un po’ tutti. E poi volevo per una volta portare l’armonia all’interno di una canzone.

In che senso?
Mi sono reso conto che per me è sempre stato più semplice creare qualcosa di disturbante invece che armonioso. Probabilmente perché arrivo da un contesto più underground che ha sempre mirato più al caos che ad altro.

Per te i pezzi con i ThruCo. non avevano comunque valenza universale?
Con loro sono sicuro che fossimo riusciti a trovare la nostra chiave: la nostra era (ed è) una lingua molto personale ma se riesci a entrarci dentro ti ci affezioni. Infatti non mi riferisco a loro ma ai miei lavori singoli o con altri artisti. Le altre canzoni del disco sono molto diverse e si allargano ancora di più. Le hai sentite? Che ne pensi?

Quello che ho sentito mi è piaciuto un sacco. Mi chiedevo che cosa significa per te il termine anti-pop riferito all’album che ho letto nella presentazione?
Mah, forse che non è proprio un pop canonico. Però per cambiare le cose, per proporre dei contenuti e delle forme diverse, devi entrare nel meccanismo, no? Quindi il mio album che uscirà è anti-pop in quel senso. Poi invece se parliamo solo del brano è anti-pop perché parte come se fosse di Elisa, ma poi parla di questa ragazza che sta sfiorando la morte per overdose.

Con i Thru Collected siete in un momento di pausa?
Diciamo che stiamo prendendo una pausa ma solo perché è fisiologica, dopo l’album e il tour, in un progetto piuttosto complesso che coinvolge tante teste. Ognuno sta facendo il suo ora, ma noi ci vogliamo bene e ci supportiamo sia umanamente che professionalmente lo stesso.

Secondo te Napoli è ancora una città particolarmente interessante dal punto di vista artistico e musicale?
Certo e dipende anche dalla stessa emarginazione economica in cui si trova ancora, rispetto a grandi città come Milano e Roma. Ma poi anche dall’urbanistica della città: tutte le vie vicine, strette, così finisci per conoscere tutti. Quindi è una città ma allo stesso un paesino e se sei un artista non puoi non parlarne. Però se devo essere sincero a Napoli non succede molto: non ci sono grandi concerti, locali. Credo sia rimasta indietro. E gli artisti che ne escono sono magari fighi ma hanno sofferto tutti. Preferisco Roma ultimamente.

Davvero?
Perché è più grande e puoi sentirti più libero di essere come vuoi. Poi probabilmente se mi  trasferissi lì probabilmente mi abituerei inevitabilmente alle dinamiche della città e quindi mi annoierei anche lì.

Che rapporto avete con i rapper napoletani?
Quando Drast aveva il suo studio lì potevi trovare davvero tutti: da Rosa Chemical a Nicola Siciliano. Invece, oggi no, non abbiamo alcun rapporto. I rapper frequentano dei posti totalmente diversi rispetto ai nostri e artisticamente sono molto lontani da noi. Ma molti di loro sono simpatici e mi piacciono tipo VMonster.

Un aspetto che mi ha sempre stupito è il fatto che vi abbiano sempre cercato tutte le major ma voi non abbiate mai voluto firmare con nessuno. Solo con Bomba Dischi.
Ah sì? Non sono nemmeno così informato! Posso dire solo che abbiamo cercato di preservare un certo modo di fare musica, quello è sicuro. Per noi Bomba Dischi va benissimo.

Se dovessi scegliere un artista pop che ti piace chi potresti dire?
Il nuovo album so che sarà incredibile di Giorgio Poi.

Non è proprio il pop che immaginavo, è più raffinato…
Il maestro Lucio Corsi è stato incredibile sul palcoscenico di Sanremo, io lo seguivo già da tempo, e Volevo essere un duro non era il mio pezzo preferito. Ecco speravo forse che facesse meglio a Sanremo Massimo Ranieri.

E Liberato ti piace?
Parecchio, abbiamo anche aperto i suoi concerti.

Non è apprezzato da tutti gli artisti napoletani.
É difficile essere amati qui, sai cosa? Devi morire perché scrivano bene di te, come per Pino Daniele.

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