Nother, elettronica emozionale dalla Puglia al mondo: «Fondamentale avere in testa un progetto»

L’attività live e in studio con Ermal Meta e Dardust, le esperienze sui palchi internazionali, i riconoscimenti piovuti sul singolo “US”: identikit di un producer da non perdere d’occhio
Nother - intervista
Nother (fonte: ufficio stampa)

Il suo nome non è (ancora) universalmente noto, ma le esperienze maturate dal producer Nother sono quelle di un protagonista della scena elettronica. Dall’attività dal vivo e in studio al fianco di Ermal Meta e Dardust alle performance su palchi internazionali come quelli del Primavera Sound, Sziget, South by Southwest Stefano Milella è un artista da non perdere d’occhio.

Fra le più recenti soddisfazioni di Nother vi sono i successi macinati dal singolo US: nomination agli UK Music Video Awards e ai VideoClip Italia Awards 2022, ampia copertura della stampa internazionale, 200mila ascolti solo su Spotify, dove è stato subito inserito in tre playlist internazionali.

Il video del pezzo, diretto da Marco Santi, celebra apertamente il potere catartico e liberatorio del ballo ed è stato realizzato grazie al finanziamento del bando Producers 2022 di Puglia Sounds. Ricostruiamo dunque insieme a Nother questa “best practice”, ampliando lo sguardo sulle sue molte attività parallele.

Hai definito il brano come “una canzone d’amore distorta sulla fine del mondo e un inno per i nuovi inizi”: ci spieghi meglio?

US parla di una storia d’amore in crisi, della sofferenza di uno dei due, che sebbene possa alterare gli equilibri e creare una distanza, riesce anche a legare ad un livello più profondo. Così la richiesta d’aiuto dell’uno trova risposta nell’amore dell’altro che sostiene e guida via da quel dolore che fa paura quanto la fine del mondo, abbracciandolo e condividendone il peso.

Un inno ai nuovi inizi perché, come diceva la nonna di Alessandra (Moon Leap, in featuring nel brano, ndr), “l’ora più buia è quella che precede l’alba”. Entrambi abbiamo voluto che la canzone trasmettesse speranza e rendesse consapevoli che anche durante la fine del mondo si può trovare un luogo protetto dove sentirsi al sicuro. Nel nostro caso è la relazione stessa questo luogo in cui con cura e pazienza si può attendere insieme che il cielo schiarisca. Bisogna avere fiducia.

Il video di US celebra chiaramente l’aspetto catartico del ballo, che abbiamo riscoperto con forza ancora maggiore dopo due anni di limitazione del movimento. Questo tipo di storytelling è stato uno stimolo che hai dato tu al regista Marco Santi?

Lavoro con Marco da molti anni per i suoi progetti con Nat Geo e cinematografici. È stato naturale affidargli l’intera parte visual del progetto. L’idea del ballo catartico è nata da lui, che da sempre ama i contrasti, e legare un brano lento al ballo goffo del protagonista era esattamente quello che cercava. Abbiamo sviluppato molti scenari, dal macellaio ad una coppia di anziani innamorati su una scogliera. Alla fine ci è sembrato che la timidezza di un ragazzo prima di un appuntamento e la liberazione delle sue paure con la danza fossero il miglior modo di esprimere quello che avevamo in mente.

Hai realizzato il videoclip anche grazie al supporto di Puglia Sounds: perché è giusto che un ente pubblico sostenga attivamente la produzione musicale?

Aver avuto il supporto del bando Producers ci ha permesso non solo di avere dei mezzi solitamente inaccessibili per un progetto indipendente (quali budget per la troupe, attori, location, attrezzature e promozione) ma anche di soffermarci a riflettere sul progetto e la strategia, e metterla a fuoco avendo modo di spingersi più in là. È fondamentale sostenere la musica e dare ai progetti i mezzi necessari per poter emergere. È fondamentale per poter competere a livello non solo locale ma anche internazionale.

US conta oggi quasi 200mila stream solo su Spotify, ha ricevuto una buona copertura press a livello internazionale e il video ha avuto una nomination agli UK Music Video Awards: immaginiamo che tu sia molto soddisfatto di questi risultati, no?

Ricevere un tale riconoscimento con US dopo aver pubblicato il primo album solo l’anno scorso è stato davvero incredibile. È cominciato tutto con la notizia di essere nella lineup del Primavera a Barcellona e della selezione al bando Producers con Puglia Sounds.

Così ho scelto con l’etichetta Abyond di rilasciare il brano la stessa notte in cui avrei suonato sul Night Pro Stage. Pochi giorni dopo la release ho scoperto che Spotify aveva inserito il brano in ben tre playlist internazionali. Come hai già accennato, sono arrivati anche i primi riconoscimenti al videoclip con le nomination agli UK MVA 22 e VideoClip Italia Awards 2022. Mi ritengo molto fortunato ad aver avuto intorno a me le persone giuste e non smetterò mai di ringraziarle.

Ci racconti l’esperienza in tour con Ermal Meta quest’anno?

Ho lavorato con Ermal alcuni anni fa per due brani inediti presenti nell’album live Non Abbiamo Armi, e siamo sempre rimasti in contatto. L’inverno scorso è venuto a trovarmi proponendomi di realizzare una mia versione personale dei brani che avrebbe portato in tour e di accompagnarlo sul palco con la sua band.
Ho avuto la possibilità di esprimermi con una libertà rara in questo settore, mettendo mani a brani che ormai fanno parte della storia della musica italiana.

Girare l’Italia quest’estate con lui e i professionisti che lo circondano, respirando ad ogni data la carica del suo pubblico, è stata un’esperienza davvero unica. Su ogni palco delle città d’Italia siamo stati sempre accolti a braccia aperte e, nonostante il cambio di arrangiamenti, il sorriso di migliaia di persone che ballava sulle note dei suoi classici in chiave elettronica è stato davvero impagabile.

Su cosa sei al lavoro in questo periodo?

Dopo aver girato quest’estate l’Italia per due mesi e aver dato una mano a Dardust al suo nuovo album Duality e alla Notte della Taranta, è ora il momento di tornare in studio. Sto scrivendo molti brani per il mio nuovo disco, collaborando con Elvis Drew, Ermal Meta e altri per i loro rispettivi album. In cantiere c’è anche la colonna sonora di uno spettacolo teatrale all’estero.

Il tuo curriculum è fitto di esperienze internazionali. Quello del music export è uno dei grandi temi dell’industria musicale italiana oggi: in base alla tua esperienza, quali sono le strategie che consiglieresti a un artista emergente che vuole lavorare anche all’estero?

Per come ho vissuto l’esperienza di US, il mio consiglio è avere sempre in testa un progetto. Per attirare l’attenzione e portare a casa il miglior risultato possibile non bastano le playlist Spotify: è necessario anche cercare di entrare in contatto con altri artisti, magazine, promoter, radio locali, youtuber e tutti i canali che possano amplificare la tua voce.

Ad esempio non sempre si ha la possibilità di lavorare con un PR per la promozione worldwide. Per fortuna ci sono piattaforme come SubmitHub nate con lo scopo di promuovere artisti emergenti su tutte le piattaforme.

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