Le 10 canzoni più belle di Dr. Dre
Oggi (18 febbraio) il produttore, rapper e businessman americano compie 61 anni. Ecco i brani indimenticabili (sia davanti al microfono che dietro il mixer) dell’architetto del suono West Coast
Chissà se i ragazzi che attraversano le strade delle nostre città indossando le vistose cuffie con il logo della “B” sono consapevoli non solo di chi l’ha inventate, cioè Dr. Dre, ma soprattutto del suo fondamentale apporto alla musica rap degli ultimi trent’anni.
André Romelle Young, nato a Compton il 18 febbraio del 1965, non è semplicemente un produttore: è l’architetto sonoro del suono West Coast degli ultimi 35 anni. Dre, attraverso la cura maniacale della qualità del suono in studio, ha trasformato la rabbia del ghetto in cultura, la violenza urbana in poesia ritmica, la strada in un’orchestra di suoni rilassati e inquietanti al tempo stesso.
La carriera
Gli esordi discografici di Dr. Dre risalgono, nella duplice veste di produttore e di rapper, a Straight Outta Compton degli N.W.A, pietra miliare del gangsta rap, album che per primo ha definito gli stilemi del sound West Coast. Dr. Dre non solo ha realizzato in prima persona due album seminali per gli amanti del rap, The Chronic del 1992 e 2001 del 1999 (a cui si è aggiunto nel 2015 l’ottimo Compton), ma ha anche prodotto i dischi di maggior successo di Snoop Dogg, Eminem e 50 Cent.
Nel 2008, insieme a Jimmy Iovine, ha lanciato Beats by Dre, una linea di cuffie diventata un fenomeno mondiale. Quando Apple ha comprato la compagnia nel 2014 per tre miliardi di dollari, Dre è diventato uno degli uomini più ricchi del music biz.
Nel 2021 la sua cavalcata trionfale rischi di interrompersi per un aneurisma cerebrale, ma, miracolosamente, Dre si è ripreso del tutto dal punto di vista fisico. Nel 2022 il produttore di Compton si è esibito all’half time del Super Bowl con Eminem, Snoop Dogg, Kendrick Lamar e Mary J. Blige (con le apparizioni a sorpresa di 50 Cent e Anderson .Paak): uno show che ha celebrato la sua centralità nella cultura hip hop degli ultimi cinquant’anni.
Vediamo insieme, in occasione del sessantunesimo compleanno del leggendario produttore californiano, le migliori dieci canzoni della carriera di Dr. Dre in ordine cronologico, sia davanti al microfono che dietro il mixer.
Le canzoni migliori di Dr. Dre
N.W.A, Express Yourself (1988)
Express Yourself, una delle prime produzioni di Dr. Dre per il folgorante album di debutto degli N.W.A. (Straight Outta Compton), prende il nome dall’omonimo brano della Charles Wright and the Watts 103 Street Rhythm Band da cui è tratto. Il testo descrive le difficoltà che i rapper affrontano per esprimersi in un’epoca di censura radiofonica e mediatica. All’inizio del brano c’è uno scambio verbale in cui Ice Cube esorta Dre, che ha “fatto tutta questa roba da produttore”, a rappare un po’ e a “mostrargli che ore sono”.
Dr. Dre feat. Snoop Dogg, Nuthin’ But a ‘G’ Thang (1992)
Dopo il successo di Deep Cover, in Nuthin’ But a ‘G’ Thang si ripropone la memorabile interazione tra Dre e un giovanissimo Snoop Dogg, assai lontano dal rassicurante tedoforo delle Olimpiadi Invernali 2026.
La leggenda narra che Dre, pur di finire il demo mentre Snoop era ancora in detenzione, registrò la voce dell’amico tramite il ricevitore di un telefono collegato direttamente al microfono. La traccia è costruita attorno a un campionamento di Leon Haywood (I Want’a Do Something Freaky to You), ma la vera firma di Dre è il celebre “funky worm”: quel sibilo acuto e ipnotico generato da un sintetizzatore Minimoog che attraversa tutto il beat.
Snoop Dogg, Who Am I (What’s My Name?) (1993)
Il singolo di debutto dell’allora giovanissimo Snoop Doggy Dogg (oggi più semplicemente Snoop Dogg), pubblicato nel 1993, è considerato una delle pietre miliari del G-funk e una delle produzioni più iconiche di Dre. Who Am I (What’s My Name?) è un capolavoro di ingegneria sonora, che combina la nostalgia del funk degli anni ‘70 (con i campionamenti di George Clinton e dei Funkadelic) con la precisione tecnica moderna, attraverso l’uso di sintetizzatori stridenti e sibilanti. Il brano ha trasformato immediatamente Snoop Dogg in una superstar globale: un miracolo che Dre ha ripetuto anche con Eminem e 50 Cent.
2Pac feat. Dr. Dre, California Love (1995)
Il remix di California Love è ancora oggi il party anthem definitivo, capace di incendiare qualsiasi dancefloor, a oltre trent’anni di distanza dalla sua uscita. L’unione tra il carisma e la potenza esplosiva di 2Pac con l’architettura sonora di Dre ha generato un inno transgenerazionale, in grado di abbattere gli steccati tra generi e pubblici diversi. Utilizzando il talkbox di Roger Troutman e il campionamento di Joe Cocker (Woman to Woman), Dre ha unito la sensibilità per i campionamenti della East Coast con il funk sensuale della West Coast.
Dr. Dre feat. Snoop Dogg, Still D.R.E. (1999)
Nel 1999 molti pensavano che Dr. Dre fosse finito dopo il flop dei progetti The Firm. Niente di più sbagliato. Still D.R.E., diventato in seguito una delle canzoni più importanti nella storia del rap, fu la clamorosa risposta di Dr. Dre. Il beat, costruito su un riff di pianoforte staccato e ostinato ideato insieme a Scott Storch, è un capolavoro di inventiva e di minimalismo sonoro. Su preciso input di Dre, il testo fu scritto da Jay-Z, che ha completato le strofe in soli venti minuti. Il senso della canzone è chiaro: il Dottore è tornato e non ha alcuna intenzione di allontanarsi dal suo regno nella West Coast.
Dr. Dre feat. Snoop Dogg, Kurupt, Nate Dogg, The Next Episode (1999)
Ennesimo successo dell’album 2001, la contagiosa The Next Episode è il seguito ideale di Ain’t Nothin but a ‘G’ Thang del 1992. Con un ritmo saltellante, inquieto e sincopato, il brano campiona The Edge di David Axelrod. Il testo, denso e ritmato, riafferma il dominio del rapper nella West Coast e si conclude con il “comandamento” del compianto Nate Dogg: “fumare erba ogni giorno”.
Eminem feat. Dr. Dre, Guilty Conscience (1999)
Può un artista bianco, biondo e con gli occhi chiari di Detroit rappare come e meglio dei suoi colleghi neri? Secondo Dr. Dre sì, e la sua fu una felice intuizione, senza la quale forse oggi non sapremmo chi è Eminem.
Guilty Conscience è uno dei duetti più brillanti tra Eminem e Dr. Dre, che interpretano rispettivamente il diavolo e l’angelo rispetto a tre scenari di vita concreti, nei quali ciascuno di noi potrebbe imboccare la strada sbagliata. A un certo punto Eminem rimprovera a Dre di aver aggredito la giornalista e conduttrice Dee Barnes (la quale ha ricevuto un assegno a sei zeri per patteggiare): una brutta vicenda che è stata coraggiosamente inserita nella canzone e che mostra il lato oscuro del geniale produttore.
Mary J. Blige, Family Affair (2001)
Con Mary J. Blige, Dre ha ridefinito l’R&B moderno nella hit Family Affair. La traccia è costruita su una linea di pianoforte a due accordi apparentemente semplice, ma supportata da una sequenza di batteria così nitida e potente da diventare lo standard per le produzioni radiofoniche degli anni successivi. La voce di Mary J. Blige, estesa ed elegante, ha reso Family Affair uno dei più grandi successi della sua carriera.
50 Cent, In Da Club (2003)
Dopo Snoop ed Eminem, Dre ha trasformato l’allora sconosciuto 50 Cent in una superstar istantanea con l’inno In Da Club. Tutto merito del beat, costruito con archi staccati, colpi di synth che cadono fuori tempo per creare tensione e una grancassa che porta spontaneamente sulla pista da ballo. La produzione, minacciosa ma incredibilmente ballabile, ha reso il gangsta rap accessibile a chiunque, lanciando una nuova stella nel firmamento del rap.
Dr. Dre, Talking to My Diary (2015)
Talking to My Diary è una delle canzoni più personali, intime e riflessive di Dr. Dre, collocata saggiamente come chiusura dell’album Compton. Eseguita senza la partecipazione di alcun ospite, Talking To My Diary è una riflessione a voce alta sul suo passato turbolento, sul suo percorso e sulle persone che hanno plasmato la sua vita (in particolare Eazy-E). Dre affronta il costo del successo e i fantasmi che porta con sé, ricordando gli amici caduti e i momenti di svolta. La produzione, curata da Dre insieme a DJ Silk e Mista Choc, fonde toni cupi di pianoforte con percussioni sobrie, creando un’atmosfera notturna e riflessiva.
