Ultimo: «Nessuna rivincita, con questo Sanremo chiudo un cerchio rimasto aperto in malo modo»

A pochissime settimane dall’inizio del Festival, abbiamo incontrato il cantautore dei record per farci raccontare Alba – il suo brano in gara – il suo nuovo album in uscita il 17 febbraio e come ci si sente ad essere il nome più quotato per la vittoria
Ultimo, foto di Giulia Parmigiani

Quando entro nella stanza di un elegante appartamento nel centro storico di Milano, Ultimo sta ancora finendo di registrare un’intervista in radiovisione. Ha una voce pimpante, allegra, è contento di rispondere alle domande dei giornalisti sulla sua imminente partecipazione a Sanremo e sul suo nuovo disco, Alba, in uscita il 17 febbraio. Un mood sicuramente molto diverso da quello della famosa conferenza stampa post finale del 2019, di cui ammette di non essere fiero – ma nemmeno pentito – e da cui assicura di essere cambiato.

«A Sanremo vado anche per chiudere un cerchio che era rimasto aperto in malo modo e di cui non ero contento». Mi dice seduto al piano mentre sorseggiamo un caffè di cui entrambi avevamo bisogno. «Non si tratta di un riscatto o di una rivincita, voglio solo dare a me stesso l’opportunità di scrivere un’altra pagina importante della mia vita artistica. E poi è il mio modo di far capire quanto quel palco abbia valore per me».

E di pagine importanti, Ultimo, ne ha già scritte parecchie. Cinquantacinque dischi di platino e diciotto dischi d’oro inanellati, i suoi album dominano le classifiche a tempo indeterminato, passa dai piccoli club agli stadi nel giro di poco più di dodici mesi e a soli 23 anni. Quando – per capirci – di giovani a riempire San Siro ancora non se ne vedevano, a differenza di oggi. «Nel 2019 ho fatto il mio primo stadio, a Lignano, e da allora mi sembrano passati settant’anni. Effettivamente riconosco che “all’epoca” sembrava una cosa più strana rispetto ad oggi».

Il tour negli stadi anche nel 2023

Perché è diventato più facile farli?, gli chiedo. «Non è che sia diventato facile arrivarci. Ma la vera difficoltà sta poi nel mantenere col tempo quel risultato». Risultato che tiene ben saldo tuttora, dal momento che Ultimo sarà in tour negli stadi anche la prossima estate. Con tre date all’Olimpico (di cui due già sold out), due a San Siro e una allo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro.

E in tour Ultimo porterà in giro per l’Italia Alba, che non è solo il titolo del brano in gara al Festival di Sanremo, ma anche quello del suo quinto album, scritto tra l’Italia e Londra, dove hanno visto la luce La pioggia di Londra e Tornare a te, il suo preferito del disco e che mi suona al pianoforte. «Il disco è nato dopo il tour, quindi a fine luglio. È un album molto introspettivo, come sempre, ma stavolta ho la sensazione di essere andato molto più a fondo. Vengo da un disco che si chiama Solo in cui parlavo del mio viaggio introspettivo, ma in questi caso si tratta di un viaggio che ha voglia di uscire e di aprirsi di più alle persone». Il concetto di cui Niccolò parla diventa ancora più chiaro quando mi fa ascoltare in anteprima Nuvole in testa, la seconda traccia di Alba, in cui Ultimo sembra davvero parlare faccia a faccia col mondo.

Ultimo: «Essere quotato come vincitore? Una responsabilità»

Prima dell’uscita del disco, però, ad attendere Ultimo c’è un appuntamento decisamente importante, a cui si presenta con un brano strutturalmente coraggioso. Ma davvero vai a Sanremo con un pezzo senza ritornello?!, gli dico ridendo. «Certo, è un azzardo ma io devo azzarda’! Aspetta, te lo faccio sentire, senti la successione». Ed effettivamente ti sorprende: la canzone è in continuo crescendo, ti dici “arriverà prima o poi questo ritornello sanremese”, e invece no. «Alba è una canzone molto diversa dalle altre che ho scritto. Mi ha spinto a farmi delle domande che vorrei si facesse anche chi l’ascolta. Ormai siamo tutti un po’ anestetizzati dalla quotidianità, dal lavoro, siamo sempre molto di fretta. Dobbiamo trovare il tempo per capire chi siamo e cosa vogliamo essere. È un pezzo che può dimostrare una mia maturità artistica diversa, non necessariamente migliore o peggiore».

Un pezzo che i bookmakers danno già come vincitore. Di nuovo. Senti il peso della grande aspettativa che c’è sul tuo nome?, domando a Ultimo. «Diciamo che il fatto di essere quotato alla vittoria un po’ mi rassicura, un po’ mi mette ansia. Sicuramente mi fa piacere che molta gente sia pronta ad ascoltare una mia canzone, ma allo stesso tempo mi sento addosso una certa responsabilità».

E sull’artista che è più curioso di vedere sul palco dell’Ariston, Ultimo non ha dubbi: «Gianluca Grignani. Lui sì che è una vera rockstar».

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