Pop

I Tresca Y Tigre raccontano il nuovo disco “CASI CAUSTICA, CASI NADA”

Il gruppo, che sarà protagonista al Mi Ami 2026, torna con il secondo EP: il track by track

  • Il22 Maggio 2026
I Tresca Y Tigre raccontano il nuovo disco “CASI CAUSTICA, CASI NADA”

Foto di Andrea Terlizzi

Dopo il debutto con CÁSCARA, il C2C e la loro vicinissima partecipazione al Mi Ami 2026, i Tresca Y Tigre tornano con CASI CAUSTICA, CASI NADA. Il gruppo, nato dall’incontro tra la cantante e rapper italo-colombiana Sicala e il duo di produzione Trampa, pubblica oggi un disco che conferma la loro capacità di ritagliarsi uno spazio unico nel panorama musicale odierno. L’identità del progetto è frutto di un approccio collettivo nel vero senso della parola: ogni brano nasce da idee embrionali condivise e rielaborate insieme, senza gerarchie né territori definiti. «Ci siamo influenzati molto a vicenda, siamo stati più consapevoli ed attenti alle risorse, alle scelte compositive e al linguaggio che abbiamo usato e a come poter mischiare questi elementi nel modo più organico» spiega il gruppo.

I Tresca Y Tigre si muovono come un organismo unico, scambiandosi ruoli e concedendosi il rischio di entrare nei mondi degli altri. Il risultato è un suono più compatto e una direzione più lucida, con una scrittura che mantiene la loro ironia distintiva ma acquista maggiore precisione e intenzionalità. Sei tracce in cui dembow, cumbia, batida, r’n’b, dub e club culture si mescolano in modo fluido, diventando strumenti espressivi più che semplici riferimenti stilistici.

Il track by track di CASI CAUSTICA, CASI NADA

AGNESE

AGNESE nasce da un esercizio di immaginazione. Eravamo a Giulianova in Abruzzo per una data e siccome ci siamo fermati qualche giorno in più abbiamo approfittato la presa bene del posto per immaginarci una canzone nuova. Volevamo esplorare altri linguaggi sia sonori che narrativi e siamo partiti dal prendere una parola con un ritmo simpatico per scrivere il testo. Il pezzo voleva essere un po’ qualcosa come Che notte di Buscaglione, una storia di una serata e tutte le diverse trame che nascono nella notte. La composizione ha riflettuto ciò che stavamo vivendo assieme come Tresca y Tigre: è nata collettivamente, nel divertimento, ed è l’espressione di un momento collettivo, non ha velleità di essere altro se non quello che è. Onesta e divertita.

PNX

Un brano clüb che nasce dall’immaginarci in una situazione di tensione. Senza batteria con la macchina ferma, ma bisogna continuare ad accelerare e uscire in qualche modo. Non è una cosa egoriferita del “farcela e spaccare perché sono un grande”, ma è piena consapevolezza e fiducia nelle proprie skills: tengo un plan, no un don (ho un piano, non ho un dono). Il concetto di questa canzone è che bisogna avere attitudine e credersela, perché non sono solo le botte di culo e gli angeli che ci aiutano: vela apagada no le funciona a la santa (la candela spenta non serve alla santa), ma sono il tempo e la
determinazione a farti spingere sull’acceleratore. Se vuoi il favore delle sante devi accendere le candele.

SATA SATA

SATA SATA e SIN TAMBOR sono il binomio romantico del disco. Il pezzo descrive un modo di amare perfetto: intimo, reale, playful e genuino. Sebbene il primo input sia quello di proiettare questi sentimenti in una figura unica, pian piano il sentimento si espande a un luogo collettivo, astratto, dove di fatto è più puro e indistruttibile: Y si me ves que saludo al sol, dile vele por todos mis amores, en la noche le hago canciones, lo lleno de dones pa’ que no olvide mi voz (e se mi vedi che saluto al sole, digli di vegliare su tutti i miei amori, la sera gli scrivo canzoni, lo riempio di doni affinché non dimentichi la mia voce). Alla fine del pezzo rimane il coraggio di vivere comunque amando: Saturno llama duelo y yo llamo tambor (Saturno sfida a duello e io chiamo tamburo).

Torna il legame con Saturno già citato in 606. Saturno governa i limiti e il tempo, è il senso della struttura mentre il tamburo è il suono primordiale, puro battito e corpo, in questo duello si risolve e si libera l’esercizio di amare.

SIN TAMBOR

Il lato b di SATA SATA, SIN TAMBOR è il romance della malinconia, la dolcezza del lasciar andare qualcosa che non può più andar bene per nessuno. Non c’è presa male, c’è la pace un po’ amara della scelta. Alla fine di tutto tornano il sole e il tamburo, rimangono le amicizie e la fede, whatever that is: Con dos yo bebo, con Dios me muevo (con due bevo, con Dio mi muovo), Tambor me llama, dice que le siga el juego / el sol quiere saberme en la mañana (Tamburo mi chiama, dice di assecondarlo nel gioco, il sole vuole conoscermi al mattino).

TANTO NON MI PRENDI

Un pezzo molto ironico e provocatorio in cui non ci si vuole prendere sul serio. Si tratta di una presa in giro all’ossessione della vittoria, del voler arrivare per primi. Non si rinuncia però al brivido di giocare per vincere, perché altrimenti che senso ha entrare in gara? Di fatto non c’è molto da dire, il pezzo parla da sè e non ha nulla da nascondere.

SARA

In SARA ci sono solo immagini, niente narrazione, è veloce e irrequieta. Vive in una distopia solarpunk, costantemente sedotta e corrotta da una modernità artificiale. Maquinas, quieren robarme mis
cosas románticas
(macchine vogliono rubarmi le mie cose romantiche). Il testo e le parole sono un elemento ritmico, entrano nella produzione come una parte in più della macchina.

Share: