David Gilmour compie 80 anni: i 5 assoli indimenticabili
Il chitarrista e cantante dei Pink Floyd si è ritagliato un ruolo di primo piano nella storia del rock per la sua magistrale capacità di prolungare le note e di dare un suono tridimensionale alla sua Stratocaster
Foto di Mary / Flickr
Si contano sulle dita di una mano i chitarristi che qualsiasi appassionato di rock è in grado di riconoscere fin dalla prima nota. Uno di questi è David Gilmour, che oggi (6 marzo) taglia il traguardo degli 80 anni, la cui sei corde è il suono più riconoscibile della “nuova musica classica” dei Pink Floyd.
La band inglese è una delle più influenti e innovative nella storia del rock, che nella Weltanschauung floydiana è inteso più come estasi che come stordimento edonista. La costante ricerca sonora, unita a una perfezione tecnica quasi irreale, ha dato vita a una serie di pietre miliari della musica popolare del Novecento, come Meddle, The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here e The Wall.
Un maestro della chitarra rock
«Ho sempre avuto l’ossessione di trovare suoni che avessero una resa tridimensionale», ha dichiarato Gilmour in un’intervista di qualche anno fa a Rolling Stone. «Ho voluto sempre creare qualcosa che sembrasse distante un centinaio di chilometri». Ed è proprio il ghiaccio bollente della sua Stratocaster customizzata nera uno dei segreti della magia della musica dei Pink Floyd, un’avvincente epopea sonora e umana iniziata nel lontano 1967. Che cosa sarebbe Shine On You Crazy Diamond, solo per fare un esempio, senza il suono spaziale e al tempo stesso incredibilmente caloroso della sua Stratocaster?
Gilmour si è ritagliato un ruolo di primo piano nella storia dei chitarristi rock per la sua magistrale capacità di prolungare le note, suonando solo quelle necessarie, come insegna la celebre lezione di Miles Davis. Pur non raggiungendo più le vette artistiche del periodo Pink Floyd, Gilmour ha pubblicato negli anni dischi solisti di grande qualità: David Gilmour (1978), About Face (1984), On an Island (2006), Rattle That Lock (2015) e il recente Luck and Strange (2024).
L’ultimo album del grande chitarrista inglese è un lavoro profondamente gilmouriano nei (tanti) pregi e nei (trascurabili) difetti. Un lavoro meno “floydiano” dei dischi precedenti e più proiettato al futuro, grazie alla sapiente produzione di Charlie Andrew, che ha guidato il cantante/chitarrista in paesaggi sonori più moderni.
In occasione degli 80 anni di David Gilmour, vediamo insieme i suoi cinque assoli di chitarra più emozionanti e memorabili.
I cinque assoli fondamentali di David Gilmour
Comfortably Numb (1979)
The Wall, uno degli album più celebri dei Pink Floyd, è opera quasi esclusivamente di Roger Waters, tanto che nei credits dell’album non compaiono neanche i nomi di Richard Wright e di Nick Mason. Un concept complesso e ambizioso, incentrato sul muro come simbolo dell’incomunicabilità.
Il vertice artistico dell’album è la straordinaria Comfortably Numb, impreziosita da due assoli di Gilmour: uno centrale, più melodico e solare, e quello finale, più oscuro e travolgente. Contrariamente a molti suoi lavori meticolosamente rifiniti, l’assolo finale è frutto di una delle prime take, in cui il chitarrista ha catturato un momento di pura ispirazione blues. Gilmour utilizza il registro basso della tastiera, per poi esplodere nelle ottave più alte verso la fine del brano.
Shine On You Crazy Diamond (1975)
Shine On You Crazy Diamond è uno straordinario viaggio sonoro di ben 26 minuti, diviso in due parti e nove movimenti. La canzone è incentrata sulla follia di Syd Barrett, l’ex leader del gruppo estromesso per i ben noti problemi di droga, verso il quale tutti i componenti nutrivano un forte senso di colpa.
L’assolo di David Gilmour in Shine On You Crazy Diamond è considerato uno dei vertici del chitarrismo rock per il suo incredibile controllo dinamico, per l’uso dello spazio e per l’espressività emotiva. Il fulcro del brano è l’arpeggio di quattro note (Si♭, Fa, Sol, Mi), nato quasi per caso durante una sessione ad Abbey Road. Gilmour utilizza bending estremamente precisi e un vibrato lento e profondo, che conferiscono alla chitarra una qualità quasi vocale.
High Hopes (1994)
L’assolo di Gilmour in High Hopes (brano conclusivo dell’album The Division Bell del 1994) è considerato uno dei più emozionanti della sua carriera e si distingue per l’uso della lap steel guitar. L’assolo finale è costruito su una serie di crescendo e decrescendo, dove Gilmour raggiunge picchi di grande intensità, per poi tornare a frasi più sussurrate. La melodia riflette il tema della nostalgia e della giovinezza perduta presente nel testo.
Time (1973)
Nel 1973 il Watergate e la fine della guerra del Vietnam avevano spazzato via le utopie e le illusioni degli anni ‘60. Mentre la dimensione collettiva perdeva sempre più importanza, l’unico viaggio decisivo da intraprendere era all’interno di noi stessi, senza trascurare le zone d’ombra, la “faccia oscura della luna”.
Time,uno dei brani più emozionanti di The Dark Side of the Moon,è una profonda riflessione sul trascorrere inesorabile del tempo e sulla sua inafferrabilità. L’assolo di David Gilmour all’interno della canzone è considerato uno dei vertici del blues moderno per il suo incredibile uso del bending, del sustain e dell’uso magistrale dello spazio tra le note, in cui privilegia l’espressività alla velocità.
Money (1973)
L’assolo di David Gilmour in Money, contenuta nel capolavoro The Dark Side of the Moon, è uno dei suoi più celebri per la sua struttura dinamica e l’uso magistrale degli effetti. Mentre il brano è prevalentemente in 7/4, l’assolo di Gilmour passa a un più tradizionale 4/4. Questo permette una maggiore libertà espressiva e un feeling blues-rock più “dritto”. Gilmour divide l’assolo in tre sezioni distinte che aumentano progressivamente di intensità.
