Faneto è stato condannato a tre anni di reclusione
L’accusa riguarda maltrattamenti e percosse nei confronti della sua ex fidanzata
Faneto, fonte: Instagram
Il rapper Faneto, nome d’arte di Valentin Antonio Segura, 23 anni, è stato condannato a tre anni di reclusione. L’accusa riguarda maltrattamenti e percosse nei confronti della sua ex fidanzata. Già nell’ottobre scorso, inoltre, nei suoi confronti era stata disposta una misura cautelare che prevedeva il divieto di avvicinamento, con l’applicazione del braccialetto elettronico. La sentenza è stata pronunciata nei giorni scorsi dalla giudice per l’udienza preliminare di Milano, Chiara Valori, nell’ambito del processo celebrato con rito abbreviato, nato dall’indagine della Polizia e coordinato dal pubblico ministero Andrea Zanoncelli.
Inoltre, come disposto dalla giudice per le indagini preliminari Silvia Perrucci, su richiesta dei pubblici ministeri Andrea Zanoncelli e Letizia Mannella, a Faneto è stato imposto il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla donna e dai suoi familiari.
I fatti che hanno coinvolto Faneto
“Ricordati che morirai, ma prima sarai sco***a da tutti i miei amici. Ormai non ho più nulla da perdere”. “Se farai girare il video sul web ti sgozzerò di persona. E se non ti farai trovare me la prenderò con i tuoi”. Erano questi i messaggi inviati da Faneto alla ex fidanzata Alessandra che, successivamente, nell’ottobre scorso, ha deciso di denunciare le violenze subite.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, la giovane avrebbe riportato lividi sul volto e sarebbe stata vittima di minacce di morte, insulti (“sei una mer** umana”) e continui soprusi. Per mesi, infatti, la ragazza avrebbe subito comportamenti violenti da parte del rapper. Inoltre, aveva spiegato di aver scelto di rendere pubblica la propria storia proprio a causa delle continue minacce ricevute anche dopo la fine della relazione.
In seguito alla denuncia, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo d’indagine. Nel frattempo, anche la sua ex etichetta discografica, Trenches Records, fondata da Rondodasosa, ha deciso di prendere pubblicamente le distanze dall’artista. In particolare, attraverso una nota, la label ha dichiarato: “Tutto il ricavo delle sue edizioni sarà donato ad associazioni contro la violenza sulle donne. Nella nostra cultura non c’è spazio per chi commette atti di questo tipo”.

