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Mercato discografico italiano: nel 2025 crescita del 10,7% a oltre mezzo miliardo di euro

Il nostro paese mantiene ancora ritmi di crescita nettamente superiori alla media europea e globale, come emerge dal report annuale di FIMI

  • Il18 Marzo 2026
Mercato discografico italiano: nel 2025 crescita del 10,7% a oltre mezzo miliardo di euro

Foto di Ran Liwen / Unsplash

Il mercato discografico italiano continua a crescere per l’ottavo anno consecutivo. Nel 2025 i ricavi complessivi hanno raggiunto i 513,4 milioni di euro, un aumento del 10,7% rispetto al 2024 e il doppio del giro d’affari del 2019. Si tratta di un ritmo di crescita nettamente superiore rispetto alla media europea (+5,6%) e globale del (6,4%). Ad oggi l’Italia è l’undicesimo mercato più grande a livello mondiale. È quanto rivela FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) nel nuovo report annuale dedicato al settore.

In Italia il valore della musica registrata supera così quello del box office cinematografico, pari a 496,5 milioni di euro, secondo il Rapporto CINETEL 2025.

Lo streaming

Lo streaming si riconferma il principale motore del mercato, con oltre 340 milioni di euro di ricavi (due terzi del totale) e una crescita del 9,6% su base annua. In particolare, gli abbonamenti streaming crescono del 14,1% a 234,4 milioni di euro. Invece il segmento free segna una flessione del 2,2% a 51,3 milioni. In crescita moderata lo streaming video, che totalizza 54,8 milioni (+3,8% rispetto all’anno precedente).

Nel 2025 è stata riprodotta la cifra record di oltre 99 miliardi di stream, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente. Il 54% degli stream proviene da account premium, mentre il 46% attraverso account free. Nel corso del 2025 il mercato ha registrato una media di 1.9 miliardi di stream a settimana: i picchi degli ascolti sono stati raggiunti nella settimana successiva al Festival di Sanremo 2025 e durante l’ultima settimana dell’anno.

I formati fisici

I formati fisici continuano a espandersi, raggiungendo 74,7 milioni di euro (+21,9%) e arrivando a rappresentare il 15% del mercato. Il vinile si conferma il formato dominante, con un incremento del 24,2%, ma anche i CD crescono in modo rilevante (+15,1%). Nel complesso sono stati venduti 4.6 milioni di prodotti fisici, di cui il 51% in formato CD e il 47% in formato vinile.

Nel 2025 l’Italia rappresenta il nono più importante mercato al mondo per quanto riguarda i ricavi da formati fisici. Complessivamente durante l’anno sono stati venduti 4.6 milioni di prodotti fisici.

La preferenza degli acquirenti va alle uscite recenti: gli album pubblicati fra il 2020 e il 2025 hanno rappresentato il 71% delle copie vendute. Anche in ambito digitale si nota questa tendenza: secondo NIQ, le nuove uscite valgono il 16% del mercato dello streaming e l’82% degli stream è generato da brani pubblicati dal 2010 in poi.

Gli altri ricavi

Tra le altre fonti di ricavo, i diritti connessi crescono del 9,8%, raggiungendo 82,1 milioni di euro e confermandosi come seconda fonte di ricavi del settore, mentre il segmento delle sincronizzazioni si attesta a 12,2 milioni, registrando una flessione del 5,7% dovuta alla decrescita delle produzioni cinematografiche italiane.

In termini di royalties generate dal consumo di musica italiana all’estero, nel 2025 i ricavi sono aumentati del 13,9%, superando i 32 milioni di euro (combinando fisico, sincronizzazioni, diritti connessi e digitale, che occupa da solo l’88% dei ricavi). Su questo fronte, negli ultimi sei anni c’è stata una crescita complessiva del 180%.

Per la prima volta, la musica in lingua italiana è entrata a far parte del club Spotify dei 100 milioni di dollari, ovvero di quelle lingue la cui musica genera almeno 100 milioni di dollari di royalties all’anno.

Il mercato globale

Anche a livello mondiale l’interazione con i servizi di streaming in abbonamento è il fattore chiave che rappresenta il 52,4% dei ricavi, cresciuti del 6,4% nel 2025. L’industria discografica globale ha raggiunto i 31,7 miliardi di dollari nel 2025, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita e superando per la prima volta la quota di 30 miliardi.

La fonte principale dei ricavi è lo streaming in abbonamento, che ha registrato una crescita dell’8,8% rappresentando il 52,4% del totale dei ricavi. A livello internazionale gli utenti che hanno sottoscritto un abbonamento a un servizio di streaming musicale sono 837 milioni.

In questo scenario, i formati fisici sono cresciuti dell’8%, trainati dal vinile (+13,7%), che segna il suo diciannovesimo anno consecutivo di crescita a livello internazionale.

L’Italia, come dicevamo, si colloca appena fuori dalla top 10 dei mercati più grandi. La new entry di quest’anno è il Messico (decimo), mentre la Cina sale al quarto posto, dopo USA, Giappone e Regno Unito. Sono dati che emergono dal Global Music Report 2026 di IFPI, pubblicato oggi.

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