Gli Oasis anticipano un importante annuncio con uno show di droni a Manchester
Lo spettacolo di luci ha indicato la data di lunedì 14 settembre
Giovedì sera, l’iconico logo degli Oasis è apparso nel cielo sopra l’Etihad Stadium di Manchester, disegnato da una formazione di droni luminosi. Poco dopo, nel cielo sono comparsi due numeri: 14 settembre, ore 16:00 BST (le 17:00 in Italia).
La band ha condiviso venerdì mattina (11 settembre) sul proprio profilo Instagram il video dello spettacolo, che anticipa così l’appuntamento fissato per lunedì.
Il teaser è l’ultimo indizio che alimenta le ipotesi sull’annuncio di un possibile tour nel 2027, dopo una serie di segnali condivisi dalla band. Nell’ultima settimana, infatti, sul profilo Instagram ufficiale degli Oasis sono apparsi diversi brevi clip che sembrano suggerire alcune delle possibili destinazioni della prossima parte del tour.
I fan hanno provato a decifrare gli easter egg nascosti nei video, individuando finora otto città: Glasgow, Manchester, Monaco di Baviera, Barcellona, Amsterdam, Parigi, Roma e Boston.
Il Live ’25 reunion tour degli Oasis ha fatto tappa nel Regno Unito e in Irlanda, in America Latina, Asia e Nord America. Da allora, le indiscrezioni su una nuova serie di concerti si sono moltiplicate, alimentate anche da Liam Gallagher, che sul suo profilo X ha più volte lasciato intendere che la band potrebbe tornare dal vivo.
Il nuovo documentario degli Oasis
Le nuove indiscrezioni arrivano inoltre a pochi giorni dall’uscita del documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger, approdato nelle sale del Regno Unito mercoledì 9 settembre e nel resto del mondo venerdì 11 settembre.
Diretto dal creatore di Peaky Blinders Steven Knight, il film racconta il dietro le quinte del Live ’25 e include immagini delle esibizioni dal vivo e la prima intervista congiunta di Noel e Liam Gallagher dopo decenni.
Parlando con Billboard UK all’inizio di questa settimana, i registi Will Lovelace e Dylan Southern hanno raccontato la pressione vissuta durante le riprese nella sala prove. «Eravamo molto consapevoli di non voler essere quelli che avrebbero rovinato la reunion degli Oasis», ha spiegato Southern. «Non volevamo essere la troupe che si metteva in mezzo, interferiva, li frustrava o li faceva incazzare!»

