Tony Boy è stato interrogato a San Vittore
“Non ho mai spacciato, la droga che avevo era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza”, ha dichiarato il rapper
Tony Boy, foto di Andrea Bianchera
È iniziato nel carcere milanese di San Vittore l’interrogatorio di Tony Boy, arrestato il 22 agosto nella sua abitazione milanese con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di cocaina, marijuana e hashish, oltre al possesso di una pistola Beretta calibro 6.35 “clandestina” e di una cinquantina di munizioni. A interrogarlo è la gip Chiara Valori, mentre a difenderlo è l’avvocato Niccolò Vecchioni, legale di altri nomi noti della scena trap coinvolti in vicende giudiziarie, tra cui Baby Gang e Simba La Rue.
Nel corso dell’interrogatorio, Tony Boy ha respinto con fermezza l’accusa di spaccio, sostenendo che la droga trovata fosse destinata esclusivamente al consumo personale. “Non ho mai spacciato, la droga che avevo era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza”, avrebbe dichiarato. Sulla pistola, invece, il trapper ha ammesso di averla posseduta, spiegando di averla acquistata per difendersi dopo aver subito un furto in casa.
“La pistola l’ho comprata attraverso un gruppo Telegram”. È quanto avrebbe raccontato Tony Boy, spiegando di essersi rivolto a contatti presenti in un gruppo che offrirebbe questo tipo di servizi illeciti. La difesa ha inoltre evidenziato la fragilità del cantante, parlando di una dipendenza da sostanze stupefacenti e dell’assunzione di psicofarmaci regolarmente prescritti da un medico.
L’interrogatorio a Tony Boy: il possesso di pistola per autodifesa
L’interrogatorio è durato circa un’ora. “Ha contestato l’accusa di spaccio con fermezza e ha reso, invece, dichiarazioni confessorie sull’arma”, ha spiegato l’avvocato Vecchioni. La difesa ha chiesto che non venga applicata alcuna misura cautelare oppure, in subordine, gli arresti domiciliari. La decisione del gip è attesa in giornata.
Secondo il legale, la pistola sarebbe stata detenuta esclusivamente per autodifesa dopo il furto subito nell’abitazione, già denunciato dal cantante. “In risposta ha deciso di procurarsi quella pistola. Lui ha fornito indicazioni su come si sia procurato quell’arma”, ha aggiunto Vecchioni.
Non è stata invece affrontata durante l’interrogatorio la questione della diretta social realizzata da Tony Boy mentre la polizia effettuava la perquisizione. Come ha chiarito il difensore, il fatto “non rientra nei fatti” contestati nella richiesta di custodia cautelare in carcere presentata dal pm. Per questo episodio il trapper è indagato a piede libero per trattamento illecito di dati.
Quanto all’accusa di spaccio, Vecchioni ha parlato di “quantitativi modici”, sottolineando come il suo assistito sia “un giovane che ha una conclamata dipendenza da più sostanze e con evidenti capacità economiche per procurarsi le provviste per uso personale”. La difesa ha inoltre chiesto la trasmissione di una copia della denuncia relativa al furto subito dal cantante.
La richiesta di carcere della pm
La gip dovrà ora decidere sulla convalida dell’arresto e sulla misura cautelare. La pm Sara Ombra ha chiesto il carcere, definendo “incontestabile” il reato di “detenzione di un’arma con matricola abrasa con caricatori e relative cartucce”. Una circostanza che, secondo la Procura, sarebbe indicativa della “elevatissima pericolosità del soggetto”. La pistola, come riportato negli atti, era stata “nascosta nella stanza da letto sopra l’armadio”. Nel frattempo, davanti al carcere sono arrivati anche due giovanissimi fan del rapper, convinti di poterlo vedere uscire dal penitenziario.
Tra gli elementi riportati dagli investigatori c’è anche il ritrovamento di sei bombole di elio vuote nel giardino della villetta in cui Tony Boy vive in affitto e di altre cinque bombole piene all’interno dell’abitazione. Secondo quanto si legge nell’annotazione, l’elio sarebbe stato utilizzato negli ultimi tempi come sostanza in grado di provocare alterazioni psicofisiche e allucinogene, in un fenomeno definito “di ampia diffusione nei giovani”, anche minorenni, che “emulando personaggi di rilievo sui social” ne farebbero uso, proprio “come Hueber”. Le bombole non sono state sequestrate perché possono essere vendute liberamente.
Per la Procura ci sarebbero inoltre “gravi indizi” in relazione all’accusa di spaccio: nella casa sarebbero stati trovati circa 4 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish e circa un grammo di marijuana. Tra gli elementi a sostegno dell’ipotesi di spaccio figura anche un “bilancino di precisione” trovato in camera.
Nella richiesta di custodia cautelare, la pm contesta infine il pericolo di reiterazione dei reati, anche “con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale”. Tony Boy è inoltre indagato a piede libero per resistenza, ricettazione e trattamento illecito di dati.

