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“Futura” ripresa da Vannacci, Stefano Bonaga: «Lucio si ribalterebbe nella tomba»

La canzone del cantautore bolognese viene utilizzata alla convention di Futuro Nazionale e i parenti dell’artista protestano

  • Il16 Giugno 2026
“Futura” ripresa da Vannacci, Stefano Bonaga: «Lucio si ribalterebbe nella tomba»

Lucio Dalla Foto: Archivio Sony

“Chissà chissà domani/su che cosa metteremo le mani/se si potrà contare ancora le onde del mare/e alzare la testa”, cantava Lucio Dalla nella sua Futura. Adesso, le parole di questa celebre canzone del 1980 sono diventate il sottofondo per accompagnare i comizi di Futuro Nazionale, il partito guidato dal generale Roberto Vannacci. 

Un gesto che ha creato un grande dibattito, non solo mediatico, ma anche tra i parenti del cantautore scomparso che commentano l’episodio come segue: «Non ne sapevamo nulla. L’uso politico della canzone è un fatto molto spiacevole». Gli uffici di via d’Azeglio aggiungono anche di non aver mai «consentito un uso delle sue opere in alcun contesto politico, peraltro Lucio era estraneo a certi ragionamenti. Una cosa del genere non ci era mai capitata».

Parenti, amici e artisti si ribellano all’utilizzo della canzone di Dalla al comizio di Vannacci

«Lucio si rivolterebbe nella tomba», dice criticamente Stefano Bonaga, amico stretto di Lucio Dalla. «Me lo immagino in “Se io fossi un angelo”, tornare fra noi e mettere a posto le cose», conclude Bonaga.

A indignare i parenti e gli amici di Dalla è proprio l’accostamento – senza previo consenso dell’utilizzo dei versi di Futura ad un partito. “Si muoverà e potrà volare/nuoterà su una stella/come sei bella/e se è una femmina si chiamerà futura”, recitano i versi del brano. «Siamo rimasti sconvolti», ha commentato il legale di Lucio Dalla, Eugenio D’Andrea chiedendo anche di non accostare i versi del cantautore al partito del generale. «Lucio Dalla non ha mai avuto bandiere». 

La famiglia e gli amici di Lucio Dalla, operò, non sono gli unici ad essere rimasti sbalorditi da questo gesto. «Forse Vannacci non l’ha capita. Quello che dice lui è in totale contrasto con quello che Lucio esprime in Futura», ha detto a gran voce Gaetano Curreri, cantautore e tastierista degli Stadio. «Eravamo insieme a Berlino davanti al Muro quando la scrisse», aggiunge l’artista. «Lucio era per unire e non per dividere, credeva nella pace, nella convivenza delle diversità».

La risposta del partito

Dall’altra parte, il generale Roberto Vannacci decide di rispondere a tali critiche dicendo che non c’è stato nessun tipo di utilizzo indebito di Futura di Lucio Dalla. Il leader di Futuro Nazionale aggiunge anche che nella diffusione della canzone durante il comizio politico sono state rispettate le norme Siae e quelle del diritto d’autore. 

«Abbiamo agito in assoluta legalità. Sono state pagate le competenze dovute per la pubblica esecuzione», rimarca il generale. La divulgazione del brano sarebbe avvenuta come intermezzo durante i lavori assembleari. Ciò significa che la sua diffusione era nel corso di un’attività coperta dalla licenza Siae per gli eventi. «La canzone è trasmessa nel rispetto assoluto del valore artistico del Maestro Dalla, senza alcun intento di appropriazione o di accostamento forzato della sua figura a una specifica parte politica», conclude Vannacci respingendo l’accusa di indebito utilizzo di Futura.

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