Top Story

Rosalia ha interrotto il live di Milano a metà. Che cosa è successo

La cantante catalana ha dovuto fermare l’imponente show a causa di un malore. Ecco che cosa è successo fino alla undicesima canzone

  • Il26 Marzo 2026
Rosalia ha interrotto il live di Milano a metà. Che cosa è successo

Rosalìa in concerto, foto di Garet Cattermole, Getty Images

Ieri sera Rosalia ha dovuto interrompere il concerto di Milano, all’Unipol Forum di Assago. Il monumentale, atteso, studiatissimo live del suo Lux Tour. Finito con una fiumana di persone colorate, con veli da sposa, da suora o nella loro versione dark, che arrivavano da ogni parte d’Europa, e che soltanto alle 22.18 si sono riversate fuori per raggiungere i parcheggi o la stazione della metropolitana.

Il live era già iniziato con un certo insolito ritardo, dalle 20.30 annunciate gli elementi dell’orchestra hanno raggiunto la loro postazione in mezzo alla platea soltanto intorno alle 21.15. Mentre Rosalia è comparsa sul palco nell’ormai famoso tutù rosa solo alle 21.24.

Tutto comprensibile, vedendo ciò che è successo intorno alle 22, ma non intuibile. Perché, a parte un lieve ritardo tra un brano e l’altro, Rosalìa ha dato davvero tutto il massimo possibile per i due atti completi della sua opera-concerto che è riuscita a presentare.

Rosalia a Milano: che cosa è successo

Ma dopo 11 canzoni sulle 26 in programma, dopo De Madruga non c’è stato niente da fare. L’artista catalana esce sul palco e che non ce la fa proprio a continuare. “Scusate, non so come fare. Ho preso una brutta infezione alimentare, continuo a vomitare di là. Tra un po’ forse dovrò interrompere”. Il pubblico urla subito di non continuare, nonostante il biglietto ottenuto con una certa fatica (il live è andato sold-out in meno di un’ora) e pagato a caro prezzo. Passano pochi minuti e Rosalìa esce di nuovo: “Mi dispiace davvero ma sono costretta a interrompere”. Sconcerto, delusione. In effetti, una situazione inedita per uno show così imponente e che, fino a quel momento, aveva rispettato tutte le aspettative.

Rosalia: arte e genuinità assolute

Perché di sicuro quello che il pubblico percepisce di Rosalìa è, oltre a una vena artistica e a una capacità interpretativa fuori dal normale, anche una sincerità espressiva unica. Una genuinità che le permette di mostrare uno show ultra-costruito, ricchissimo di rimandi simbolici, dai look alle coreografie, come se fosse lo spettacolo più semplice e naturale possibile. Lux è massimalista come Motomami era minimalista”, aveva spiegato a Zane Lowe a novembre quando aveva paragonato l’ultimo al penultimo lavoro. E così si è intuito dai due atti della sua enorme opera che Rosalìa è riuscita a presentare sul palco di Milano.

La scaletta del concerto di Milano

I primi brani seguono l’ordine dell’album Lux, dove Rosalìa ha osato unire la musica classica suonata dalla London Simphony Orchestra con la techno, in ben 13 lingue (il miglior album internazionale del 2025 secondo la nostra redazione). Rosalìa canta quindi in italiano per Mio Cristo Piange Diamanti, non senza rendere omaggio al nostro patrimonio e commuovendosi, come già era successo in alcune date iniziali del tour. “Puccini, Verdi sono stati di grande ispirazione per me. Il mio italiano non è perfetto ma vi canto questo brano con il cuore”. Rosalìa canta perfettamente (non c’è traccia di autotune) con il microfono dove è riprodotta in miniatura la Sagrada Familia di Gaudì.

Poi parte il secondo atto con Berghain, il singolo che aveva introdotto il suo nuovo progetto, e che termina (proprio come era già successo alla cerimonia dei Brit Awards) con il remix di Conrad Taylor. Il Forum si trasforma in un enorme rave e facendo iniziare così il secondo atto.

Il concerto come l’arte di Rosalia unisce l’alto e il basso

Perché comunque Rosalìa ieri sera, anche se in un’oretta scarsa, è riuscita nell’impresa di far immergere lo spettatore in atmosfere completamente diverse, con lo stesso intento della sua arte. Unire e sperimentare l’alto e il basso: la musica classica, la techno, l’hip hop, il reggaeton di Saoko e la Fama, in una eccezionale versione orchestrale, finendo con De Madruga, con il flamenco che agli inizi tanto hanno contestato a lei, catalana, gli andalusi.

Rosalìa rimane sincera anche e soprattutto quando saluta la “sua Giulia” (Giulia Stabile, ex vincitrice di Amici) che è nel corpo di ballo per questo nuovo tour e ne ricorda la grande bravura, facendola commuovere ed entusiasmando il pubblico. È sincera, anche quando si ferma a guardare in modo consapevole e grato tutto il pubblico del Forum alla fine di Berghain. Ecco forse solo lì si poteva intuire a posteriori che c’era in fondo anche un po’ di tristezza in quell’indugiare, perché l’artista non si sentiva in grado di poter offrire il meglio di sé.

Share: