Culture

“Retrospectrum”: in mostra al Maxxi di Roma il Bob Dylan pittore

La mostra apre una finestra su un aspetto non nascosto ma di sicuro poco propagandato del multiforme ingegno del cantautore: quello di artista figurativo

Autore Federico Guglielmi
  • Il5 Marzo 2023
“Retrospectrum”: in mostra al Maxxi di Roma il Bob Dylan pittore

Bob Dylan (foto di Ken Regan)

Tutti conoscono in modo più o meno approfondito il Bob Dylan musicista-cantautore nonché Premio Nobel per la letteratura, ma certo non sono altrettanti ad avere dimestichezza con la sua attività nell’ambito delle arti figurative. Il pubblico di massa non ne sa di solito nulla e addirittura molti degli estimatori attenti ritengono tale impegno una sorta di hobby a tempo perso se non un semplice, saltuario vezzo.

La mostra Retrospectrum

La mostra Retrospectrum curata da Shai Baitel – una “prima” europea; in precedenza, Shangai, Pechino, Shenzhen e Miami – che il Maxxi di Roma ospiterà fino al 30 aprile chiarisce invece che la produzione dal Dylan pittore, illustratore e scultore è qualcosa di assai più serio e meritevole di attenzione: oltre che per la sua qualità intrinseca, ormai certificata da più esperti della materia, per l’evidente dedizione messa in campo, per la quantità e l’eclettismo, per il dinamismo di un percorso creativo distinto da quello delle canzoni ma ad esso parallelo. Non mancano, però, le convergenze.

“Cosa fa di un disegno un bel disegno? Le linee giuste nei posti giusti. Cosa fa di un testo un buon testo? Le parole giuste all’interno della giusta melodia”. Così l’Uomo di Duluth introduce “Mondo Scripto”, sezione dove i versi di parecchi suoi brani – vergati a mano da lui stesso, con grafia elegante – sono abbinati a disegni a matita che ne rivelano il nocciolo o ne mettono in risalto un particolare.

In questa sala, la più ampia e luminosa, trovano posto anche un maxischermo che proietta in loop il geniale videoclip ante litteram – era il 1965! – di Subterranean Homesick Blues, con vicino una composizione  di sessantaquattro dei cartelli mostrati e via via lasciati cadere nello storico filmato di D.A. Pennebaker; uno “storyboard” di Knocking on Heaven’s Door in sedici disegni sempre a matita; le purtroppo poche “sculture” assemblate con vecchi oggetti di ferro riciclati che costituiscono il settore denominato appropriatamente “Ironworks”; i lavori, anch’essi in numero esiguo, della serie “Revisionist”, che propone versioni rivedute e corrette – negli strilli, nella grafica, nei colori – di copertine di riviste.

Due ore di incontro con l’altro lato di un artista

Con l’eccezione della “Early Works” collocata all’inizio, una piccola raccolta di schizzi giovanili apparsi nel volume Writings and Drawings del 1973, le ultime quattro collezioni allineano quadri di ispirazione diversa, dalle tinte vivaci e intense ma non troppo sgargianti: “The Beaten Path”, “The Drawn Blank”, “New Orleans” e “Deep Focus” sono incentrate rispettivamente sui paesaggi americani, sulle elaborazioni di bozzetti tratteggiati a mo’ di istantanee-ricordo durante il “Never Ending Tour” del periodo 1989-1992, sulla rinomata città “musicale” della Louisiana e sulle trasposizioni di scene da film.

Tele di dimensioni anche notevoli, realizzate con varie tecniche (acrilico, olio acquerelli), che vantano qualità espressive non comuni: attestati di un talento vero e non curiosità legate al blasone di chi le ha firmate. Ecco allora vedute western e urbane (menzione d’obbligo per un grande trittico newyorkese), scorci della provincia USA, flash visuali in chiaroscuro che evocano Edward Hopper e Red Grooms, edifici imponenti, assortita umanità.

Un’emozione in più, almeno per gli abitanti della Città Eterna, è regalata da “When I Paint My Masterpiece”, dipinto del 2020 in cui è ritratta la chiesa di Trinità dei Monti con la sua celebre scalinata; ce lo si trova davanti imboccando un corridoio laterale e ci si scopre rapiti dalla sua grazia.

Forte di un abbondante centinaio di opere, Retrospectrum garantisce un paio d’ore di appassionata connessione con “un altro”, sorprendente Bob Dylan.

I quadri di Bob Dylan

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