“Stay in Scampia” non è solo il docu-film su Red Bull 64 Bars ma un racconto utile per scoprire l’energia nuova

Dopo il 64 Bars Live a Scampia di ottobre, arriva un documentario disponibile da ieri notte su RaiPlay. Racconta la vita di 4 ragazzi che vivono il quartiere con il grande evento sullo sfondo. Perché i pregiudizi esistono ancora. E si può solo rispondere con la normalità
Manuela, una dei quattro protagonisti di Stay in Scampia. Foto: Courtesy Red Bull
Manuela, una dei quattro protagonisti di Stay in Scampia. Foto: Courtesy Red Bull

“No, a Scampia o Secondigliano non ci vado col taxi. Preferisco perdere la corsa”. Non è il 1993, nemmeno il 2007. È l’11 gennaio 2023 e ci troviamo a Napoli per la presentazione del docu-film Stay in Scampia, prodotto da Red Bull e visibile da ieri sera su RaiPlay.

Un docu, con la regia del collettivo milanese Santabelva, che è un’appendice – ma in realtà qualcosa di molto più e di diverso – al super concerto dell’8 ottobre, Red Bull 64 Bars Live From Scampia, con più di 8mila persone riunite in piazza Ciro Esposito. Che tra l’altro verrà replicato quest’anno, sempre più o meno a fine settembre-inizio ottobre e sempre a Scampia. Con un evento costruito in maniera ancora più sorprendente, come hanno spiegato ieri sera al Foqus, Fondazione Quartieri Spagnoli Onlus. Un luogo (dal grande fascino) che era abbandonato e che è diventato centro propulsivo di attività creative per tutto il quartiere centrale.

Ma andiamo piano e torniamo alle parole del tassista che ci stava accompagnando in hotel. E che mostrano in maniera evidente una verità: i pregiudizi sulla zona di Scampia non sono morti. D’altro canto, quindi, per combatterli è decisamente utile organizzare eventi di gran respiro e attenzione mediatica come quello di ottobre, dove si sono uniti sullo stesso palco Ernia, Fabri Fibra, Guè, Madame, Marracash, Geolier e Dj Ty1. Senza dubbio alcuni dei più importanti rappresentanti del rap game italiano.

“Si può partire da lì per costruire un racconto diverso”, rispondiamo infatti timidamente in gruppo noi che arriviamo dal Nord e probabilmente non capiamo in profondità la situazione che abbiamo di fronte. Da una narrazione diversa nascono fatti concreti diversi. Non siamo certo i primi a scoprirlo.

“Ci vorranno anni per cambiare la mentalità”, risponde lui. Ma in Stay in Scampia, in realtà, vengono raccontate storie molte comuni di vite assolutamente normali. Quelle di 4 ragazzi giovani che, chi più chi meno, vengono a contatto con il concerto. E che sicuramente non hanno più molta voglia di vedere il loro quartiere sotto i riflettori solo per storie di cronaca legate a spaccio e camorra. Ma hanno deciso di restarci per cercare di costruire qualcosa di nuovo. Come le oltre 40 associazioni che lavorano quotidianamente a Scampia.

Tra quelli più a contatto con il concerto c’è sicuramente Vettosi, tra i rapper di punta della nuova scena partenopea. Tra gli opening act di Red Bull 64 Bars Live. Timbro profondissimo, come spesso le sue rime e le sue riflessioni. «Ho un mare di persone davanti a me che arrivano da tutta Napoli e da tutta Italia qui in piazza a Scampia. Io mi rivedo in ognuno di loro, sto suonando a casa mia e pure a casa loro», racconta lui, (Francesco) Vettosi, che pare molto più maturo dei suoi 19 anni.

Poi c’è la storia di Vincenzo, aspirante regista che si ritrova sul palco del 64 Bars tra le comparse per Madame. Di Danilo, tiktoker con una missione precisa: scardinare i luoghi comuni. E infine Manuela, ballerina diciottenne che nella danza ha trovato molto di più di un passatempo o un lavoro. «Ho avuto dei problemi personali, ho perso mio padre qualche anno fa ed ero veramente giù. Ma quando ho iniziato a ballare ho capito che potevo isolarmi completamente dal mondo e essere me stessa».

I balli di Manuela e lei mentre rappa tra il pubblico del 64Bars durante lo show del suo preferito, Marracash, si alternano ai frammenti del concerto.

Così come tutto il docu-film. Vita reale, famigliare. Interni di case e poi l’energia pazzesca di quella notte che trasformò Scampia nella capitale del rap. Quella stessa energia della scena musicale napoletana che pare davvero irrefrenabile. Come stanno dimostrando artisti al primo posto in classifica come Geolier (primo posto global dei debut album su Spotify per Il coraggio dei bambini) e il successo del Capodanno napoletano, con un ingente afflusso di pubblico da tutta Italia. Anche Red Bull 64Bars Live in Scampia è inserito nel programma di “Napoli, città della musica”. E questo non può essere che un nuovo inizio per la città partenopea, che ha sempre fatto della musica una componente fondamentale della sua storia. In tutte le zone. Nessuna esclusa.

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