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Amazon Music al Primavera Sound: «Il live streaming ha un impatto reale sulla crescita degli artisti»

Per il quinto anno consecutivo il festival spagnolo sarà trasmesso in diretta global: ne abbiamo parlato con Claire Imoucha (Head of Amazon Music Spain) e Mish Mayer (Global Head of Video Studios)

  • Il4 Giugno 2026
Amazon Music al Primavera Sound: «Il live streaming ha un impatto reale sulla crescita degli artisti»

A partire dal COVID-19, il comparto dei live sta vivendo da quasi un decennio una fase di profonda trasformazione, in cui l’esperienza del concerto non si limita più allo spazio del festival o del luogo fisico – uno stadio o un palazzetto – ma si estende a un pubblico globale grazie alle piattaforme digitali. Amazon Music ha da tempo intercettato questa tendenza, e per il quinto anno consecutivo porta il Primavera Sound di Barcellona (uno dei festival più importanti al mondo che si svolgerà da oggi fino a domenica ospitando artisti come Addison Rae, The xx, The Cure, Gorillaz, my bloody valentine, KNEECAP, PinkPantheress, Little Simz, Peggy Gou e Doja Cat), sugli schermi di milioni di spettatori attraverso Amazon Music, Twitch e Prime Video.

È così che «il live streaming diventa non un qualcosa di separato dall’universo della fruizione musicale, ma una parte integrante che rappresenta un valore aggiunto per il pubblico», come raccontano a poche ore dalla prima serata del Primavera Sound Claire Imoucha, Head of Amazon Music Spain, e Mish Mayer, Global Head of Video Studios, abbattendo i confini geografici e coinvolgendo le community digitali, anche le più giovani.

Molto importante per Imoucha e Mayer, infatti, è il rapporto con la Generazione Z, nata e cresciuta in un ecosistema dominato dai social media e dai contenuti fast, ma sempre più desiderosa di aggregazione e comunità, di spazi dove vivere esperienze e commentarle insieme. Piattaforme come Twitch rispondono a queste esigenze, trasformando il live streaming in un luogo di partecipazione collettiva dove i fan possono confrontarsi, scoprire nuovi artisti e vivere l’evento in tempo reale anche a distanza.

Ma il live streaming non giova solo al pubblico. Secondo Claire Imoucha e Mish Mayer, infatti, si tratta di uno strumento strategico anche per gli artisti stessi, e non solo gli emergenti: «pensiamo a una persona che si trova a casa propria, per esempio a Napoli, e che magari non conosce un’artista come Bad Gyal, già molto affermata in Spagna ma ancora poco nota in Italia. Questo tipo di esposizione offre agli artisti l’opportunità di essere scoperti in nuovi mercati».

L’intervista a Claire Imoucha (Head of Amazon Music Spain) e Mish Mayer (Global Head of Video Studios)

Qual è la lezione più importante che avete imparato dagli eventi musicali in live streaming? E in che modo ha cambiato il modo in cui Amazon Music progetta esperienze come il Primavera Sound?
Ad essere sincere, quando siamo entrati nel mondo del live streaming avevamo alcuni dubbi. Tuttavia, eravamo fiduciosi che Amazon Music e Amazon, insieme a Prime Video, Twitch e alle altre società del gruppo, sarebbero stati in grado di offrire un prodotto di altissimo livello sia per i fan sia per gli artisti. La lezione più importante che abbiamo imparato è che non ci sbagliavamo! Il live streaming non è qualcosa di separato dall’universo della fruizione musicale: è ormai una parte integrante che rappresenta un valore aggiunto per il pubblico, un’opportunità per chi non può essere presente sul posto di vivere comunque la musica dal vivo. È un’esperienza diversa, ma altrettanto coinvolgente. Inoltre, offre agli artisti la possibilità di mostrare la propria arte ben oltre la città in cui si esibiscono.

Oggi la maggior parte dei giovani scopre la musica in modo immediato attraverso TikTok, Instagram e i social media: come riuscite a coinvolgere la Gen Z in un’esperienza più lunga e immersiva come un concerto in diretta?
Il fatto di essere presenti anche su Twitch, una piattaforma con un pubblico molto giovane, rende tutto più semplice. Lì esiste una forte componente di community, che consideriamo fondamentale e che è molto importante per questa generazione: condividere l’esperienza, sia fisicamente guardandola insieme, sia virtualmente nelle chat e su Twitch, che fa parte dell’ecosistema dei social network. Vediamo i fan riunirsi online, commentare i concerti in tempo reale ed entusiasmarsi per gli artisti che stanno per salire sul palco.

Inoltre, offriamo una ritrasmissione disponibile per 24 ore, quindi tutto resta accessibile in qualsiasi momento. Anche questo è un aspetto molto apprezzato dalla Generazione Z. Non si tratta semplicemente di contenuti on demand: puoi seguire gli eventi nell’arco di 24 ore, ovunque ti trovi nel mondo. Man mano che la musica diventa sempre più globale e gli artisti superano i confini geografici, ciò che possiamo offrire è la possibilità di rendere tutto accessibile a chiunque. E poi la Generazione Z va ai concerti e ai festival. Alla fine si tratta della stessa esperienza, ma vissuta da casa oppure mentre sei in viaggio tramite l’app o Twitch.

Credete che il live streaming possa trasformare uno spettatore occasionale in un cliente o in un fan fedele del festival?
Sì, credo che i fan vogliano sentirsi più vicini agli artisti che amano e desiderino vederli più volte. Gli artisti oggi realizzano spettacoli straordinari nei festival. Non si limitano più a fare tournée: portano una creatività incredibile nelle loro performance. Essendo uno dei festival più importanti al mondo, Primavera Sound ospita spettacoli davvero eccezionali. Lo scorso anno artisti come Chappell Roan, Charli XCX e Sabrina Carpenter hanno portato sul palco performance straordinarie. E siamo certe che anche quest’anno vedremo esibizioni incredibili.

Il nostro obiettivo è rendere tutto questo accessibile. Puoi guardarlo in diretta, che è un’esperienza emozionante, e puoi anche rivederlo successivamente. Inoltre, grazie ai social media e ad altri canali, le persone possono recuperare i momenti salienti. Quando segui un live streaming, magari inizi per vedere uno o due artisti specifici, ma poi hai l’opportunità di restare connesso e scoprire nuovi talenti. È un’esperienza molto simile a quella che vivi fisicamente in un festival.

Quindi la scoperta di nuovi artisti è un aspetto importante per voi?
Assolutamente. È una componente fondamentale dell’esperienza festivaliera e cerchiamo di portarla anche a chi segue da casa. Disponiamo di due canali con esibizioni in sequenza continua e proponiamo una line up molto diversificata. Potresti vedere artisti molto diversi tra loro, appartenenti a generi completamente differenti. Ciò che è interessante è che sappiamo che molte persone restano collegate e guardano le performance man mano che si susseguono. In questo modo scoprono nuovi artisti. È ciò che accade anche nei festival: senti qualcosa che attira la tua attenzione e vai ad ascoltare.

Per gli artisti emergenti presenti al Primavera Sound, comparire in un live streaming globale di Amazon Music può rappresentare una grande opportunità. Avete esempi concreti di un impatto reale sulla crescita di un artista?
Non abbiamo un caso specifico da citare, ma possiamo dire con certezza che l’impatto esiste, e non solo sugli artisti emergenti. Pensiamo a una persona che si trova a casa propria, per esempio a Napoli, e che magari non conosce un’artista come Bad Gyal, già molto affermata in Spagna ma forse ancora poco nota in Italia. Questo tipo di esposizione offre agli artisti l’opportunità di essere scoperti in nuovi mercati e in altri Paesi, dato che i nostri live streaming vengono seguiti in tutto il mondo. Un artista molto famoso in un Paese può essere poco conosciuto altrove, e il live streaming gli permette di ampliare la propria base di fan a livello internazionale.

Qual è stata la sfida più grande per Amazon Music nel realizzare un live streaming globale di Primavera Sound?
C’è una grande complessità logistica, non lo nego. Sul lato della produzione televisiva lavorano centinaia di persone. Inoltre trasmettiamo su diverse piattaforme, ognuna con la propria identità e il proprio modo di fruire i contenuti in streaming. Per questo il modo in cui collaboriamo con Prime Video, Twitch e gli altri partner è fondamentale. Vogliamo adattarci alle esigenze degli utenti di ciascuna piattaforma. Dal punto di vista tecnico, il festival coinvolge numerosi palchi. Abbiamo telecamere distribuite in molte aree di Primavera Sound e coordinare tutto questo rappresenta una sfida enorme. Abbiamo iniziato a trasmettere in diretta su Twitch durante la pandemia di COVID-19, con un progetto molto piccolo, che negli ultimi sei anni è cresciuto costantemente. Dal punto di vista tecnologico vogliamo continuare a innovare e ad ampliare le possibilità.

E qual è la cosa che vi rende più orgogliose di questo progetto?
La cosa che mi entusiasma di più è la possibilità di guardare tutto direttamente dall’app. Poter seguire un live streaming con questa qualità tramite l’applicazione è davvero straordinario. Inoltre, continuiamo a utilizzare strategie già sperimentate con il live streaming di Bad Bunny e con molti altri eventi. Vediamo persone reagire e partecipare da fusi orari diversi. E quando si parla della crescita di un artista non c’è niente di più significativo che sapere che qualcosa sta accadendo in Spagna e che qualcuno in Giappone sta reagendo in tempo reale. È una prospettiva davvero entusiasmante.

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