Jazz:Re:Found 2026 fa sold out e trasforma Cella Monte in un ecosistema tra musica, benessere e territorio
Sono esauriti gli abbonamenti per l’intero festival e i biglietti di venerdì 28 agosto, giornata che avrà come momento centrale il ritorno dei Nu Genea in formazione full band
Jazz:Re:Found
A pochi giorni dall’inizio della sua diciottesima edizione, Jazz:Re:Found ha già messo a segno un doppio sold out. Sono esauriti gli abbonamenti per l’intero festival e i biglietti di venerdì 28 agosto, giornata che avrà come momento centrale il ritorno dei Nu Genea in formazione full band. E mentre i giornalieri delle altre date e i ticket combinati su più giornate vanno verso l’esaurimento, dal 27 al 30 agosto Cella Monte si prepara nuovamente a cambiare fisionomia.
Il piccolo borgo nel Monferrato UNESCO ospiterà infatti per quattro giorni quella che Jazz:Re:Found negli ultimi anni ha progressivamente trasformato in qualcosa di più ampio rispetto a un tradizionale festival musicale. Musica, certo, ma anche natura, gastronomia, pratiche olistiche, arte contemporanea, incontri e occasioni di ascolto: un ecosistema diffuso nel territorio che quest’anno trova una sintesi particolarmente esplicita nel claim HOMECOMING – Where We Belong.
È anche in questa dimensione che il sold out acquista un significato diverso dal risultato al botteghino. Jazz:Re:Found rivendica infatti un’idea di festival costruita attorno a una comunità e a un luogo preciso, contrapponendo la propria dimensione indipendente ai grandi eventi musicali. Cella Monte, che ospita questo format da oltre cinque anni, non è insomma soltanto lo sfondo della manifestazione: è l’anima stessa del progetto.
Dai Nu Genea a La Niña e Daddy G: la line up di Jazz:Re:Found 2026
La musica rimane naturalmente il cuore del festival, a partire da giovedì 27 agosto, quando Jazz:Re:Found entrerà subito nel vivo con una programmazione che attraversa generi e geografie differenti: sul Main Stage si alterneranno Fresh Mula, Pale Jay e Mind Enterprises, mentre a mezzanotte a San Quirico arriverà Habibi Funk, progetto diventato un riferimento internazionale nella riscoperta delle musiche del mondo arabo. Venerdì, giornata già sold out, il programma culminerà con i Nu Genea Live Band, mentre sabato vedrà tra i protagonisti Mr. Scruff, Sami Galbi, Venna e Acid Arab.
Altrettanto densa sarà la giornata conclusiva di domenica 30 agosto. Dopo Gilles Peterson nel pomeriggio, il Main Stage ospiterà dalle 18.30 Daddy G, membro fondatore dei Massive Attack, seguito da La Niña, con il suo incontro tra tradizione popolare, memoria mediterranea e ricerca contemporanea. A completare la serata ci sarà Arsenal Mikebe, ensemble di percussionisti d’avanguardia proveniente dalla periferia di Kampala che intreccia ritmi tradizionali ugandesi, vocalità soul, trance e jungle. La notte continuerà poi con Toy Tonics, Sicaria e JZ:RF Family.
Oltre la musica, il benessere
Per capire la direzione presa da Jazz:Re:Found, però, vale la pena guardare cosa succede quando il Main Stage è ancora spento. Lo Shambala Stage, curato da Morena Regis e Martina Feo, è lo spazio dedicato alle pratiche di benessere e alla ricerca di una dimensione più lenta all’interno del festival. Venerdì si comincia alle 11 con lo yoga di Luigi Ottone, seguito dal Morning Breath Flow di Martina Feo, dall’incontro Nutrire l’equilibrio di Giada Berardinello e da una sessione di yoga dedicata ai bambini.
Sabato il risveglio post-festa passa invece dall’After Party Reset Flow di Chiara Monateri, prima dell’Acroyoga Experience di Giulia Anselmi, dell’incontro Lo Zodiaco come viaggio dell’anima con Cristiana Chiocchetti e di un nuovo appuntamento di yoga per bambini. Domenica il programma attraversa Vinyasa, Qigong e Taiji fino a un incontro sull’origine e la pratica dei tarocchi con Ezra e Alice Mastroleo. Durante sabato e domenica saranno inoltre disponibili massaggi olistici e trattamenti Reiki a cura di Caesar Cavagnolo.
Non è l’unico modo in cui il festival prova a mettere il corpo e il paesaggio dentro l’esperienza. L’Ecomuseo diventa quest’anno anche un Listening Bar, dedicato a sessioni d’ascolto, talk, incontri e contenuti editoriali. Da lì partiranno inoltre due Morning Hike: quello di sabato, già sold out, accompagnerà il pubblico alla scoperta delle specie botaniche del territorio insieme a Sara Quatela, mentre domenica il producer e creator Klaus raccoglierà durante il percorso i suoni del paesaggio, destinati poi a entrare nella sua performance dal vivo.
Chiara Pavan: quando gastronomia e cultura musicale si incontrano
Anche la gastronomia entra nella curatela culturale del festival. Tra le presenze più significative dell’edizione 2026 c’è infatti la chef stellata Chiara Pavan, una delle interpreti più riconoscibili della cucina contemporanea italiana e, allo stesso tempo, profonda conoscitrice delle culture musicali.
La sua partecipazione non si limiterà alla cucina: Jazz:Re:Found le ha affidato una vera e propria capsule, che comprenderà la presentazione del suo nuovo libro, un dialogo con l’ambasciatore culturale del festival Raffaele Costantino all’interno di Clan Acustico e la cura di uno speciale appuntamento musicale. È forse uno degli esempi più chiari dell’intenzione di far dialogare discipline differenti senza relegarle al ruolo di semplice contorno della line-up.
A questa dimensione si affianca il rapporto con il tessuto gastronomico e commerciale locale: durante i giorni del festival, gli esercenti di Cella Monte e del territorio diventano parte dell’esperienza diffusa, facendo sì che il pubblico non viva il paese semplicemente come spazio da attraversare tra un palco e l’altro, ma come componente del festival stesso.
Cella Monte come parte della line up di Jazz:Re:Found 2026
La stessa logica torna nell’arte contemporanea. Palazzo Radicati ospiterà Riflessi di scena di Alessandro ANDO Magagna, nell’ambito della nuova collaborazione tra NUMM Fondazione per le arti contemporanee e Jazz:Re:Found. A questa si aggiunge FILO – Se la luce è accesa, c’è qualcuno dall’altra parte, installazione partecipativa diffusa di Gabriele Viscovo, che mette in comunicazione due luoghi attraverso telefoni a disco installati in piccole strutture di legno. Sono elementi apparentemente laterali rispetto a un cartellone che potrebbe vivere benissimo soltanto dei suoi nomi. Ma è proprio qui che Jazz:Re:Found sembra cercare la propria differenza.
Il festival definisce l’edizione 2026 attraverso la parola HOMECOMING, intesa non come ritorno nostalgico ma come riconoscimento di un’appartenenza: quella tra festival, pubblico e territorio. Una dichiarazione che assume un peso particolare proprio nell’anno in cui gli abbonamenti sono già esauriti.
Nonostante il sold out degli abbonamenti e della giornata di venerdì 28 agosto, restano ancora disponibili gli ultimi single ticket per giovedì, sabato e domenica. Un’ultima possibilità per entrare nel microcosmo di Jazz:Re:Found e vivere Cella Monte nei giorni del festival. Perché se il sold out racconta quante persone vogliono esserci, il resto del programma prova a spiegare perché vogliono tornare.

