TARAKA: una notte al Pacha per capire il mondo di GORDO
Siamo tornati a Ibiza per vivere l’experience della residency che fino al 29 settembre accende l’iconico club ogni martedì: un format magnetico, con un’identità molto forte
A fine agosto Ibiza cambia pubblico, ma non necessariamente ritmo. Una parte di chi ha trascorso qui l’estate comincia a lasciare l’isola, mentre un’altra sembra intenzionata a prolungare la stagione il più possibile. Poi ci sono gli arrivi brevi: weekend costruiti intorno a una data, gruppi che scelgono la serata ancora prima di prenotare il volo. Ed è proprio quello che è successo con TARAKA, la nuova residency di GORDO al Pacha, che fin dal debutto si è trasformata in una di quelle date capaci, da sole, di dettare l’agenda di un viaggio a Ibiza.
La residency occupa sei martedì consecutivi, dal 25 agosto al 29 settembre, dopo un primo appuntamento di lancio tenutosi a maggio. È una scelta interessante anche per il periodo: TARAKA parte quando il calendario estivo potrebbe già cominciare a rallentare e, al contrario, prova a spostarne più avanti il baricentro. GORDO lo fa insieme a una programmazione che nelle diverse settimane comprende, tra gli altri, Vintage Culture, Patrick Topping, HoneyLuv, Roger Sanchez, Nicole Moudaber e Alex Wann.
Il set di GORDO
La prima cosa che si nota entrando al Pacha è la varietà del pubblico. Ci sono gli habitué di Ibiza, riconoscibili anche da una certa naturalezza con cui vivono il club, e chi invece è arrivato sull’isola appositamente per questa data. Ci sono persone che seguiranno probabilmente più appuntamenti della residency e altre che hanno una sola notte a disposizione.
GORDO entra in questo contesto con un set che non ha bisogno di molti preamboli. La sua è un’elettronica immediata e molto fisica, costruita soprattutto intorno a house e tech-house, ma continuamente contaminata da elementi che rimandano al suo background latino e alla sua esperienza fuori dai confini stretti del clubbing.
È soprattutto il rapporto con il pubblico a rendere visibile il lavoro che GORDO sta facendo in console. Osserva molto la sala e modifica l’andamento del set in funzione dell’energia. Non c’è una distanza particolarmente marcata tra DJ e dancefloor: la serata funziona proprio quando diventa evidente che una parte sta influenzando l’altra. E questa alchimia continua per ore, fino alle cinque del mattino, senza mai perdere carica.
Intorno, il Pacha utilizza tutti gli elementi della propria produzione per alimentare la magia: ballerini, luci, fumo e visual intervengono durante la notte cambiando continuamente la scena. Sono elementi importanti, ma non diventano il centro dell’esperienza. Il club rimane prima di tutto una pista e la componente spettacolare viene utilizzata per sottolineare alcuni passaggi del set, non per sostituirli. È una distinzione meno banale di quanto sembri in un momento in cui molte grandi serate internazionali tendono sempre più verso il formato dello show.
TARAKA è la conferma dell’evoluzione di GORDO
TARAKA permette anche di capire bene dove si trovi oggi GORDO nel suo percorso artistico. Il produttore nicaraguense-americano ha costruito questa identità dopo la lunga fase della carriera vissuta come Carnage, abbandonando progressivamente un approccio più legato all’EDM per concentrarsi su house e techno. Negli ultimi anni ha lavorato con artisti molto lontani tra loro, ha prodotto per Drake, collaborato con nomi come Feid, Maluma e T-Pain ed è arrivato alla nomination ai Grammy per il lavoro realizzato sull’album omonimo di Diplo. Nel 2024 ha pubblicato DIAMANTE, il suo primo album come GORDO, rendendo ancora più esplicito il legame tra elettronica e cultura latina che oggi attraversa anche i suoi set.
Al Pacha questa evoluzione si traduce in qualcosa di più semplice da osservare: GORDO ha ormai un suono e soprattutto un pubblico riconoscibili. Non necessariamente omogenei, ed è forse questo il punto. Guardando i presenti si passa da chi conosce ogni passaggio a chi sembra incontrare per la prima volta il suo mondo musicale. La risposta, però, resta sorprendentemente compatta.
Verso la fine della notte il club non dà l’impressione di aspettare semplicemente l’ultimo disco, ma di voler proseguire la serata no stop: la pista è ancora euforica e il set conserva la stessa elettricità delle ore precedenti.
Con altre cinque date all’orizzonte e una programmazione che proseguirà fino alla fine di settembre, TARAKA allunga l’estate ibizenca imponendosi come uno degli appuntamenti più travolgenti della stagione. Un format con un’identità forte, magnetico, capace di andare oltre le logiche della classica residency e di costruire un immaginario tutto suo. E dal dancefloor, la sensazione è che al Pacha abbia trovato la sua dimensione perfetta.
Articolo di Ludovica Boi

