ATEEZ, Golden Boys
La band sta vivendo il suo momento d'oro dopo "GOLDEN HOUR: Pt. 5" con cui ha conquistato la Billboard 200. Con loro abbiamo parlato di aspirazioni, latin e Italia
Il momento d’oro di una band non è definito solo dal successo. È anche una questione di cognizione e soprattutto autostima, che non è presunzione, ma consapevolezza di essere in grado di lasciarsi andare al rischio. Gli ATEEZ stanno vivendo la loro GOLDEN HOUR da diversi anni, tra tour mondiali e primi posti in classifica. L’ultimo risultato in ordine di tempo è arrivato due settimane fa con il loro quattordicesimo mini album che ha debuttato in vetta alla Billboard 200. HONGJOONG, SEONGHWA, YUNHO, YEOSANG, SAN, MINGI, WOOYOUNG e JONGHO ribadiscono come certe cose non si possano programmare nè tanto meno dare per scontate.

Quello che la band K-pop ha scelto di fare con il quinto capitolo della saga iniziata nel 2024, è stato affidarsi all’istinto, accettando il rischio di giocare con i generi. Una cosa che in passato avevano già fatto, ma mai in maniera così netta come nella titletrack BAD o in MAMACITA dove i ritmi latin – oltre ai versi in spagnolo – prendono il sopravvento. «Nel corso degli anni, abbiamo ricevuto tantissima energia dai fan latini durante i concerti, e quella passione e quell’entusiasmo ci spingono a voler esplorare ed esprimere quelle vibrazioni anche nella nostra musica e nelle nostre esibizioni» spiega il gruppo. Tra le loro ispirazioni c’è ovviamente anche Bad Bunny, come svela MINGI che è stato folgorato dal suo show all’ultimo Super Bowl.
L’intervista agli ATEEZ è iniziata, e non poteva essere altrimenti, dal loro rapporto con il nostro Paese – dove sono tornati a esibirsi lo scorso 8 luglio a Roma a un anno e mezzo di distanza dal loro concerto all’Unipol Forum di Milano – e con gli ATINYs italiani. Da lì si è passati a parlare di aspirazioni, desiderio irrefrenabile di sperimentare e non fermarsi e anche di cinema.
L’intervista agli ATEEZ
Siete tornati in Italia dopo il vostro concerto a Milano del gennaio 2025. Qual è il primo ricordo che vi viene in mente quando ripensate a quel live?
YUNHO: Sicuramente l’energia dei fan. Anche se è passato circa un anno e mezzo, ricordo ancora quanto fosse rumoroso il pubblico dal momento in cui siamo saliti sul palco fino alla fine dello spettacolo. Vedere tutte le persone cantare insieme a noi e condividere quel momento ha reso quella serata davvero indimenticabile. Siamo felicissimi di essere tornati in Italia e di aver potuto creare dei nuovi ricordi con loro.

Cosa vi colpisce di più degli ATINYs italiani?
YEOSANG: Sono davvero appassionati e siamo sempre molto grati per il modo in cui continuano a sostenerci nonostante la distanza. Ogni volta che li vediamo, si percepisce chiaramente il loro entusiasmo e il loro affetto durante l’intero spettacolo. Anche se parliamo lingue diverse, sanno le canzoni a memoria. Non smette mai di stupirmi il modo in cui riusciamo a entrare in sintonia.
JONGHO: A me colpisce molto il loro calore. Non solo a Roma, ma persino a Milano quando, nonostante fosse la prima volta, mi è sembrato che ci conoscessimo da molto tempo grazie al modo spontaneo con cui hanno condiviso con noi la loro energia e il loro sostegno. Ricordo anche di aver visto tantissimi volti sorridenti tra il pubblico e persone che si godevano il concerto insieme. Quei momenti mi sono rimasti nel cuore e sono uno dei motivi per cui non vedevo l’ora di tornare in Italia.
Vi aspettavate che GOLDEN HOUR: Part. 5 potesse debuttare al primo posto della Billboard 200?
SEONGHWA: Debuttare al primo posto della classifica Billboard 200 non è qualcosa che ci aspettiamo né diamo per scontato. Quando succede, è sempre una sorpresa. Lavoriamo sempre sodo e speriamo che la nostra musica possa raggiungere il maggior numero possibile di persone, ma ricevere un tale affetto e sostegno è qualcosa per cui siamo incredibilmente grati agli ATINY e che ci stupisce ogni volta. Risultati del genere non fanno altro che spingerci a lavorare ancora più duramente per ricambiare quell’amore attraverso la nostra musica e le nostre esibizioni.

Quando avete iniziato a lavorare a questo quinto capitolo, avevate già finito il quarto, o avete registrato molte delle canzoni contemporaneamente?
HONGJOONG: Alcune canzoni erano già in fase di preparazione mentre lavoravamo al capitolo precedente, ma non tutto è stato registrato nello stesso periodo. Per noi è sempre un processo collettivo, in cui molte persone condividono idee e punti di vista lungo il percorso. Man mano che l’album inizia a prendere forma, valutiamo quali brani si adattino meglio alla storia che vogliamo raccontare e a dove ci troviamo nel nostro attuale [GOLDEN HOUR] journey. È così che la tracklist definitiva di ogni capitolo prende forma in modo naturale.
Presentando la titletrack BAD l’avete definita una signature track. In che modo vi rappresenta?
MINGI: BAD è una canzone davvero divertente e racchiude molti degli elementi che ci definiscono come gruppo. Ha un’energia e un’interpretazione potenti, ma mostra anche la nostra sicurezza e lo stile unico che abbiamo costruito nel corso degli anni. Allo stesso tempo, la considero piuttosto fresca. Credo che mostri un lato inedito di noi all’interno della serie [GOLDEN HOUR]. Forse proprio per questo la consideriamo un brano emblematico. Riflette sia da dove veniamo sia dove siamo diretti.

Com’è stato condividere il set del videoclip con Chase Infiniti?
SEONGHWA: Siamo davvero grati di aver avuto l’opportunità di lavorare con un’attrice del suo calibro. Ci è piaciuto moltissimo averla lì con noi. La sua presenza ha reso l’atmosfera ancora più divertente e memorabile. Tra l’altro si è dimostrata incredibilmente professionale. La cosa che mi ha impressionato di più è stato vedere quanto fosse concentrata e preparata ogni volta che le telecamere iniziavano a girare.
YEOSANG: È stato un vero onore condividere il set con Chase. Ha portato un’energia meravigliosa sul set. Si percepiva davvero quanto l’atmosfera fosse positiva ed elettrizzante ogni volta che era nei paraggi. Senza di lei il videoclip non sarebbe così speciale. Non lo dimenticheremo mai!

I vostri video musicali sono sempre molto cinematografici. Vi piacerebbe scrivere una canzone per la colonna sonora di un film, un giorno?
YUNHO: Assolutamente sì. Dato che lo storytelling è sempre stato una parte fondamentale della nostra musica e delle nostre immagini, sarebbe davvero emozionante poter contribuire un giorno alla colonna sonora di un film. Sarebbe un’occasione per esplorare e raccontare storie in modo diverso, oltre che una sfida nel riuscire a conferire al progetto il nostro tocco personale, la nostra energia e le nostre emozioni. Se si presentasse l’occasione giusta, ci piacerebbe molto metterci alla prova.

Uno dei brani che mi ha sorpreso di più del vostro ultimo disco è MAMACITA. Mi ha ricordato in parte lo stile di ARRIBA. Come è nata questa canzone?
SAN: Sono d’accordo, MAMACITA ha sicuramente un’energia simile a quella di ARRIBA. Entrambe le canzoni sono pensate per essere divertenti ed emozionanti. Quando abbiamo ascoltato il brano per la prima volta, siamo stati immediatamente attratti da quell’atmosfera giocosa ed energica. Mentre ci lavoravamo, ci siamo concentrati sul far emergere proprio quell’entusiasmo. È un brano che probabilmente, quando inizieremo a eseguirlo dal vivo, prenderà davvero vita sul palco. Una canzone che i fan potranno cantare e con cui potranno divertirsi ai prossimi concerti.
Non è la prima volta che inserite un tocco latino nelle vostre canzoni. Cosa vi affascina di quel genere musicale?
WOOYOUNG: Siamo sempre stati attratti dai ritmi incisivi e da quella vitalità che induce spontaneamente le persone a muoversi, ed è proprio questo che troviamo davvero entusiasmante nella musica di ispirazione latina. Crea un’atmosfera divertente e vivace, sia quando registriamo sia, soprattutto, quando ci esibiamo sul palco. In parte è anche dovuto al fatto che, nel corso degli anni, abbiamo ricevuto tantissima energia dai fan latini durante i concerti, e quella passione e quell’entusiasmo ci spingono naturalmente a voler esplorare ed esprimere quelle vibrazioni anche nella nostra musica e nelle nostre esibizioni. Allo stesso tempo, ci piace esplorare generi diversi e trovare il modo di farli nostri. Infatti, brani come Blind, ARRIBA e MAMACITA hanno ciascuno un proprio carattere distintivo, nonostante condividano alcune influenze simili.

Ascoltate artisti Latin?
MINGI: Sì, assolutamente. Un artista che ho ascoltato tantissimo è ovviamente Bad Bunny. Ammiro molto il modo in cui continua a superare i confini rimanendo fedele al proprio stile e alla propria identità di artista. Le sue esibizioni trasmettono sempre un’energia incredibile, e la sua performance durante l’Halftime Show del Superbowl è stata davvero memorabile e rappresenta una fonte di ispirazione per noi. Vedere artisti come lui, capaci di affascinare il mondo intero da un palcoscenico ci motiva e ci stimola a continuare a esplorare suoni e influenze diverse anche nella nostra musica.

In NASA, HONGJOONG canta: “Irony, ain’t it I’m a star, but still firing that Rocket“. Come riuscite a mantenere viva l’ispirazione e la motivazione, nonostante il grande successo che avete raggiunto?
HONGJOONG: Quel verso rappresenta davvero bene il nostro modo di pensare. A prescindere da ciò che abbiamo raggiunto finora, non vogliamo mai avere la sensazione di aver tagliato il traguardo. Ogni album, ogni esibizione e ogni tour ci sembrano l’inizio di una nuova sfida e l’ennesima opportunità per crescere. Gran parte della nostra ispirazione proviene anche dai nostri fan e dalle esperienze che viviamo viaggiando e incontrando persone in tutto il mondo. Il loro sostegno ci motiva a continuare a “lanciare quel razzo” e a puntare ancora più in alto.
Se doveste scegliere una sola canzone dal vostro repertorio da far ascoltare a qualcuno che non vi conosce, quale scegliereste e perché?
WOOYOUNG: Penso che sceglieremmo Say My Name. È una canzone che rappresenta un importante punto di svolta per noi e che incarna davvero l’energia, la performance e l’identità che le persone associano a noi come gruppo. Ancora oggi è una delle canzoni con cui i fan e i nuovi ascoltatori entrano subito in sintonia.

On The Road è una delle vostre canzoni preferite di GOLDEN HOUR: Part. 4.Come vi sentite a questo punto del percorso?
JONGHO: Proviamo un misto di gratitudine ed entusiasmo. Grazie ai nostri fan abbiamo potuto vivere tantissimi momenti incredibili, ma allo stesso tempo ci sembra che ci siano ancora molti posti dove vorremmo andare e cose che vorremmo realizzare.
SAN: Personalmente, On The Road riflette davvero la sensazione e il desiderio di voler continuare ad andare avanti. Abbiamo imparato molto e siamo cresciuti in ogni fase di questo percorso, ma siamo ancora curiosi di scoprire cosa ci aspetta e non vediamo l’ora di affrontare la prossima parte del viaggio con gli ATINY al nostro fianco.
