Con “Pardon My Spanish” J Balvin e DJ Snake vogliono farci vivere il momento. Davvero
Vi portiamo con noi ad Ibiza per vivere da vicino l’evento che sta ridefinendo l’estate 2026, in uno dei locali simbolo delle coste del Mare delle Baleari
Foto di Arno Partissimo
È il secondo weekend di giugno quando atterriamo ad Ibiza per assistere a una delle novità più attese della stagione: Pardon My Spanish, il nuovo format firmato J Balvin e DJ Snake, protagonista di questa intervista. Il sole illumina le spiagge e l’isola è già immersa in quel limbo estivo dove ore e regole sfumano. Le strade sono un mosaico di lingue diverse, accenti che arrivano da ogni parte del mondo. C’è chi è arrivato per il mare, chi per lavorare una stagione e chi semplicemente per staccare dalla routine. Ma, come spesso accade a Ibiza, esiste un filo conduttore che unisce tutti: la musica.
Quando domenica 14 raggiungiamo l’Ushuaïa, poco prima delle 19, l’atmosfera è già adrenalinica. I tavoli sono affollati, i bicchieri pieni, gruppi di amici si fotografano davanti alla storica scritta del locale, le ragazze ballano già sulle prime selezioni musicali, qualcuno si arrampica sulla terrazza per avere una visuale migliore. Nessuno vuole perdere nemmeno un minuto.

Una festa senza confini
J Balvin e DJ Snake salgono sul palco senza bisogno di presentazioni. La loro storia artistica è intrecciata da anni e passa per collaborazioni, produzioni e successi globali che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio della musica pop contemporanea (e non solo).
Pardon My Spanish nasce proprio da questa sintonia: non dall’incontro tra due universi lontani, ma dall’evoluzione naturale di un rapporto creativo consolidato nel tempo. «Io e José parlavamo spesso delle feste che amavamo da giovani: quelle autentiche notti ibizenche in cui la gente viveva il momento e la musica era davvero al centro di tutto. Volevamo creare qualcosa di spontaneo, imprevedibile e autentico. A un certo punto abbiamo capito che stavamo costruendo qualcosa di diverso» spiega DJ Snake.
Per oltre due ore, J Balvin e DJ Snake costruiscono un set che alterna hit come Loco Contigo, I Like It, remix e momenti pensati per il dancefloor come quello partito con La Gasolina. Il pubblico canta ogni parola, salta, si abbraccia. Ci sono ragazzi arrivati da tutto il mondo: conoscono a memoria ogni strofa di J Balvin, ma anche fan della scena elettronica che aspettano le produzioni più celebri di DJ Snake. Alla fine, però, le differenze spariscono. Rimane soltanto un pubblico unito che vive lo stesso momento. È uno degli aspetti che Ibiza riesce ancora a conservare nonostante la sua fama mondiale. La capacità di far sentire tutti parte della stessa storia. Per una sera, almeno.
Due ore che scorrono come venti minuti
Il set principale supera abbondantemente l’ora e mezza, ma il tempo, dentro l’Ushuaïa, assume una velocità diversa. Ci sono momenti in cui il pubblico balla senza sosta, altri in cui si ferma semplicemente a guardare il palco, quasi a voler assorbire ogni dettaglio. È questo forse l’aspetto più interessante della serata. Non l’energia, che a Ibiza è quasi scontata, ma la capacità di rendere le persone presenti. In un’epoca in cui ogni esperienza viene immediatamente trasformata in contenuto digitale, qui si vedono persone che abbassano il telefono e scelgono di vivere offline. Ballano senza preoccuparsi delle storie su instagram e cantano senza pensare al tiktok perfetto. Per qualche ora esiste soltanto quello che accade davanti al palco.
Ed è proprio questa la visione che il Disc jokey e produttore discografico francese-algerino vuole trasmettere: «Le notti più belle della mia vita sono state quelle in cui le persone erano completamente presenti. La magia della musica è sempre stata questa: per qualche ora migliaia di sconosciuti possono condividere la stessa emozione nello stesso momento. È qualcosa che nessuna tecnologia potrà mai sostituire. Questo è lo spirito di Pardon My Spanish: ricreare quel tipo di esperienza che ci ha fatto innamorare della cultura del clubbing».

Perché il vero protagonista è DJ Snake
Se J Balvin rappresenta il volto del progetto, il motore creativo sembra essere soprattutto DJ Snake. Negli ultimi quindici anni il producer francese ha costruito una delle carriere più particolari della musica contemporanea. Nato a Parigi come William Grigahcine, Snake ha iniziato dietro le quinte, lavorando come produttore per artisti internazionali prima di trasformarsi in uno dei nomi più influenti della scena elettronica globale. A differenza di molti DJ diventati superstar, non ha mai scelto una sola direzione. Ha attraversato EDM, hip hop, latin music, afrobeat e pop mantenendo sempre la stessa filosofia: abbattere i confini tra i generi. Brani come Turn Down for What, Lean On, Taki Taki, sono esempi di come Snake abbia intuito prima di molti altri che il futuro della musica sarebbe stato nella contaminazione.
«Le persone non vengono a uno spettacolo pensando a cosa sia underground e cosa sia mainstream; vengono per provare qualcosa. Quando costruisco un’esperienza, mi concentro sui momenti: c’è tensione? C’è sorpresa? C’è emozione? Se alla fine della serata la gente parla delle sensazioni che ha vissuto più che delle etichette, allora significa che è stato un grande successo» confessa Snake. Pardon My Spanish sembra la naturale evoluzione di questo percorso. Uno show esclusivo in cui le identità musicali si mescolano senza bisogno di labels.
E per chi si fosse perso il debutto, la storia non finisce qui: Pardon My Spanish torna questa domenica all’ Ushuaïa di Ibiza per un altro appuntamento del format firmato J Balvin e DJ Snake. Se la prima è stata un successo, la seconda potrebbe essere uno degli eventi destinati a definire la stagione 2026 sull’isola.
Articolo di Ludovica Boi

