Hip Hop

Nuova Scena 3, i giudici: «Non capita spesso in TV di vedere qualcosa di davvero autentico»

A pochi giorni dal debutto della terza stagione del rap show targato Netflix Italia, abbiamo incontrato i quattro giudici

  • Il19 Giugno 2026
Nuova Scena 3, i giudici: «Non capita spesso in TV di vedere qualcosa di davvero autentico»

Geolier, Fabri Fibra, Guè e Rose Villain

A partire dal 22 giugno torna su Netflix Nuova Scena, il rap show prodotto da Fremantle che nel 2026 torna per la sua terza stagione. Tra le novità di quest’anno – oltre alla presenza di Guè che affianca in giuria Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain – ci sono una puntata in più (9 anziché 8), e una struttura completamente rinnovata: i giudici si ritroveranno nella puntata inaugurale dedicata alle audition, che quest’anno daranno il via al percorso di selezione dei migliori talenti emergenti del rap, attraverso esibizioni con brani inediti e sfide dedicate interamente al freestyle. A completare la fase di scouting di Nuova Scena 3, Fabri Fibra, Geolier, Rose Villain e Guè incontreranno nuovi artisti promettenti a Bologna, Lugano e Milano, con il supporto di colleghi e amici come Ele A, Kid Yugi, Lazza, Neffa e Tredici Pietro.

Le fasi del programma

I concorrenti che riusciranno a superare le final audition affronteranno, nei quattro episodi successivi disponibili dal 29 giugno, una serie di prove sempre più impegnative. Tra queste ci saranno i cypher, una nuova sfida basata sull’utilizzo dei sample – una delle principali novità di questa edizione – e la realizzazione di videoclip. A rendere la competizione ancora più avvincente contribuiranno inoltre i featuring: i semifinalisti avranno infatti l’opportunità di esibirsi al fianco di alcuni tra gli artisti più influenti della scena rap italiana.

Tra i concorrenti che più ci hanno sorpreso di Nuova Scena 3 c’è senza dubbio Layelti, giovane rapper di seconda generazione che arriva da San Siro e con una storia decisamente turbolenta alle spalle. La sua, infatti, è una prospettiva piuttosto inedita nel rap italiano, in cui il quartiere, la vita di strada e l’esperienza carceraria sono stati raccontati prevalentemente da una lente maschile. Con il suo flow acerbo ma sicuramente interessante, una voce graffiata e la sua narrazione cruda, ha attirato l’attenzione dei quattro giudici, in particolare di Guè e di Fabri Fibra.

Nuova Scena 3, le parole di Guè e Fabri Fibra su Layelti

«Se sette anni fa una cosa così era impensabile, oggi siamo a livelli paragonabili a quelli della Francia», racconta il rapper milanese. «Secondo me la cosa più bella di lei, oltre a ciò che rappresentava, era che aveva davvero uno stile particolare. A me ha colpito, oltre alla sua storia, proprio il suo modo di fare: aveva questo stile un po’ sussurrato. Per me era questa la sua caratteristica più interessante. Pur essendo ancora molto acerba e avendo fatto dei passi falsi, per me è davvero interessante questo immaginario dark che porta. Penso che questa narrativa sia interessante quando viene sostenuta dalla bravura musicale e dalla concretezza. Altrimenti si perdono i capisaldi e lo spirito guida di questo genere. Se basta la tragedia, allora manca qualcosa: bisogna trasmettere un messaggio e farlo nel modo giusto», continua.

«Sono d’accordo su tutto», gli fa eco Fibra. «La cosa bella è stata vedere che lei è arrivata senza alcun tipo di filtro: così come era in piazza, si è presentata davanti alle telecamere e non ha concesso nulla. Non capita spesso in TV di vedere qualcosa di autentico al cento per cento. Magari altri preferiscono essere un po’ più simpatici, fare il sorrisino, cercare di andare incontro al pubblico: lei no».

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