Hip Hop

Con “A Milano” Rkomi omaggia “Dasein Sollen”

L’artista milanese ha pubblicato una traccia di 8 minuti dedicata all’EP che quest’anno spegne dieci candeline

  • Il24 Giugno 2026
Con “A Milano” Rkomi omaggia “Dasein Sollen”

Rkomi

“Falco, mi senti? Dove sei?”
“A casa di Ciccio”
“E cosa fai?”

È da qui, da quella domanda che probabilmente non troverà mai una risposta e alla fine va bene anche così, che Rkomi riparte per omaggiare un passato che, nonostante tutto, non se ne è mai andato davvero. Lo fa con A MILANO, una traccia di 8 minuti in cui Mirko ripercorre quelle strade che restano addosso. “Grazie al mio quartiere, ai miei amici, ma soprattutto a voi che ci siete da sempre e inevitabilmente siete diventati una famiglia”, ha scritto Rkomi su Instagram dopo l’uscita di A MILANO, accompagnato da un video che ritrae l’artista in quartiere.

“Il bene che volete ai miei primi progetti mi confonde sempre molto, a tal punto che non so a cosa porteranno questi 8 minuti. Mi sono divertito molto. Non ho mai fatto calcoli, l’unica sicurezza che posso darvi è che in questo momento mi sento tanto bene, non mi sono mai sentito così forte”.

In “A MILANO” di Rkomi c’è anche la voce di Marracash

A MILANO, infatti, non è un’anticipazione di un nuovo progetto (l’ultimo album del rapper, decrescendo., era uscito lo scorso anno), ma una modalità personale per celebrare e ricordare un disco che ha avuto un ruolo fondamentale nell’identità artistica di Rkomi. Una parentesi creativa, pensata per celebrare e rileggere quell’album a dieci anni dalla sua pubblicazione e un progetto autonomo, che si apre e si conclude all’interno di questa occasione. Gli 8 minuti racchiudono sette cambi di beat per altrettante porzioni di brani – che corrispondono alle sette tracce di Dasein Sollen – che Rkomi aveva pubblicato negli scorsi giorni su Instagram.

Uno di questi, riprende le atmosfere del video di Apnea (con la differenza che ora quel Pandino è una macchina costosa, a dimostrazione che anche quando tutto cambia, in fondo rimaniamo sempre gli stessi) e si apre con un vocale profetico di Marracash, tra i primi a cogliere il talento di un ex ragazzino di Calvairate, in cui cita un’intervista in cui Mirko si era espresso su come un rapper debba costantemente evolversi per evitare di restare intrappolato in uno stereotipo.

Se prima il successo era un’utopia da afferrare e quel sogno era “così grande da riempirci una stanza, poi un’altra e poi tutti i palazzetti d’Italia, ora Rkomi riflette sul suo raggiungimento, sulla strada fatta e su quanto, a volte, per acciuffarlo sia necessario anche soffiare su qualche fiore. Quello stesso che, a volte, può nascere inaspettatamente dal cemento del quartiere senza morire mai. Nemmeno dopo 10 anni. Lunga vita a Dasein Sollen.

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