“Amateur” è l’esordio monstre di Cesare Cremonini
Siamo andati a Londra per la presentazione del nuovo lavoro del cantautore di Bologna che vuole ripartire da zero
Cesare Cremonini
Se si pensa a un disco d’esordio, difficilmente verrà in mente un album come Amateur di Cesare Cremonini, in uscita questo venerdì 23 ottobre. Un disco dai suoni a volte imponenti e stratificati che ricordano niente meno che il glam rock di David Bowie. Altre volte l’indie-rock a là The Strokes prima maniera, piuttosto che gli Arctic Monkeys e The Last Shadows Puppets. Altre ancora la tradizione del nostro cantautorato anni ‘70, da Gaber ai Gufi fino al riferimento di sempre, Lucio Dalla. Ascoltandolo sembra di salire sulle montagne russe per i cambi di registro. Eppure, è così che Cremonini lo percepisce: un nuovo inizio.
Per la prima volta da anni (24 dal primo album solista e ben 27 da Squerez con i Lunapop), il cantautore di Bologna sente di aver registrato un lavoro “solo e soltanto per il piacere di fare musica”, per questo si chiama Amateur. E lo dice (anzi lo ripeterà tre volte): “Questo album non piacerà al mercato”.
La presentazione di Amateur di Cesare Cremonini a Londra
Fa sorridere come presa di posizione dal momento che a Londra, per l’ascolto dell’album dal vivo allo storico teatro 02 Sheperd’s Bush Empire e per l’incontro con lui, si sono ritrovati almeno una cinquantina di giornalisti italiani. Un bel dispiego di forze. E l’impressione è che quindi ci sia un appoggio totale della casa discografica, EMI/Universal, e anche del booking, Live Nation. E a ragione.
«No, non lo accoglieranno bene perché non è uno specchio ma una porta», racconta lui. «E non poteva che nascere a Londra. Volevo allontanarlo il più possibile da me, perché il mio nome e il mio cognome possono solo distrarre da quello che sono. Qui non mi conosce nessuno e io volevo rimpicciolire tutto l’esterno, perché la musica fosse centrale».
Londra e lo Studio 13 di Damon Albarn
L’album è nato in studi dalla storia pazzesca: ai RAK Studios (dove registrarono anche David Bowie e i Pink Floyd), allo Studio 13 di Damon Albarn e poi a Bologna, nel suo Logico Studio e al Fonoprint. «Londra era fondamentale per il disco che volevo fare ma non volevo essere solo un turista della musica. A 25 anni andai agli Olympics Studios, gli stessi di Freddie Mercury, ma fu un errore per il momento che stavo vivendo. Molto meglio quelli di Damon, dove sono nati i Gorillaz. Lì si respira enorme creatività e lui mi ha fatto entrare solo dopo avermi conosciuto».
Amateur, una porta non uno specchio
In Amateur, Cesare Cremonini affronta temi che vanno molto in profondità. A partire dalla prima traccia con Salmo che dà il titolo all’album (che sembra una seduta di psicanalisi), fino a Disturbo Mentale, dove un loop elettronico di Malcom Catto ricorda molto i Prodigy. A chi gli domanda come mai questo album non possa essere il luogo dove le persone possano identificarsi risponde che la gente oggi viene spinta a rispecchiarsi nell’arte, senza cercare un sottotesto. E Cremonini è piuttosto sconsolato per quanto riguarda i tempi attuali. «L’algoritmo non capirà il mio album. Lo so già. Lasciamo quindi la promozione del disco alla gente che verrà a vedere i live. Quando ci hanno raccontato che il digitale avrebbe liberato la musica ci hanno ingannato. L’hanno ingabbiata invece, perché l’algoritmo non fa il nostro meglio, ma fa il meglio di chi ci guadagna. Noi andavamo a comprare fisicamente i dischi e questo ci metteva in connessione anche con altre generazioni».
Il lavoro sull’ego agli inizi della carriera
Quello che Cesare Cremonini ha voluto fare con questo lavoro è stato soprattutto mettere da parte l’ego per dare spazio alla musica. Un ego che comunque nella vita è stato messo a dura prova, soprattutto all’inizio della sua carriera.
«Sono cresciuto con un manager che mi scoprì nel 99 ma mi tenne schiacciato (Walter Mameli, ndr). Sapeva trasformarmi in un cavallo da corsa e mi ha molto forgiato. Mi ha creato una grande ambizione ma ha creato un enorme ferita dentro di me. Molti colleghi mi dicono che non sarei arrivato dove sono senza quella ferita. La vicinanza con la musica, studiandola e capendola, mi fa sentire che la sto superando».
L’alter-ego SIG
Il suo alter ego è SIG (diminutivo di Sigmund Freud), il teschio dorato che si trova sulla cover dell’album e sarà presente sul palco . «Sig rappresenta il musicista polistrumentista e tutto l’ego e l’ambizione che un essere umano deve portarsi dietro. Ognuno di noi ha un Sig che è più ingombrante. Per essere più concentrati sulla musica, ogni tanto c’è bisogno di metterlo da parte. È la parte di me che non volevo più avere».
I feat, da Fabri Fibra a Salmo e Malika Ayane
In Amateur c’è un brano di Elisa, Cavalli da corsa, e ci sono i feat di Fabri Fibra che aggiunge le sue barre al singolo già pubblicato Paparazzi, del già nominato Salmo e della ex fidanzata, Malika Ayane. «Volevo andare oltre al manierismo, per questo sono andato da Salmo e Fibra. Però avevo bisogno di calmierare questo machismo. Per questo ho chiesto a Malika di collaborare, e lei ha dato ordine a questo disco con la sua femminilità, nel brano Cose molto piccole. Malika è una delle ultime voci in Italia che sa rappresentare in modo così perfetto dettagli minuscoli. Sa raccontare e cantare il risotto al pomodoro, per esempio. Racconta il miracolo del dettaglio. Sapevamo che avremmo cantato ancora insieme e andare in studio con lei è stata la cosa più naturale della terra».
L’importanza dei fiati in Amateur di Cesare Cremonini
Il sax e i fiati sono davvero fondamentali in questo lavoro, innanzitutto perché anche Cremonini lo sta studiando da tempo e poi perché ha chiamato lo storico musicista di David Bowie, Donny McCaslin. «Un incontro fondamentale e perfetto, dove siamo riusciti a collaborare perché ci siamo trovati bene reciprocamente». All’assolo del suo sax, epico e sognante, è lasciato il compito di chiudere l’ultima ballad, Athena.
L’Amatour
Con Amateur cambierà anche il rapporto di Cesare Cremonini con il live. Dopo i teatri e gli stadi, si tornerà a una nuova dimensione: l’Amatour partirà dopo pochi giorni, il 24 novembre da Ancona per finire con le cinque date all’Unipol Forum di Milano.

