Il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova è salito sul palco dei Kneecap a Bologna
Durante il live al Sequoie Music Park il trio di Belfast ha invitato Josè Nivoi per parlare del blocco delle armi dirette in Israele
Kneecap
Lo avevamo già detto ieri, all’indomani della loro prima data italiana al Circolo Magnolia a Milano: un concerto dei Kneecap non può essere ridotto al divertimento, e ieri sera a Bologna il trio di Belfast lo ha riconfermato ampiamente. Durante il live al Sequoie Music Park, infatti, Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí hanno invitato sul palco Josè Nivoi, attivista che ha preso parte alla prima missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e membro del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova per parlare del blocco delle armi dirette in Israele.
Josè Nivoi a Bologna: «I Kneecap ci hanno insegnato che le parole possono essere proiettili»
«I Kneecap ci hanno insegnato che le parole possono essere proiettili. Quindi volevo dire due cose. Uno: lottiamo tutti contro il genocidio. Abbiamo lanciato a ottobre uno sciopero internazionale con più di 35 porti, a sostegno del popolo palestinese, a sostegno del popolo libanese, a sostegno di Cuba, contro gli oppressori e contro gli imperialisti. Vi invitiamo tutti a ottobre a partecipare allo sciopero internazionale dei porti, perché dobbiamo bloccare di nuovo tutto», ha detto Josè Nivoi dal palco dei Kneecap a Bologna.
La causa palestinese, del resto, è sempre stata molto a cuore ai Kneecap, non solo sul fronte personale e pubblico (nel 2025 l’antiterrorismo britannico ha iniziato un’indagine sul trio a causa di alcuni video del passato diventati virali e nel maggio dello stesso anno Mo Chara era stato accusato di terrorismo – e poi prosciolto – ai sensi del Terrorism Act 2006 per aver esposto una bandiera di Hezbollah durante un concerto tenutosi a Londra nel novembre 2024), ma anche su quello live. Sul loro palco, infatti, è sempre presente la bandiera palestinese, e in occasione del Primavera Sound di Barcellona hanno ospitato Arab Barghouti, attivista figlio del leader palestinese Marwan, incarcerato dal 2002 dall’IDF.

