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Il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova è salito sul palco dei Kneecap a Bologna

Durante il live al Sequoie Music Park il trio di Belfast ha invitato Josè Nivoi per parlare del blocco delle armi dirette in Israele

  • Il17 Giugno 2026
Il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova è salito sul palco dei Kneecap a Bologna

Kneecap

Lo avevamo già detto ieri, all’indomani della loro prima data italiana al Circolo Magnolia a Milano: un concerto dei Kneecap non può essere ridotto al divertimento, e ieri sera a Bologna il trio di Belfast lo ha riconfermato ampiamente. Durante il live al Sequoie Music Park, infatti, Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí hanno invitato sul palco Josè Nivoi, attivista che ha preso parte alla prima missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e membro del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova per parlare del blocco delle armi dirette in Israele.

Josè Nivoi a Bologna: «I Kneecap ci hanno insegnato che le parole possono essere proiettili»

«I Kneecap ci hanno insegnato che le parole possono essere proiettili. Quindi volevo dire due cose. Uno: lottiamo tutti contro il genocidio. Abbiamo lanciato a ottobre uno sciopero internazionale con più di 35 porti, a sostegno del popolo palestinese, a sostegno del popolo libanese, a sostegno di Cuba, contro gli oppressori e contro gli imperialisti. Vi invitiamo tutti a ottobre a partecipare allo sciopero internazionale dei porti, perché dobbiamo bloccare di nuovo tutto», ha detto Josè Nivoi dal palco dei Kneecap a Bologna.

La causa palestinese, del resto, è sempre stata molto a cuore ai Kneecap, non solo sul fronte personale e pubblico (nel 2025 l’antiterrorismo britannico ha iniziato un’indagine sul trio a causa di alcuni video del passato diventati virali e nel maggio dello stesso anno Mo Chara era stato accusato di terrorismo – e poi prosciolto – ai sensi del Terrorism Act 2006 per aver esposto una bandiera di Hezbollah durante un concerto tenutosi a Londra nel novembre 2024), ma anche su quello live. Sul loro palco, infatti, è sempre presente la bandiera palestinese, e in occasione del Primavera Sound di Barcellona hanno ospitato Arab Barghouti, attivista figlio del leader palestinese Marwan, incarcerato dal 2002 dall’IDF.

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