Report di metà anno 2026 di Luminate: l’R&B e l’hip-hop perdono terreno, la dance cresce, i CD volano a +16% e molto altro
Nel primo semestre del 2026 gli stream audio on demand a livello globale sono cresciuti del 9,8%, mentre negli Stati Uniti l’aumento si è attestato al 4,4%.
Dal report di metà anno 2026 di Luminate emergono alcune tendenze che raccontano come stanno cambiando i consumi musicali a livello globale. L’R&B/Hip-Hop perde quota, ma resta il genere che gli ascoltatori scelgono di più in streaming negli Stati Uniti. La musica dance ed elettronica cresce con forza. Il K-pop, intanto, spinge le vendite dei CD, che vivono una sorprendente rinascita.
In un momento storico in cui, come sottolinea Luminate, i superfan attribuiscono sempre più valore al “possesso estetico” e al sostegno economico diretto degli artisti, il mercato dei supporti fisici continua a crescere. A registrare l’incremento più significativo sono proprio i CD, le cui vendite sono aumentate del 16% nella prima metà del 2026. Oltre la metà di questa crescita è attribuibile al K-pop, grazie alle nuove uscite di BTS, ATEEZ e altri artisti del genere. Anche le modalità di acquisto stanno cambiando. Le grandi catene come Walmart e Target stanno infatti guadagnando terreno rispetto ai negozi indipendenti e all’e-commerce. Complice anche la diffusione di edizioni esclusive disponibili esclusivamente nei loro punti vendita.
Luminate conferma anche il ritorno della musica di catalogo. I brani pubblicati da oltre 18 mesi continuano infatti a rappresentare una parte sempre più consistente degli ascolti, soprattutto nel rock, secondo genere più ascoltato negli Stati Uniti. Nel complesso, gli stream audio on demand a livello globale sono cresciuti del 9,8% nel primo semestre del 2026. Al di fuori degli Stati Uniti la crescita raggiunge l’11,8%, mentre nel solo mercato americano si attesta al 4,4%.
I generi più ascoltati
Ancora oggi circa uno stream su quattro negli Stati Uniti riguarda un brano R&B/Hip-Hop. La quota di mercato, tuttavia, continua a diminuire anno dopo anno. Rispetto alla prima metà del 2025 è scesa dell’1,6%, lasciando spazio soprattutto alla crescita di dance/elettronica, country e musica latina. La tendenza si riflette anche nella Billboard 200, dove il genere ha registrato il calo più marcato di quota equivalente dal 2023. Se tre anni fa il genere rappresentava oltre il 40% della classifica, oggi si attesta attorno al 30%.
Tra tutti i generi, è la musica dance/elettronica a mettere a segno l’incremento maggiore. Gli stream on demand negli Stati Uniti sono cresciuti del 18,9% rispetto allo scorso anno. A trainare il risultato sono sia artisti come John Summit e Disco Lines, sia il ritorno di popolarità di brani pubblicati tra il 2015 e il 2017. Non a caso, cinque delle dieci canzoni dance più ascoltate del semestre appartengono proprio a quel periodo. Anche la world music cresce in maniera significativa (+11,9%) ed è il genere con la maggiore incidenza di musica recente: il 34% degli ascolti riguarda infatti brani pubblicati negli ultimi 18 mesi.
Nel rock la nostalgia continua a essere protagonista. Ben il 75% degli ascolti riguarda infatti brani pubblicati da oltre cinque anni, con un incremento del 5% rispetto allo scorso anno. Tra le eccezioni figura The Great Divide di Noah Kahan, che ha totalizzato 1,35 milioni di unità equivalenti. Nonostante la scarsità di nuovi successi, il rock rimane il secondo genere per numero di ascolti negli Stati Uniti.
Il K-pop continua a trainare il mercato fisico
Gruppi come BTS, ENHYPEN e ATEEZ dominano le vendite di album fisici nella grande distribuzione, confermando ancora una volta la forza d’acquisto del fandom K-pop. Parallelamente, i negozi indipendenti stanno perdendo terreno: la loro quota di mercato è passata dal 36,6% del 2025 al 32,1% del 2026. Anche l’e-commerce registra una lieve flessione, passando dal 27,4% al 26,1%.
Luminate evidenzia come i fan del pop coreano e dell’indie rock siano quelli più propensi ad acquistare album, merchandising e altri prodotti legati ai propri artisti preferiti. Al contrario, gli ascoltatori di pop e country tendono più frequentemente a limitarsi allo streaming. Per anni il dibattito sul ritorno dei supporti fisici si è concentrato quasi esclusivamente sul vinile. Nel 2026, però, sono i CD a registrare la crescita più significativa.
Negli Stati Uniti i CD hanno raggiunto quota 16,3 milioni di copie vendute, segnando una crescita del 16% rispetto allo scorso anno e superando il +2,4% registrato dal vinile. C’è però da sottolineare come, senza le vendite dell’ultimo album dei BTS ARIRANG (qui la nostra recensione), e delle altre uscite del genere, la crescita si sarebbe fermata al 6,7%.
Secondo Luminate, il CD sta assumendo sempre più il ruolo di oggetto da collezione accessibile alle nuove generazioni. “L’acquisto di musica fisica riguarda tanto il possesso estetico e il sostegno diretto agli artisti quanto l’ascolto della musica stessa”, si legge nel report. Un dato conferma questo cambiamento: circa la metà dei membri della Generazione Z e dei Millennial che hanno acquistato una copia fisica non possiede nemmeno un lettore.
La musica in inglese perde leggermente quota negli Stati Uniti
Nel primo semestre del 2026 la quota di ascolti di musica in lingua inglese è scesa dall’88,1% all’87,1%, riflettendo una progressiva diversificazione dei consumi. Quasi uno stream su dieci riguarda oggi brani in spagnolo (9,4%), anche grazie all’ottimo momento di Bad Bunny. Continua ad ampliarsi il pubblico della musica latina: se nel 2021 il 44% degli americani si definiva un ascoltatore occasionale del genere, nel 2026 la percentuale è salita al 54%, segno di una diffusione ormai ben oltre il tradizionale pubblico ispanofono. Il K-pop continua a sostenere la crescita della musica in lingua coreana, che mantiene una quota stabile dell’1,1% e occupa il terzo posto tra le lingue più ascoltate negli Stati Uniti.
Sebbene gli artisti americani rappresentino ancora circa due terzi degli stream nel mercato statunitense, il Regno Unito continua a guadagnare terreno grazie a nomi come Olivia Dean e Charli xcx. Dopo essere rimasta sotto il 7% nel 2024, la quota britannica è salita al 7% nel 2025, raggiungendo il 7,8% nella prima metà del 2026.
La musica realizzata con l’IA inizia a trovare spazio
Secondo Luminate è ancora presto per parlare di una diffusione di massa della musica generata con l’intelligenza artificiale, ma alcuni segnali iniziano a emergere. Breaking Rust conquista il primato tra i brani AI più ascoltati negli Stati Uniti con Livin’ on Borrowed Time, che totalizza 19 milioni di stream. A livello internazionale il primato spetta invece a Papaoutai (Afro Soul) di Chill77, Unjaps e Mikeeysmind, remix realizzato con l’IA del celebre brano di Stromae. Spotify indica tra i titolari dei diritti sia l’etichetta Unjaps AB sia Mosaert, fondata da Stromae.
Il report evidenzia infine come il 54% dei musicisti statunitensi dichiari di avere un atteggiamento positivo nei confronti degli strumenti di intelligenza artificiale generativa applicati alla musica. Questa percentuale si scontra con il 35% registrato tra chi non lavora nel settore.

