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Bruno Mars: l’ultimo dei romantici

Ieri sera il cantautore hawaiano si è esibito per la prima delle due date nello stadio di San Siro a Milano

  • Il15 Luglio 2026
Bruno Mars: l’ultimo dei romantici

Bruno Mars (foto di Daniel Ramos)

Dall’annuncio, era uno dei live più attesi dell’estate 2026: aspettative altissime, biglietti andati a ruba, un countdown durato mesi. Quando il sipario si è alzato e Bruno Mars ha messo piede sul palco di San Siro, una cosa era già chiara a tutti i presenti: la serata sarebbe rimasta impressa a lungo nella memoria di tutti.

Nella prima delle due date nel tempio della musica e del calcio milanese l’artista ha trasportato il pubblico nel suo universo fatto di romanticismo, sonorità funky, R&B e dal sapore degli anni ‘70. Due ore ininterrotte di show che ha coinvolto parterre e spalti. Un’energia incontenibile che ha confermato che Bruno Mars sa come far scatenare il suo pubblico.

Bruno Mars ipnotizza San Siro

Mentre inizia il conto alla rovescia per l’inizio dello spettacolo, sugli schermi compare un QR code in cui il pubblico aveva la possibilità di fotografarsi e lasciare una dedica d’amore da mandare sui visual (proprio per restare in tema di romanticismo). Tra “ti amo” in italiano (e in altre lingue), le diverse frasi hanno tirato fuori il lato più sensibile degli spettatori.

Nonostante il pubblico comprendesse diverse generazioni, quasi tutti i 60mila indossavano almeno un vessillo rosso in richiamo all’estetica di Bruno Mars. Chi portava una bandana, chi una maglietta, altri ancora dei pantaloni o dei cerchietti con delle rose. Così, a distanza di nove anni dal suo ultimo show nel nostro Paese, Bruno Mars e gli Hooligans hanno ipnotizzato San Siro.

La band è una parte molto significativa dello spettacolo. Tra cori, fiati, percussioni, chitarre, tastiere e bassi la sincronizzazione e la professionalità di tutti gli elementi che abitano il palcoscenico è impressionante. Non solo per il sound e l’acustica impeccabile (cosa rara per una venue come San Siro), ma anche e soprattutto per la complicità tra i vari elementi. I ballerini-musicisti incantano gli spettatori con le loro mosse e c’è pure chi si muove a tempo cercando di emulare i loro passi. 

Dal vivo anche le tracce di The Romantic funzionano, cullandosi in un sound a cavallo tra le ballad e i ritmi sudamericani e non si possono non sentire le importanti influenze di Santana, Prince e Michael Jackson. Ovviamente poi sono i ritmi più funky quelli che spingono i presenti, anche degli sconosciuti, a lasciarsi andare in maniera scoordinata sulle hit più celebri come Uptown Funk, I Just Might, 24K Magic e Treasure.

Imprevedibilità e omaggi: si celebra l’amore

Si è trattato di un vero e proprio concerto-evento dove Bruno Mars ha dimostrato ancora una volta di essere uno showman a 360 gradi. Non solo per i visual immersivi, le luci strobo, l’uso dei giochi pirotecnici e i coriandoli che riempivano la location. Ma soprattutto per l’alto tasso di energia che si è mantenuto dall’inizio alla fine portando un’aria di grande festa in grado di far staccare la testa del pubblico da qualsiasi pensiero che non fosse quello di viversi a pieno le ore del live. 

Il buon umore che Bruno Mars ha portato a San Siro è figlio anche di un’altra peculiarità dei suoi show. L’imprevedibilità è una delle sue carte vincenti tanto è vero che l’artista ha omaggiato il nostro Paese esibendosi su una macchina durante That’s What I Like, entrando inscena su una micro vespa gialla con una sciarpa dell’Italia al collo. 

Le premesse di Bruno Mars erano chiare: «Celebriamo l’amore». E con questo invito rivolto al pubblico non potevano mancare hit romantiche come Risk It All, God Was Showing Off, Just The Way You Are e Marry You. E forse proprio per questo l’artista ha dimostrato anche che il giorno più romantico dell’anno non è necessariamente San Valentino, ma qualsiasi giorno che scegliamo noi. In questo caso, è stato sicuramente il 14 luglio.

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