Olly al Ferraris di Genova: il primo stadio non si scorda mai
Il cantautore ligure ha (ri)inagurato la venue del Marassi a distanza di 22 anni dall’ultimo live nella location ed è già pronto a partire con una tournée negli stadi per l’anno prossimo
Olly (foto di Comunicarlo)
Se è vero che il primo amore non si scorda mai, allora è altrettanto corretto affermare che la prima volta di Olly allo stadio Ferraris di Genova sarà difficile da dimenticare. Il cantautore genovese arriva al Marassi 22 anni dopo l’ultimo concerto nello stadio tenuto da Vasco Rossi e fa (ri)vivere la venue nella dimensione dei live. Infatti, mettere Albachiara come intro del concerto assume un significato tutto nuovo questa volta. Ai piedi di un palco decisamente impressionante la location – che di solito ospita le competizioni calcistiche della Sampdoria e del Genoa – si riempie di fan sin dall’ora di pranzo.
Persone accampate ai piedi della struttura con magliette del merch o di una fede calcistica dei due team della Superba si riparano dal sole con delle coperte termiche, ballano, bevono qualche birra e iniziano a intonare delle strofe di canzoni che da lì a poche ore verranno eseguite sul palcoscenico da Olly e dalla sua fedelissima band.
Per l’amore di Genova
La stessa città è una grande protagonista del concerto. Non solo perché il Ferraris riapre agli eventi live – e già questo di per sé potrebbe mettere addosso qualche responsabilità – ma anche (e soprattutto) per l’aria che si respira passeggiando in giro per i vicoli. La strada che porta allo stadio è completamente bloccata dalle macchine in coda nel traffico per raggiungere la venue. I fan assaltano i carruggi che portano alla meta della serata e proprio lì fuori degustano prodotti tipici della loro terra.
Ad accompagnare gli spettatori allo stadio ci sono anche frasi scritte sui muri prese da brani di Olly. Da Menomale che c’è il mare, “Sta vita non è vita senza te” (da Balorda Nostalgia) fino al motto Tutta vita a citazione dell’omonimo album. Già a pelle si percepisce un’energia differente. Questo non vuol dire che sia meno intensa rispetto alle due date all’Ippodromo SNAI di Milano dell’anno scorso o ai palazzetti in giro per l’Italia. L’aria di mare (e di casa per Olly) sono in ogni scorcio.
Lo stesso stadio porta i segni di una struttura che è stata vissuta da anni. Inoltre, la vista da ogni suo punto permette di vedere quanto la venue sia incastonata tra i palazzi del centro città, proprio tra quelli tipici liguri, con l’intonaco sbeccato, ma che mantengono il loro fascino immersi nel verde. Su una delle due curve poi, la scritta “Ma te lo immagini se” (dalla canzone I cantieri del Giappone) appesa come uno striscione da partita calcistica.
Proprio per l’amore di Genova – e non solo – Olly al Ferraris decide di approcciarsi al concerto in modo diverso. Se si pensava di guardare uno show identico ai palazzetti, bisogna ricredersi dal momento dell’ingresso del cantautore sul palco. La città è in quasi ogni strofa, tanto che il cantautore classe 2001 sceglie non solo di continuare a omaggiare Fabrizio De André con la cover di Il pescatore, ma questa volta abbraccia anche Tenco in una versione romantica, acustica e delicata di Mi sono innamorato di te. «Io adoro quel brano, mi emoziona», spiega Olly prima dello show.
Olly porta al Ferraris di Genova tutti i suoi amici, uno ad uno
Non c’erano ospiti al concerto di Olly al Ferraris di Genova. E va bene così. Lo show è stato un primo passo verso una consacrazione di un artista intergenerazionale che riesce a raggiungere con la sua musica persone di ogni tipo. E questo è un fatto. Il pubblico non è composto solo di genitori che accompagnano i figli, ma anche di nonni (ebbene si, anche loro erano nel parterre), di amici e di ragazzi innamorati. «In una opportunità come questa vogliamo sorprendere sempre chi non c’è mai stato, ma anche chi è già venuto più volte, aveva commentato Olly nei camerini a poche ore dall’inizio dello show. E in effetti, l’ha dimostrato.
Altro elemento interessante è stato assistere alle reazioni degli spettatori al live. Molte persone cantavano addirittura i controcori in canzoni come L’anima balla, A squarciagola, La lavatrice si è rotta, Scarabocchi e Il brivido della vita. Altre ancora abbracciavano dei perfetti sconosciuti. C’era anche chi non ha smesso di guardarsi negli occhi e chi ballava per tutto il perimetro.
Anche questa volta Olly non dimentica di portare con sé gli amici di sempre. Non solo per farli salire sul palco a improvvisare balli e salti sulle note di Depresso fortunato. Il live è stato più di tutti i precedenti una vera e propria celebrazione dell’amicizia. Nella parte adibita a set acustico ricca di medley di canzoni dagli esordi fino al presente, Olly si presenta solo con Juli e con la chitarra. Proprio nello stesso modo in cui hanno cominciato a fare musica. Man mano che le canzoni si aggiungono alla setlist, il palco si riempie poco a poco di tutti i componenti (e amici) della band.
Un gran finale
Anche questa volta non si può non dire che l’energia del concerto è travolgente oltre che trascinante. Cantilene, tratta dal producer album Juli – Solito cinema – ne è un esempio tra tanti. Anche una volta terminata la performance gli spettatori non hanno smesso di intonare il ritornello. Il live è l’ennesima dimostrazione che – come avevamo già osservato – andare a un concerto di Olly è come andare a una festa dove sei sicuro che ti diverti e che si porta dietro la spontaneità di vivere il presente e di staccare per due ore abbondanti dai propri pensieri.
Vale anche per i piccoli errori dovuti all’emozione nello scambiare nella prima canzone una strofa con un’altra, ma “se te la vivi così” – per citare una canzone del cantautore genovese, allora ci sta anche questo. Genova resta una tappa fondamentale in un percorso artistico (e umano) per Olly e la sua band che si sono misurati con nuovi tipi di spazi, di acustica, ma anche di pubblico. Una sorta di prova generale per il tour negli stadi programmato per il 2027 e annunciato a sorpresa sulle note di Così così cantata tra il pubblico che saltava nel prato in maniera scoordinata lasciandosi trasportare dalle canzoni.
Prima di affrontare questo nuovo capitolo, lo stesso cantautore ricorda che «c’è la vita in mezzo». Per questo si lascerà sorprendere dal presente, sicuramente scrivendo e tornando in studio. Chissà se avremo un nuovo disco, forse – come aggiunge lui stesso – «uscirà solo se avrò qualcosa da dire». Nel frattempo, anche al concerto al Ferraris di Genova, Olly continua a dimostrare che è vero che forse è Tutta vita (sempre).
Le date del tour negli stadi di Olly nel 2027
- 11 giugno – Trieste, Stadio Nereo Rocco
- 16 giugno – Torino, Allianz Stadium
- 19 giugno – Bologna, Stadio Dell’Aria
- 23 giugno – Milano, Stadio San Siro
- 28 giugno – Roma, Stadio Olimpico
- 3 luglio – Bari, Stadio San Nicola
- 11 luglio – Padova, Stadio Euganeo

