“Timeless” è una preziosa testimonianza del genio artistico di Prince
L’album, composto da dieci brani inediti in ordine cronologico, mostra l’evoluzione del sound nelle diverse epoche del cantautore di Minneapolis
Prince
L’incontro tra la sensualità del funky, il calore del soul e l’irruenza del rock sono alcuni dei segreti dell’inconfondibile sound di Prince, scomparso nel 2016 e di cui oggi esce Timeless, album di inediti realizzati dal 1977 fino alla morte. La sua musica è stata un costante work in progress, in continua evoluzione e sempre aperto a nuove influenze. Un lavoro che ha permesso al genio di Minneapolis di rinnovarsi costantemente nel tempo, senza mai snaturare il suo inconfondibile stile. Prince usava la sua musica e la sua immagine per superare le barriere tra razze, generi e stili musicali.
La sua attività era a dir poco febbrile. A volte lavorava anche tre giorni di seguito senza dormire, dividendosi tra le sue diverse band. Era guidato da una forza soprannaturale, come se il bruciante demone della creatività non lo lasciasse mai riposare in pace. Una fertilità artistica che ci assicurerà ancora per molti anni a venire la possibilità di ascoltare nuova musica, visto che nei suoi archivi giacciono centinaia di brani inediti.
Il compito di custodire e valorizzare questo immenso patrimonio di creatività è stato affidato alla sorella minore Tyka Nelson che, da artista (ha pubblicato quattro album in carriera), conosce perfettamente i meccanismi del music biz. Negli ultimi dieci anni Tyka, affiancata da alcune persone di fiducia, ha ascoltato con attenzione decine e decine di canzoni registrate su nastro. Il risultato è l’album di inediti Timeless (Legacy Recordings – Sony Music), composto da dieci brani, nove in studio e uno dal vivo, che ripercorrono in ordine cronologico tutta la sua carriera.
“Timeless” di Prince è disponibile da oggi
Disponibile da oggi (28 agosto) in digitale, CD, vinile black e in un’edizione limitata in vinile purple marble in esclusiva sul Sony Music Store, il progetto è stato anticipato ad aprile dal singolo With This Tear. Una registrazione inedita del 1991, proveniente dai leggendari archivi di Paisley Park, che Prince scrisse originariamente per Céline Dion dopo averla sentita cantare Beauty and the Beast alla radio. Dion la pubblicò nel suo album omonimo del 1992, ma questa nuova uscita presenta la versione originale interamente scritta, prodotta e interpretata da Prince.
Il secondo singolo, Stone, è una registrazione inedita della primavera del 1995, scritto da Sandra St. Victor, Tom Hammer e Jules Van Even. Il brano era stato preso in considerazione per essere inserito nella prima versione di Emancipation e per una sfilata di Versace. Un brano R&B midtempo, oseremmo dire “di mestiere”, sul tema della freddezza di un amante che, in mano a Prince, riesce comunque a brillare.
Timeless ha il merito di presentare i brani in ordine cronologico, in modo da apprezzare l’evoluzione del sound nelle diverse epoche dell’artista. L’album parte alla grande con l’irresistibile funky di I Am You, una registrazione casalinga risalente alle sessioni di For You del 1978, con una singolare coda strumentale. La voce di Prince, seppur leggermente ovattata nell’incisione domestica, rivela già una maturità armonica precoce. La versione originale di Tick Tick Bang del 1981, proveniente dalle sessioni di Controversy, è un’esplosione punk-funk di gran lunga superiore alla versione confusa pubblicata anni dopo in Graffiti Bridge. Prince stava allora ridefinendo i confini tra rock e black music, campionando perfino Little Miss Lover di Jimi Hendrix.
I brani in ordine cronologico
Heaven del 1985, tratta dal progetto cinematografico mai realizzato The Dawn, è uno dei momenti più ispirati della raccolta. Grazie ai cori di Susannah Melvoin, al “wall of sound” dei Revolution e a un brillante arrangiamento electro-funk, Heaven è l’ennesima conferma della capacità di Prince di produrre B-side di altissimo livello qualitativo. I Wonder del 1989 è una mid-tempo, intrisa di cori tipici dell’estetica post-Batman. Il brano dimostra come Prince cercasse di nobilitare la struttura pop tradizionale e, al tempo stesso, volesse competere ad armi pari con il nascente movimento New Jack Swing.
Calabama del 2003 è un godibile funk insieme alla New Power Generation dell’era Musicology, con un sound più muscolare, asciutto e orientato alla dimensione live. Registrata il 26 ottobre 2007 da Ian Boxill a Paisley Park, The Guilty Ones mostra il lato modern rock del genio di Minneapolis. Accompagnato da Marva King, Shelby J e dalla sezione ritmica dei Dunham, Prince sfoggia qui un grande assolo di chitarra. Nel morbido e sensuale pop-soul di Bestest Friend del 2012, Prince canta magnificamente e suona ogni strumento, tranne i fiati. Un brano brillante, fresco e moderno, che tanto sarebbe piaciuto interpretare a Bruno Mars nel suo ultimo album The Romantic.
Un brano di Prince dal vivo
Il viaggio cronologico di Timeless non poteva che concludersi in modo spettacolare, con un testamento artistico che ci riporta alla radice della sua arte: Prince e il suo pianoforte dal vivo. Registrata live al Fox Theatre di Atlanta il 14 aprile 2016 (una settimana prima della sua morte), la straordinaria How Come U Don’t Call Me Anymore? vale da sola l’acquisto del vinile o del CD. Prince, pur fiaccato dal dolore fisico che lo avrebbe portato via pochi giorni dopo, domina qui la scena con una padronanza vocale e pianistica assoluta, coinvolgendo costantemente il pubblico in visibilio.
«Concludere l’album con un’ultima esibizione dal vivo è stato particolarmente significativo perché cattura il legame che Prince aveva con il suo pubblico, con tutti che cantano insieme e gli applausi finali che riflettono l’amore e l’energia presenti nella sala», ha affermato Charles F. Spicer Jr., il produttore della compilation. «Timeless è un promemoria perfetto del perché la musica di Prince continuerà a emozionare le persone per le generazioni a venire».

